Un giro di pista: analisi del circuito di Silverstone (GP di Gran Bretagna)

Un giro di pista: analisi del circuito di Silverstone (GP di Gran Bretagna)

14 Luglio 2021 1 Di Sebastiano Vanzetta

Dopo il trittico di gare di giugno, con la gara al Paul Ricard e la doppia tappa in Austria, torna la F1, torna Fuori Pista e torna, ovviamente, l’analisi del giro in pista. Questa volta si vola a Silverstone. Allaccia le cinture e sali a bordo.

Mentre una parte degli inglesi è alle prese con la frenetica corsa alle prenotazioni in centri estetici per farsi rimuovere il tatuaggio dell’ “It’s coming home”, un’altra parte si sta preparando per uno degli eventi motoristici più attesi dell’anno in terra anglosassone, assieme a Goodwood: il Gran Premio di Silverstone.

Quello britannico è uno dei circuiti storici della Formula 1, presente già dalla prima edizione del campionato. Infatti la gara inglese è stata la prima gara in assoluto del campionato del mondo del 1950, la prima edizione del mondiale delle autovetture più veloci al mondo. Quest’anno, invece, ospiterà per la prima volta la Gara Sprint del sabato, un esperimento che i vertici della F1 hanno fortemente voluto per riuscire a catturare ancora più pubblico.

Il tracciato di Silverstone è situato a breve distanza dall’omonimo villaggio nella contea del Northamptonshire, a poca distanza sia da Brackley, dove sorge il quartier generale della Mercedes, sia da Milton Keynes, sede della Red Bull. Nasce primariamente, nel 1943, come aeroporto militare per la RAF (Royal Air Force), con tre piste disposte a triangolo, lo standard per gli aeroporti britannici della seconda guerra mondiale. A guerra finita l’aeroporto divenne appunto un circuito, che inizialmente collegava le tre piste di decollo con tre curve secche. Successivamente si andrà ad utilizzare anche vie perimetrali, andando a comporre il tracciato che rimarrà quasi invariato dagli anni ’50 fino al 1987. All’inizio degli anni ’90 il circuito ha subito pesanti modifiche, che l’hanno reso più lento e più guidato.

Il circuito è lungo 5,9 km e presenta un totale di 18 curve, 10 a destra e 8 a sinistra. Il pilota più vincente a Silverstone è Lewis Hamilton, con ben 7 vittorie all’attivo sul circuito. Dietro di lui Jim Clark e Alain Prost con 5 vittorie ciascuno. È invece la Ferrari il team con più vittorie in terra inglese, con 17. Il record sul giro in pista, in gara e sull’attuale configurazione, è invece appannaggio di Max Verstappen, che l’anno scorso ha girato in 1.27.097.

Analisi e disclaimer

Fatte le dovute premesse, saliamo in macchina con Lewis Hamilton, sulla W11 del 2020, con la quale diventa il primo pilota a segnare 7 pole position nel gran premio di casa. Come di consueto, l’analisi è puramente frutto dello studio amatoriale dell’onboard e non è da considerarsi un’analisi tecnica professionale. I crediti del video vanno al canale ufficiale della F1.

Primo settore

Nel 2011 il rettilineo principale è stato spostato tra la Curva Club e la Curva Abbey, e recentemente rinominato Hamilton Straight (Rettilineo Hamilton). Si affronta la prima curva, la Abbey appunto, in pieno e subito dopo si affronta la Curva Farm, sempre in pieno, per poi frenare pesantemente e scalare fino in 3a marcia per affrontare la stretta Curva del Villaggio (curva 3). Ancora più lenta è curva 4, che porta poi alla Curva Aintree (curva 5) che si affronta full gas e che immette sul Rettilineo Wellington, dove è presente una zona DRS.

Secondo settore

Alla fine del rettilineo si frena forte e si entra nel secondo settore. Si affronta curva 6 ( Curva Brooklands) in 4a marcia e subito dopo ci si butta nel curvone a destra di Luffield (curva 7), da affrontare in 3a marcia. Un’altra curva a destra (curva 8-Woodcote), questa volta meno angolata e da affrontare full gas, porta al vecchio rettilineo dei box. Qui si arriva nella parte più bella del circuito. Si affronta curva 9, la famosa Copse, in pieno in 8a marcia a circa 310 km/h. Dopo un altro breve rettilineo ecco le Maggots e Becketts (curve 10,11,12 e 13), una serie di quattro curve da pelo sullo stomaco, da fare con una velocità minima di percorrenza di 210 km/h durante tutto il tratto.

Terzo settore

Con curva 14 (Curva Chapel) si entra nel terzo ed ultimo settore. Si affronta curva 14 full gas e ci si immette sul lungo Rettilineo dell’Hangar. Si percorre poi curva 15 (Curva Stowe) in 6a marcia ad una velocità minima di 200 km/h, per poi percorrere un altro breve rettilineo chiamato Vale. Le curve 16 e 17 formano una chicane che porta all’ultima curva, la Club (curva 18). Si ricomincia poi un altro giro.

L’importanza dell’aerodinamica l’incognita della gara sprint

Nonostante le tante modifiche nel corso degli anni, Silverstone resta ancora tra i circuiti con le velocità medie più alte nel calendario. È quindi fondamentale una grande efficienza aerodinamica, così da tenere incollata a terra la monoposto senza avere una grossa resistenza all’avanzamento, soprattutto in curvoni velocissimi come la Copse o la Stowe, o il tratto delle Maggotts e Becketts. Red Bull sarà probabilmente ancora la squadra da battere, anche se bisognerà vedere se e quali aggiornamenti porterà Mercedes. Inoltre, Lewis e Valtteri dovranno trovare il set-up ottimale per avere una buona impronta a terra ma non perdere troppo nei rettilinei, visto che la resistenza all’avanzamento è il maggiore problema della W12 di quest’anno.

In casa Ferrari invece, si conta di dover, purtroppo, far fronte ad un weekend quasi sugli stessi binari del Paul Ricard. I due Carlo che faranno di tutto per cercare la configurazione ideale per andare forte senza che la SF21 si mangi le gomme come fossero una bella porzione di Fish and Chips. Sarà durissima, contando anche che la McLaren, rivale in campionato, vorrà sicuramente fare bene nel GP di casa, soprattutto con Lando Norris. Altro weekend che si prospetta abbastanza amaro per i ferraristi, addolcito forse dalla scoppola rifilata all’Inghilterra in finale a Wembley, che potrebbe farci alleviare la probabile sofferenza in gara.

Altra grande incognita riguardo al set-up è la gara sprint del sabato, che rimescola e non poco le carte in tavola, nonché tutta la routine del weekend, compresi i programmi di prova dei team. Variabile che potrebbe portare, si spera, qualche bella sorpresa. Silverstone ci dirà se il format della gara sprint sarà promosso o no. Anche se, ad essere sinceri, con delle qualifiche tirate come quelle che abbiamo visto quest’anno, e delle gare con tanta lotta a centro gruppo, forse non era la gara sprint quello che mancava alla Formula 1.

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