“San Brembo” spegne le candeline: a Sochi si festeggiano gli 800 GP

“San Brembo” spegne le candeline: a Sochi si festeggiano gli 800 GP

21 Settembre 2021 0 Di Sebastiano Vanzetta

La storica azienda italiana di impianti frenanti festeggierà a Sochi il traguardo degli 800 Gran Premi in Formula 1. Ripercorriamo insieme alcune tappe importanti di chi ogni weekend frena i bollenti spiriti dei piloti.

A Sochi Brembo taglierà il traguardo degli 800 GP in Formula 1. Un traguardo prestigioso che conferma, se mai ce ne fosse il bisogno, che nel campo dell’automobilismo il Made in Italy rimane un’eccellenza. Non solo le case automobilistiche più affermate come Ferrari, ma anche le aziende che da anni forniscono a tanti team la componentistica necessaria affinché una monoposto funzioni. Si pensi ai telai Dallara, all’elettronica Magneti Marelli, alle gomme Pirelli. E non per ultimi, appunto, gli impianti frenanti Brembo.

Una storia, quella della casa bergamasca, che comincia 800 gare fa, ricca di successi ed innovazioni. Ripercorriamo insieme il viaggio che ha portato l’azienda ad essere uno dei leader del settore nel motorsport.

Gli inizi e la partnership con Ferrari

Brembo apre i battenti nel 1961, e nel 1964 comincia a produrre dischi freno destinati al mercato del ricambio. Alla produzione dei soli dischi si affianca quella di altre componenti del sistema frenante e la qualità dei prodotti comincia pian piano ad essere riconosciuta in campo internazionale.

Nel 1975 la Ferrari decide di affidare all’azienda di Bergamo la fornitura dei dischi frenanti (in ghisa) per le proprie vetture di Formula 1. Proprio quell’anno Brembo coglie il primo, grande successo, nella categoria regina del motorsport, equipaggiando con i propri impianti la Ferrari 312 T di Niki Lauda, che vince il mondiale. Il successo si ripete, sempre per mano di Lauda, anche nel 1977.

Fin da subito, l’azienda si distingue per la continua innovazione e la grande attenzione posta nell’incessante ricerca delle più recenti tecnologie da applicare ai propri sistemi frenanti, per renderli ancora più performanti.

La Ferrari 312 T guidata da Niki Lauda al GP di Francia del 1975

Gli anni ’80 e le grandi innovazioni

Nel 1982 Brembo stupisce tutti portando in pista la prima pinza freno ad attacco radiale. Mentre tutti usavano pinze freno ad attacco assiale, i tecnici bergamaschi progettarono una pinza radiale a 4 pistoni, composta da due semi-pinze fuse in alluminio e accoppiate meccanicamente. Una soluzione inedita che venne scelta solamente da Ferrari per equipaggiare le proprie vetture. Due anni più tardi anche altri team cominciarono a preferire le pinze ad attacco radiale, tanto che l’attacco assiale venne abbandonato.

In questi anni Brembo è in prima linea anche per quanto riguarda lo sviluppo di dischi freno in carbonio. Superando tutte le problematiche relative ai materiali, temperature, raffreddamento e deformazioni, l’azienda è riuscita ad imporre nel motorsport i sistemi in materiale composito, invitando ad abbandonare la ormai superata soluzione in ghisa, più pesante e sicuramente meno performante dei dischi in carbonio.

La vera rivoluzione, però, arriva nel 1988. In quell’anno infatti, Brembo presenta e porta in pista sulle Ferrari F187/88C di Michele Alboreto e Gerhard Berger la pinza monoblocco. Questo tipo di pinza, ricavata da una speciale lavorazione dei pistoni, era ritenuta pressoché impraticabile e impossibile da ottenere. A Bergamo ottengono così una pinza dall’efficacia mai vista prima. Un’innovazione che segna un momento decisivo per il mondo delle competizioni e anche della mobilità stradale.

Un piccolo aneddoto che risale proprio a questi anni è quello che riguarda Ayrton Senna. Si dice infatti che, appena approdato in McLaren, il brasiliano volle espressamente i freni Brembo, con i quali si era trovato a proprio agio negli anni in Lotus, a testimonianza della qualità dei sistemi frenanti italiani.

La Ferrari F187/88C di Alboreto e Berger

2014: Il Brake by Wire e la nuova frontiera delle staccate

Con l’avvento delle monoposto turbo-ibride, Brembo si è spinta anche allo studio del Brake-by-Wire (BBW), ovvero il sistema che gestisce i diversi contributi frenanti agenti sulle ruote posteriori. Con le nuove power unit ibride, infatti, la frenata diventa importante non solo per rallentare la vettura, ma, con l’MGU-K, anche per rigenerare la parte elettrica dei propulsori. Ecco quindi che l’azienda italiana si trova a dover sviluppare un proprio sistema BBW in grado di garantire una risposta in frenata continua e lineare in funzione della richiesta del pilota, compensando tra loro i diversi contributi irregolari e incostanti. Per fare ciò, Brembo ha dovuto non solo produrre nuovi componenti fisici, ma anche sviluppare una parte software che potesse gestire il sistema di BBW, segnando un cambio generazionale negli impianti frenanti.

Presente e futuro

Ad oggi Brembo offre, alle scuderie che utilizzano gli impianti frenanti italiani, sei specifiche diverse di dischi in carbonio per l’asse anteriore, e due per l’asse posteriore, che si diversificano per geometria, numero e dimensione dei fori di raffreddamento. Questi ultimi, che nel 2008 erano circa 200 per disco, sono ora quasi 1280, per garantire il miglior raffreddamento possibile dei dischi.

Nell’immediato futuro, una prima importante sfida che vedrà coinvolta Brembo è quella delle nuove monoposto 2022. Con pneumatici dal diametro di 18 pollici, infatti, il diametro dei dischi freno passerà da 278 a 330 mm. E con esso dovrà essere ridisegnato tutto il sistema di raffreddamento del disco, per permettere di disperdere in maniera più ottimale possibile il caloro generato in fase di frenata.

Sul lungo periodo, invece, con il debutto delle nuove power unit ibride nel 2025, l’aumento della rilevanza elettrica e l’intensificazione della frenata rigenerativa, i tecnici bergamaschi potranno vedersi costretti a sviluppare un’evoluzione del Brake-by-Wire. Qualora dovesse essere confermata l’ipotesti dell’introduzione di un secondo MGU-K all’avantreno, il BBW potrebbe arrivare a gestire la frenata su tutte e quattro le ruote, e non più solamente sull’asse posteriore.

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I numeri di Brembo in Formula 1

Dei 799 Gran Premi fin qui corsi con freni Brembo (saranno 800 a Sochi), 455 sono stati vinti dalla casa italiana. Vale a dire che Brembo ha vinto il 57% dei Gran Premi che ha visto utilizzare gli impianti frenanti italiani. 186 di questi sono stati vinti da monoposto della scuderia Ferrari con 21 piloti diversi, mentre i restanti 269 sono stati vinti da altri team che hanno portato 41 piloti sul gradino più alto del podio. Il pilota che ha corso più GP “frenato” da Brembo è Michael Schumacher con 307 gare disputate. Suo è anche il record di vittorie con freni Brembo (91) e di podi (155). L’azienda italiana, inoltre, ha conquistato 26 campionati del mondo piloti e 30 titoli costruttori. Di questi, 9 titoli piloti e 14 titoli costruttori con Ferrari.

Un poster di Brembo che celebra la vittoria del mondiale 2001 con Ferrari
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