Un giro di pista: l’Istanbul Speed Park (GP di Turchia)

Un giro di pista: l’Istanbul Speed Park (GP di Turchia)

7 Ottobre 2021 0 Di Sebastiano Vanzetta

Prima di volare nelle Americhe e in Medio Oriente, la F1 fa tappa in Turchia, all’Istanbul Speed Park. Sei curioso di conoscerne i segreti? Salta a bordo con noi e fatti un giro di pista!

Prima di volare ad Austin, la Formula 1 fa capolino in quel di Istanbul, per correre il GP di Turchia, entrato in calendario per sopperire ad altri circuiti, così come successo l’anno scorso. Nel 2020, infatti, il tracciato turco era rientrato in calendario per coprire i buchi lasciati da gran premi che, per colpa della pandemia, non avevano potuto svolgersi. Un ritorno che, tra l’asfalto che sembrava una pista di pattinaggio, e la pioggia, ci ha regalato un bel gran premio, che ha visto Stroll in pole position, Vettel a podio e Hamilton conquistare il 7° titolo dopo una gara sontuosa.

Il circuito, disegnato (stranamente) da Hermann Tilke sorge a Tuzla, periferia di Istanbul, accanto all’aeroporto internazionale Sabiha Gökçen. I lavori per la sua costruzione iniziano nel 2003 e finiscono appena in tempo per la prima edizione del GP turco, quella del 2005. Da quel momento in poi l’Istambul Speed Parl ospiterà 7 edizioni del gran premio fino al 2011. Nel 2012 è escluso dal calendario e di conseguenza non richiede nemmeno più il rinnovo dell’omologazione FIA di grado 1.

Tre anni dopo viene acquistato da una compagnia di noleggio locale e trasformato in una concessionaria di auto usate. Nel 2020 ritorna nel calendario di F1 a causa della pandemia e nel 2021 entra prima in calendario come sostituto del GP del Canada e poi posticipato come sostituto del GP di Singapore.

Il circuito è lungo 5,3 km e presenta 14 curve (8 a sinistra e 6 a destra). La più rinomata è curva 8, un lungo curvone caratterizzato da più punti di corda da raccordare mentre li si affronta in pieno. Il pilota più vincente su questo circuito è Felipe Massa che vanta ben 3 vittorie in terra turca (2006, 2007 e 2008) ed altrettante pole position.

Felipe Massa a bordo della 248 F1 del 2006 all’Istanbul Speed Park

Gli altri vincitori del GP di Turchia sono Lewis Hamilton (2010 e 2020), Kimi Raikkonen (2005), Jenson Button (2009) e Sebastian Vettel (2011). Istanbul è stato teatro anche della prima pole position in carriera per Felipe Massa (2006) e di quella di Lance Stroll (2020), nonche della storica rimonta in gara in GP2 di Lewis Hamilton da 19° a 2° che gli valse l’attenzione del circus. Il record sul giro in gara è di Juan Pablo Montoya nel 2005 su McLaren con un tempo di 1.24.770.

Analisi e disclaimer

Saliamo dunque a bordo della RB16 di Max Verstappen durante le FP1 dell’edizione 2020 del GP, visto che è l’unico onboard di una vettura turbo-ibrida su pista asciutta disponibile ed analizzabile. Come al solito l’analisi è da considerarsi puramente amatoriale e non professionale. I crediti del video vanno al canale YouTube ufficiale della Formula 1

Primo settore

Arrivando verso curva 1 si frena al cartello dei 100m e si affronta la curva in leggera discesa. Curva 2 è un ampio curvone da affrontare a gas pieno. Si scalano 3 marce e si va ad affrontare curva 3 andando sul cordolo. Subito dopo arriva curva 4, molto stretta e anch’essa da affrontare utilizzando il cordolo interno. Anche in curva 5 è importante passare sul cordolo per tenere la giusta traiettoria mentre in curva 6 bisogna uscire abbastanza larghi per avere la miglior accelerazione possibile.

Secondo settore

Dopo un breve rettilineo si entra nel secondo settore del circuito. Si affronta curva 7 in salita anche qui cercando di toccare leggermente il cordolo. Si va poi per il lunghissimo curvone di curva 8 che ha 4 punti di corda da raccordare in un’unica curva. Nell’onboard, anche a causa delle condizioni di poco grip del circuito, Verstappen non la affronta in pieno. Chissà se quest’anno ci sarà qualcuno che tenterà di farla in pieno. Dopo un rettilineo in discesa si affronta curva 9, sempre sul cordolo, e poi subito curva 10, da fare bene per avere quanta più velocità possibile in uscita. Poi ci si butta in un lungo tratta da fare in pieno in saliscendi.

Terzo settore

Poco prima di curva 11, da affrontare ovviamente in pieno, si entra nel terzo settore del tracciato. Si va poi in salita per poi scendere nuovamente verso curva 12. Si stacca forte al cartello dei 150m e si affronta la curva avendo sempre cura di toccare il cordolo per una migliore traiettoria. Appena dopo c’è curva 13, anch’essa una curva abbastanza lenta. L’ultima curva, curva 14, è anch’essa da affrontare a bassa velocità per poi immettersi di nuovo nel rettilineo principale.

Attenzione: pista ad alto carico!

Sicuramente il circuito di Istanbul non brilla per le sue velocità elevate. È più simile ad una strada di montagna, se è possibile azzardare il paragone: tante curve lente e tanti saliscendi. Sarà importante, quindi, avere un assetto molto carico. L’unico punto interrogativo riguarda il lungo tratto da affrontare in pieno del terzo settore. Lì, chi ha delle power unit molto performanti probabilmente sacrificherà qualche km/h di velocità per avere più carico aerodinamico, mentre Ferrari, ad esempio (aspettando di capire effettivamente le prestazioni delle nuova power unit) potrebbe essere che scelga di scaricare un po’ la monoposto per favorire la velocità di punta.

Un’altra incognita è quella della power unit di Lewis Hamilton. Non ci è ancora dato sapere se cambierà unità propulsiva in Turchia, prendendo penalità. Se dovesse accadere, vedremo se riuscirà in una rimonta stile 2006 in GP2 o se la conformazione del circuito gli sarà nemica. Occhio anche alla pioggia, che potrebbe bagnare l’ennesimo GP di quest’anno, sperando che non si ripeta una Spa 2.0.

Per questo weekend Pirelli ha deciso di portare le mescole C2, C3 e C4 (rispettivamente Hard, Medium e Soft), di uno step più morbide rispetto all’anno scorso.

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