Profondo verde: Aston Martin non decolla. Vettel: “Dobbiamo migliorare”.

Profondo verde: Aston Martin non decolla. Vettel: “Dobbiamo migliorare”.

20 Aprile 2021 1 Di Sebastiano Vanzetta
Tempo di lettura: 6 Minuti

Dopo i problemi avuti nei test in Bahrein, e la prestazione incolore sempre sul circuito di Manama, a Imola Aston Martin ha confermato il suo periodo di crisi, tra problemi di affidabilità, penalità, e cambi di regolamento.

È un inizio 2021 tutt’altro che positivo quello che si è visto fino ad ora per Aston Martin. Sicuramente né papà Stroll né Otmar Szafnauer, dopo un bel 2020, si aspettavano una partenza così in salita per il team con sede a Silverstone. E probabilmente nemmeno Sebastian Vettel e Lance Stroll avrebbero pensato ad un avvio del genere. Tanti problemi di affidabilità e una mancanza generale di prestazioni, hanno reso tutt’altro che facili le prime due uscite stagionali per Aston Martin, che pare essere entrata in crisi.

Se da una parte Lance Stroll è riuscito a mettere quanto meno una pezza, i problemi di Sebastian Vettel denotano un progetto forse ancora acerbo e che stenta a decollare.

Il basso rake e la protesta di Szafnauer

Il cambio di regolamento imposto per il 2021, ha fin qui favorito le monoposto con un alto rake (la differenza di altezza tra anteriore e posteriore), sfavorendo chi aveva puntato invece ad un progetto a basso rake. Tra questi team, oltre a Mercedes, vi è anche Aston Martin. Non poteva essere altrimenti, viste le somiglianze con la monoposto campione del mondo di Hamilton e Bottas. Ragione che ha spinto il team principal Szafnauer, a ridosso del weekend romagnolo, di protestare contro la FIA. Lo stesso ha invocato un cambiamento in corsa delle regole tecniche, minacciando addirittura di ricorrere a vie legali.

Alla base della sua tesi vi sono due questioni chiave. La prima, se fosse giusto che la FIA spingesse per i tagli sull’aerodinamica quando la Pirelli ha realizzato gomme con carcasse più rigide per sopportare meglio certi livelli di carico. La seconda, se fosse giusto che al cambiamento delle regole partecipasse anche la FOM, visto che il processo avrebbe dovuto essere esclusivamente discusso dalla FIA senza essere influenzato da parti esterne.

Szafnauer ha infatti dichiarato: “Penso che la modifica del regolamento spetti esclusivamente alla FIA. Sono loro gli esperti. Penso che la cosa giusta da fare sia discutere con la FIA e scoprire esattamente cosa sia successo e perché. È possibile cercare delle soluzioni per rendere le norme più eque per chi dispone del basso rake. Noi come squadra dobbiamo lavorare sodo per recuperare ciò che possiamo del carico aerodinamico perduto, ma allo stesso tempo dovremmo parlare con la FIA per rendere le norme più giuste”.

Una crociata che però non ha trovato l’appoggio di Toto Wolff, seppur anche Mercedes abbia un progetto che punta ad un basso rake. Christian Horner ha invece risposto un po’ infastidito: “Quando si è voluta cambiare la regola dell’ala anteriore un paio di anni fa noi eravamo contro. Ma abbiamo accettato la decisione anche se ci danneggiava. Mi sembrerebbe un po’ ingenuo pensare che, improvvisamente, le regole vengano modificate dopo appena un GP, dopo che si è seguito tutto il processo di approvazione necessario”.

Sembra dunque essersi arenato, per Szafnauer, il tentativo di ripristinare, almeno in parte, delle regole atte a favorire aerodinamicamente la AMR21.

Problemi di affidabilità e dove si può migliorare

L’avevamo visto durante i test in Bahrein, e lo abbiamo visto in maniera ancora più netta lo scorso weekend a Imola. L’Aston Martin pecca di affidabilità. Un problema che già a marzo aveva costretto Sebastian Vettel, ad effettuare meno giri del previsto durante i test, e che ha causato non poche difficoltà anche tra le curve del Santerno.

Non è infatti partita benissimo la domenica per gli uomini in verde, con un surriscaldamento dei freni che ha costretto Vettel a partire dalla Pit Lane. Un problema che ha colpito, seppur in maniera minore, anche la monoposto di Stroll, che però è riuscito a partire dalla griglia. Come se non bastasse, il problema ai freni ha obbligato i meccanici del tedesco a ritardare il montaggio degli pneumatici oltre il limite consentito dei 5 minuti prima della partenza. Una situazione che ha costretto la direzione gara ad infliggere al quattro volte campione del mondo 10 secondi di penalità da scontare nel pit stop.

Una penalità che lo stesso Vettel, frustrato, ha commentato così: “Penso che avremmo potuto fare una gara migliore se la FIA avesse reagito più velocemente. Abbiamo infranto il regolamento, credo che sia per questo che abbiamo ricevuto una penalità. Ma non se ne sono preoccupati fino a gara inoltrata. In quel momento abbiamo ovviamente perso più tempo di quello che si sarebbe perso se ci avessero penalizzato ad inizio gara. Quindi non è stato un comportamento molto professionale, ma certamente non è stato il nostro problema principale quest’oggi”.

Infatti il tedesco, dopo una gara tutt’altro che facile, ha dovuto ritirarsi per problemi al cambio, ad un giro dalla fine della gara. Lo stesso ha poi dato indicazioni sulla strada da seguire: “Non stiamo facendo bene in termini di risultati, anche se abbiamo girato abbastanza con la macchina. Dobbiamo lavorare meglio in molte aree, e trovare un po’ più di grip in generale, per permetterci di fare meglio in qualifica e migliorare il risultato in gara“.

Baluardo Stroll

© Copyright: Batchelor / XPB Images

Chi al momento non sembra soffrire particolarmente la monoposto, invece, è Lance Stroll. Il canadese, nonostante non abbia brillato, ha condotto una gara attenta e solida, finendo 7° prima di scendere in ottava posizione per una penalità. Una prestazione che gli consente di raccogliere punti e tenere a galla il team. Il buon Lance, inoltre, è riuscito a portare la macchina sia in Bahrein che ad Imola in Q3, mentre Vettel ancora non è riuscito nell’impresa.

Nell’intervista post-gara, Stroll si è detto contento della sua gara, a dispetto delle prestazioni della sua Aston Martin: “Mi sono divertito in pista. Le condizioni erano molto difficili, non è stato semplice. I miei ingegneri mi hanno spinto durante tutta la gara. Il mio passo era competitivo, avevo un buon ritmo. Sono grato al team per tutto il lavoro svolto”.

Nonostante le critiche, quasi in stile Mazepin, che ha dovuto subire ad inizio carriera, il figlio di Lawrence sembra essere cresciuto e maturato. E ora si sta rivelando importantissimo per il team, che però non può e non deve aggrapparsi soltanto a lui. Ci vorrà anche il contributo di Vettel, per ribaltare una stagione che non sembra essere partita nel migliore dei modi.

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