Sospetti sul secondo treno di pneumatici: chi ne controlla le pressioni?

Sospetti sul secondo treno di pneumatici: chi ne controlla le pressioni?

14 Giugno 2021 1 Di Sebastiano Vanzetta

Nonostante le prime analisi di Pirelli indicassero i detriti come causa del cedimento degli pneumatici in Azerbaigian (soprattutto per Verstappen), ora la situazione si fa più spinosa, coinvolgendo anche le pressioni di gonfiaggio e presunti mancati controlli soprattutto sul secondo treno di mescole.

La gara di Baku è stata inevitabilmente segnata dai cedimenti degli pneumatici delle monoposto di Stroll prima, e di Verstappen dopo, che hanno riportato alla memoria soprattutto il caso di Silverstone 2013. Nel marasma di ipotesi venute alla luce, Pirelli aveva indicato come probabile causa, soprattutto per l’olandese della Red Bull, i detriti. Questi ultimi, secondo il costruttore italiano, avrebbero tagliato la gomma causandone il cedimento.

La situazione, però, comincia a farsi più spinosa del dovuto. Assieme all’ipotesi dei detriti, è spuntata anche l’ipotesi riguardante un’errata pressione degli pneumatici in regime di gara. Un’ipotesi che avrebbe dei risvolti mediatici ben diversi da quella di semplici detriti.

Cosa dice il regolamento

Dopo lo scoppio di cinque pneumatici durante il GP di Silverstone del 2013, Pirelli chiese ed ottenne di inserire nel regolamento una normativa che obbligasse le squadre a rispettare una pressione minima delle gomme al via della gara, dettata dal costruttore milanese e che può variare a seconda della tipologia del tracciato.

Tale pressione (che per Baku era di 20 psi per gli pneumatici posteriori) è verificata a campione sulla griglia di partenza da un addetto FIA. L’addetto, dotato di manometro, controlla la gomma mentre è ancora in termocoperta. In più, la normativa prevede che in qualsiasi momento un rappresentante della Federazione possa avere accesso per la stessa verifica ai box per testare gli altri set a disposizione per la gara.

Questi controlli ci sono davvero?

Il problema che sorge, è che questi controlli, purtroppo, vengono fatti molto raramente. Al punto che nel paddock c’è chi sostiene di non aver mai assistito a tali verifiche. Vi è quindi il dubbio che nei secondi set montati in gara il valore di pressione possa non essere quello indicato e consigliato da Pirelli. Un addetto ai lavori ha confidato che, per rendere l’idea del rapporto di forze tra i tecnici FIA e le squadre “È come se ci fossero dieci addetti alla sicurezza a controllare 70.000 persone ad un concerto”.

Una situazione che pare quindi sfuggire di mano agli addetti FIA. Tant’è che sembra che le squadre si permettano il lusso di violare le norme sulle pressioni, a fronte di presunti mancati controlli.

Possibili soluzioni

Il caso sulle pressioni potrà essere tenuto maggiormente sotto controllo a partire dalla prossima stagione, che vedrà entrare in vigore il nuovo regolamento tecnico. E con esso nuove “parti comuni”, tra le quali anche le valvole degli pneumatici, che al momento non sono standard e variano tra le squadre.

Servirà comunque un potenziamento del personale addetto alle verifiche tecniche. All momento vi sono sì due persone in ogni box, ma messe a disposizione da chi ospita il gran premio, e non direttamente dalla FIA. Serve dunque personale adeguatamente preparato e abituato a cogliere i momenti e le operazioni maggiormente sensibili, così da poter identificare efficacemente una qualsiasi violazione delle regole.

A maggior ragione sul tema degli pneumatici, che hanno un grande impatto sia sulle prestazioni delle monoposto che sulla sicurezza stessa dei piloti.

+ posts