“La nuova sfida in F1 mi ha attratto”: le parole di Davide Brivio

“La nuova sfida in F1 mi ha attratto”: le parole di Davide Brivio

12 Aprile 2021 0 Di Sebastiano Vanzetta
Tempo di lettura: 5 Minuti

Dopo anni di successi in MotoGP, Davide Brivio è approdato in Formula 1, nel ruolo di Racing Director di Alpine. Una nuova sfida lontano dal mondo delle due ruote che però lo ha attratto e lo ha spinto ad accettare l’offerta del team francese.

A 56 anni, Davide Brivio è pronto alla sua nuova, grande sfida: la Formula 1. Dopo decenni di successi in MotoGP, prima in Yamaha con Valentino Rossi e poi in Suzuki, che ha portato a vincere il titolo piloti 2020 con Joan Mir, quest’anno Brivio è passato in Alpine, entrando dopo anni nel motomondiale, nel circus della F1, prendendo le redini del team francese.

“La sfida mi ha attratto” ha dichiarato sul sito ufficiale della F1. “Mi sono sempre interessato nel cercare di capire come funzionasse la F1, come il team gestisce certe situazioni e come viene costruita la macchina. Quindi quello che mi ha spinto ad entrare in questa categoria è stato il desiderio di capire il più possibile e di tuffarmi in questo nuovo mondo.Fino a questo momento è stato molto interessante. Ci sono tantissime cose da scoprire e di cui bisogna abituarsi. Spero che presto sarò in grado di dare il mio contributo e aiutare il team”.

Brivio ha assunto quindi il ruolo di Racing Director di Alpine, succedendo a Cyril Abiteboul, che aveva passato gli ultimi due decenni in Renault, ricoprendo vari ruoli. Il manager italiano è affiancato dall’Executive Director Marcin Budkowski, in quella che si configura una struttura organizzativa all’interno del team leggermente diversa da quella a cui siamo abituati. I due manager riportano direttamente al CEO di Alpine Laurent Rossi, e non vi è alcun Team Principal come normalmente accade.

La crescita delle nuove generazioni

Come intuibile, uno dei punti di forza di Davide Brivio è il costante desiderio di imparare. Un altro, è quello di far crescere nuovi talenti. Nel periodo in Suzuki, ciò è stato un pilastro all’interno del progetto vincente della casa giapponese. Supportato dai nipponici, Brivio ha promosso in MotoGP sia Alex Rins che Joan Mir, tutti e due provenienti dalla Moto2. Una scelta che si è rivelata, col tempo, vincente. Anche Maverick Vinales è passato per Suzuki prima di approdare in Yamaha.

“Nel dare un’opportunità ai giovani talenti c’è un qualcosa di molto bello e molto romantico, mi piace molto. Dipende dalla situazione in cui il team si trova. In Suzuki, ad esempio, eravamo in una posizione nella quale avevamo bisogno di trovare un top rider che potesse competere con gli altri top rider del momento. Puoi scegliere di provare a rubare qualcuno dalla concorrenza e pagarlo profumatamente, oppure scegliere di trovare qualcuno e crescerlo in casa. Abbiamo preso la seconda strada.

Brivio (il secondo da sinistra) assieme al campione del mondo MotoGP 2020 Joan Mir, il compagno Alex Rins e altri membri del team durante i festeggiamenti per il titolo

“Attualmente in Alpine non siamo in questa situazione. Abbiamo Esteban Ocon che è molto giovane e molto promettente per il futuro, e abbiamo Fernando (Alonso ndr) che non è così giovane ma sicuramente molto talentuoso, cosa di cui abbiamo assoluto bisogno. Siamo in una buona situazione al momento”.

Una line-up che sembra quindi soddisfare Brivio, sempre se Ocon riuscirà a dare le risposte che probabilmente, nonostante gli elogi, anche il Racing Director di Alpine sta cercando. Di sicuro la fiducia nei confronti del francese non manca, ma le giovani promesse di Renault scalpitano, e tenersi il sedile del team di Enstone, per Esteban, non sarà così facile. E di questo ne è consapevole anche Davide:

“Vedremo cosa succederà nei prossimi anni. Ovviamente abbiamo la nostra academy, ci sono tre ragazzi attualmente in F2 molto promettenti (Zhou, Lundgaard e Piastri ndr). Quindi dobbiamo chiaramente tenerli d’occhio e lavorarci sopra. Vedremo come si evolverà la situazione”.

