Mercedes, la macchina perfetta si è inceppata? Tutti gli errori del 2021.

Mercedes, la macchina perfetta si è inceppata? Tutti gli errori del 2021.

14 Settembre 2021 0 Di Daniele Donzelli

Negli ultimi anni la Mercedes ha dominato il mondo della F1 sotto tutti i punti di vista, tra cui quello delle strategie. Quest’anno, però, la situazione sembra diversa.

Dal cambio regolamentare avvenuto nel 2014, in cui si è passati ai motori turbo-ibridi, la scuderia dominante, sotto tutti gli aspetti è stata indiscutibilmente una: la Mercedes.

Solo nel 2017 e nel 2018 la Ferrari ha provato a dare fastidio, senza troppo successo.

Ma nel 2021 si è capito sin dal Barhein che la situazione sarebbe stata diversa: la Red Bull è competitiva quanto, se non di più, la squadra tedesca.

E soprattutto, Max Verstappen è pronto e voglioso di dare battaglia al re Lewis.

Quando la sfida si fa più calda, come in questa stagione, tutti i dettagli, tutti i punti contano.

La Mercedes si è dimostrata, finora, più fragile della squadra austriaca in un aspetto che nella F1 moderna non è solo importante, ma fondamentale, ossia le strategie.

Gli errori non sono stati rarissimi, e in alcuni casi hanno condizionato l’intera gara.

Analizziamo quindi i casi specifici.

Monaco

In particolare sullo storico tracciato di Monaco, la strategia, insieme alla qualifica, è quasi tutto.

Hamilton sembra in difficoltà nel corso di tutte le sessioni di prove libere, e le qualifiche lo dimostrano: solo settima posizione in griglia per l’inglese.

Nel primo stint Lewis non riesce a guadagnare alcuna posizione in partenza, rimanendo sesto (la posizione guadagnata deriva dal problema che ha impedito a Leclerc di partire).

La Mercedes decide di effettuare il proprio pit stop al giro 29, tentando un undercut su Gasly, aprendo così la danza delle soste.

Gasly rientra ai box 2 giri dopo, e nonostante tutto riesce a rimanere davanti ad Hamilton.

Ma non finisce qui.

A causa del ritmo più lento di Gasly, Lewis subisce l’overcut anche da Vettel e da Perez, trovandosi così in settima posizione, per “merito” del ritiro di Bottas.

E proprio questa sarà la posizione in cui concluderà la gara: un disastro strategico, e 19 punti persi da Verstappen (vincitore).

Francia

L’errore commesso al Paul Ricard ha condizionato nettamente la gara di Lewis Hamilton, che non ha potuto conquistare la vittoria su una pista, sulla carta, favorevole alla sua vettura.

In partenza Verstappen spreca il vantaggio della pole position, e Hamilton ne approfitta per prendere la leadership.

Nonostante ciò, l’olandese rimane in zona undercut, che andrà ad attuare al 17° giro: la Mercedes, che avrebbe dovuto proteggersi fermandosi prima, viene sorpresa da Max che torna in testa alla gara.

Hamilton prova a restare attaccato all’avversario, ma è Red Bull a fare la mossa giusta, fermandosi prima della Mercedes per la seconda sosta, a sorpresa, al giro 32.

Questo pit stop sarebbe dovuto arrivare, un giro o due prima, da parte della squadra tedesca, visto che il sorpasso in pista risulta abbastanza difficile.

Shovlin ha provato a spiegare così la prima sosta:

“Abbiamo pensato, quando avevamo poco più di tre secondi su Max, di essere al sicuro dall’undercut. Non è stato così. Anche ora non capiamo bene perché i nostri modelli ci dicessero che saremmo stati davanti. Quindi, chiaramente, c’è qualcosa che dobbiamo andare a capire in questo aspetto”.

La spiegazione può parzialmente essere il grande out lap di Max.

Sulla seconda sosta mancata, invece, si è espresso con queste parole:

Convertire la strategia di Lewis sulle due soste non avrebbe funzionato ugualmente perché Max ci ha anticipato e avremmo dovuto superare anche Sergio Perez. Questo, naturalmente, sarebbe stato più difficile per Lewis di quanto non lo è stato per Max“.

Spiegazione non molto convincente perché anche Verstappen, nella sua rimonta poi vincente, ha dovuto sopravanzare Bottas.

Dichiarazioni prese da racefans.net

Ungheria

Per quanto riguarda l’errore in Ungheria, non c’è bisogno di molte spiegazioni: l’immagine di Hamilton da solo sulla griglia di partenza è e sarà storica.

Decisione difficile da prendere, essendo in prima posizione, questo non si può negare, ma l’errore nel valutare al meglio le condizioni, non troppo complesse, resta.

Nel resto della corsa Lewis ci mette del suo e termina secondo, ma sono 7 punti che la Mercedes ha sprecato.

Olanda

A Zandvoort, la casa di Max, la Red Bull sembra leggermente superiore alla Mercedes, ma la casa di Brackley ha un grande vantaggio: Hamilton e Bottas contro Verstappen da solo, a causa dell’eliminazione in Q1 di Perez.

La possibilità di provare due strategie diverse sembra molto ghiotta, viste le difficoltà di sorpasso sul tracciato olandese.

Malgrado ciò, la scuderia tedesca non impensierisce il padrone di casa con la prima sosta, ma Hamilton è ancora lì, c’è un’altra chance con la seconda sosta.

Quest’ultima arriva al giro 39, ma i calcoli sono sbagliati al muretto, ed Hamilton si ritrova nel traffico dei doppiati, e permette alla Red Bull di rifermarsi tranquillamente e stare davanti all’inglese.

Sebbene sia sfuggita la vittoria e con lei dei punti importanti, Shovlin ritiene di non aver sprecato una grande opportunità, come analizzato in un altro nostro articolo.

Monza

Anche nell’ultimo GP c’è stato un errore nelle strategie in casa tedesca, ancora una volta su Lewis Hamilton.

La Sprint Qualifying è un fallimento per Hamilton, che si vede costretto a scattare dalla quarta casella nella gara di domenica.

La Mercedes opta per la gomma hard, prendendosi un rischio che paga, perché l’inglese addirittura tenta l’attacco a Verstappen che partiva in pole alla variante della Roggia.

L’errore è successivo, e arriva quando l’olandese effettua la fatidica sosta di più di 11 secondi.

La scuderia anglo-tedesca, nonostante i piani iniziali fossero diversi, ossia percorrere almeno altri 15 giri e poi montare gomma gialla o rossa per tentare la rimonta, decide di marcare Verstappen, vedendo nel pit stop lungo l’occasione per stargli davanti.

Ma la sosta di Hamilton è troppo lunga, quasi 4.5 secondi invece dei soliti 2.5/3, e i due rivali vanno ruota a ruota alla prima variante: sappiamo tutti com’è finita.

Come già analizzato, non è detto che Lewis avrebbe vinto se avesse seguito i piani iniziali, ma certamente avrebbe avuto una possibiltà di conquistare il podio a scapito di Max e delle McLaren.

Ovviamente, è molto facile giudicare il tutto dal divano di casa, ma è un fatto che la Mercedes è stata praticamente sempre impeccabile negli scorsi anni (l’errore più grossolano lo ha pagato Russell lo scorso anno).

Un’altra dimostrazione delle difficoltà al muretto sono le dichiarazioni, non rare, di Hamilton che si lamenta della squadra, cosa che quasi mai aveva fatto negli anni di dominio.

Vedremo se la Mercedes sarà in grado di risolvere questo problema, che potrebbe essere non indifferente in ottica mondiale.

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