Oscar Piastri, uno dei talenti della Renault Academy

Il futuro del team francese, quindi, dovrà passare inevitabilmente dal connubio tra il talento dei ragazzi dell’academy e le capacità di scoprire e allevare i giovani talenti di Davide Brivio, che spiega anche come questo compito non sia affatto facile: “Non è facile identificare subito i possibili talenti. Talvolta deriva da una sensazione che si ha, anche come persona, da quanta motivazione il pilota ha, da quanto è grande il suo desiderio di successo. Qualche volta i piloti non sono così vincenti nelle categorie minori, ma lavorano sodo, maturano e diventano forti nelle categorie superiori. Quindi non è così facile trovarli. Cerchi di trovare il meglio che c’è. Fai una scelta e non guardi indietro, ma continui a lavorare”.

“Quando hai un pilota che ha abbastanza talento ed è molto motivato a lavorare, devi continuare nel tuo lavoro e lasciarlo crescere. Se resta motivato, se continua ad avere voglia di lavorare e se, ovviamente, ha talento, allora qualcosa succederà. Non è solo una questione di scelte, ma di come fai lavorare quella scelta”.

L’esperienza porta equilibrio

Ovviamente Brivio è anche consapevole del fatto che una figura di esperienza, come può essere Alonso, è importante non solo in termini di abilità alla guida, ma anche come impatto che ha nei confronti del team con la sua presenza e la sua determinazione.

“Fernando ha molta esperienza, non è un ragazzo. Ha già il suo bagaglio di saperi, idee e pensieri. Ha molto talento, e prima di tutto chiede tanto a se stesso. Penso che sarà una cosa molto buona per il team lavorare con un pilota vincente come lui. Quando un top driver approda in un team, porta molta pressione nei confronti dello staff. Si ha pressione perché bisogna fornirgli un pacchetto competitivo, all’altezza del suo talento. L’arrivo di Fernando è molto positivo per la squadra, stimola tutti a lavorare ancora più duramente”.

Alonso assieme al suo compagno di squadra Esteban Ocon © Copyright: Moy / XPB Images

Gli obiettivi di Alpine

L’obiettivo primario di Alpine è quello di continuare quel percorso positivo che l’anno scorso ha portato i francesi sul podio per ben 3 volte dopo il ritorno del costruttore transalpino nel 2016. McLaren e Ferrari appaiono in lotta per la terza posizione in campionato. I restanti team (Alphatauri, Aston Martin, la stessa Alpine e anche Alfa Romeo) sono tutti molto vicini tra loro. Segnare punti con costanza, quest’anno, sarà una vera e propria sfida.

Lo conferma anche Davide: “L’obiettivo è quello di continuare a fare bene. L’anno scorso ci sono stati buoni risultati, e ora dobbiamo continuare su questa strada. In questo ambiente la competizione è alta. Ci sono alcuni team che sono competitivi e che stanno avendo delle difficoltà, e team in difficoltà che ora si stanno migliorando. Siamo abbastanza contenti del lavoro fatto quest’inverno. Ad Enstone e a Viry, il team ha fatto veramente un buon lavoro. Lo sviluppo continuerà, per vedere come migliorare la macchina e svilupparla in aree dove è possibile farlo. Vogliamo rimanere in lotta. Dobbiamo arrivare ai weekend di gara con la voglia di lottare. Vedremo cosa sarà possibile ottenere”.

Un compito non facile, se si considerano le difficoltà che fin qui ha incontrato la nuova freccia blu francese, la A521. Ma chiaramente Brivio non si dà per vinto. Anzi, è pronto ad affrontare questa nuova sfida con il coraggio e la caparbietà che l’hanno sempre contraddistinto e che gli hanno permesso di arrivare al successo nelle due ruote. Sicuramente Davide non si arrenderà alle prime difficoltà che gli si presenteranno davanti. E se, nei prossimi anni, riuscirà a portare alla vittoria anche questo nuovo progetto che gli è stato affidato, allora potrà aggiungere un’altra bella storia al suo già ricco album di grandi successi.

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