GP Arabia Saudita – La moviola: Hamilton Verstappen, chi ha ragione?

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La gara di ieri ha ospitato una battaglia estrema, durata 50 giri, tra Hamilton e Verstappen. Diversi sono gli episodi dubbi, andiamo ad analizzarli.

Lo si poteva immaginare che sarebbe stata una gara combattuta. Lo si poteva immaginare che entrambi avrebbero fatto di tutto per vincere. E così è stato letteralmente. I due contendenti non si sono risparmiati, e sono anche arrivati al contatto in un’occasione. L’atmosfera è sempre più infuocata. La vittoria, con l’aggiunta del giro veloce, permette a Hamilton di raggiungere il rivale in testa alla classifica: si andrà ad Abu Dhabi a pari punti.

Il Gran Premio di ieri è stato teatro di tante situazioni controverse. Non ci sono solo i numerosi duelli tra Lewis e Max, ma anche le decisioni piuttosto confuse di Michael Masi e della direzione gara. Andiamo quindi ad analizzarli nel dettaglio.

La prima bandiera rossa

Dopo una prima partenza sorprendentemente senza contatti, la situazione sembra piuttosto stabile, con le due Mercedes davanti a Verstappen. Nel corso del giro 10, però, Schumacher perde la sua Haas e finisce contro le barriere in curva 21: viene mandata in pista la Safety Car.

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A questo punto, diversi piloti, tra cui le Mercedes, Leclerc e Perez, decidono di effettuare la prima sosta e montare la gomma hard. Verstappen invece, decide di restare fuori e prende la leadership della corsa. La buona sorte lo aiuta molto in questa situazione: dopo 3 giri percorsi dietro la vettura della sicurezza, Masi espone la bandiera rossa. Così, tutti possono cambiare le gomme e riparare eventualmente le macchine: un vero colpo di fortuna per Max, che può montare la hard senza perdere alcuna posizione, mettendosi così nella stessa situazione degli avversari.

La decisione sembra piuttosto incomprensibile, in quanto le barriere non potevano essere riparate nel breve tempo in cui le vetture sono rimaste ferme ai box.

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In seguito alla bandiera rossa, la direzione gara decide per una partenza da fermo, in cui Verstappen, partito male, prova a resistere all’esterno su Hamilton: l’olandese taglia la chicane e rientra stringendo Lewis, che perderà anche la posizione da Ocon.

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Verstappen che rientra in pista forzando Hamilton

La manovra è, piuttosto evidentemente, irregolare. La questione verrà risolta in regime di bandiera rossa (causata dagli incidenti di Perez, Mazepin e Russell) poco dopo, con la FIA che fa “un’offerta” (da quando si fanno proposte alle scuderie in F1?) alla Red Bull: se Verstappen si schiererà terzo in griglia alla ripartenza, non ci sarà nessuna penalità per lui. La scuderia di Milton Keynes “accetta”, e Max si piazza sulla terza casella. Gestione molto confusa da parte della direzione gara in questa situazione.

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La chiacchierata FIA-Red Bull

Giro 36: primo scontro

Il duello si riaccende al 36° giro, quando, dopo diversi (troppi) giri in regime di Virtual Safety Car, Hamilton spalanca il DRS e attacca Verstappen in curva 1: il sorpasso sembra chiuso. Invece, il pilota della Red Bull tira la staccata, va lungo e taglia la chicane, traendo vantaggio da questa mossa:

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Verstappen taglia e guadagna del tempo

Tutto fa pensare, quindi, che Verstappen debba cedere la posizione al suo avversario, e da qui alla fine la battaglia in pista diventa una vera e propria guerra.

Guerra totale

Nel corso del giro successivo, Red Bull comunica a Max di cedere la posizione a Hamilton, cosa che l’olandese farà nel rettilineo che porta dalla 26 alla 27. Il problema è proprio il modo in cui viene effettuata questa operazione: Verstappen rallenta a centro pista, e Hamilton non sa dove andare.

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Nel momento raffigurato, non c’è spazio né a destra né a sinistra della Red Bull, perciò Hamilton rallenta si accoda, per prendere la posizione appena la pista si allarga, ossia dopo il cartello dei 150 sulla sinistra:

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Ma ormai è troppo tardi, la Mercedes è troppo vicina alla Red Bull. Hamilton prova lo stesso a sterzare, come si vede dall’immagine sottostante, ma il contatto è inevitabile.

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F1, GP Arabia Saudita: Hamilton tampona Verstappen, l'episodio più discusso  | Sky Sport
Il contatto tra i due

In un incidente in cui la colpa pende dalla parte di Max, che avrebbe dovuto spostarsi più a destra o più a sinistra, si può rimproverare solo una piccola esitazione a Hamilton, probabilmente dovuta all’idea di non trovarsi il rivale dietro con il DRS disponibile sul rettilineo principale. Dopo la gara, la manovra è stata punita con 10 secondi di penalità per Verstappen.

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Il momento della piccola esitazione

Il finale

Pochi giri dopo, precisamente al 42°, Verstappen lascia spazio ad Hamilton, stavolta normalmente, sempre nello stesso punto di prima, ma neanche ora Hamilton ha vita facile. Dopo aver ceduto la posizione, Max si attacca a Lewis e tira la staccata alla 27, tornando davanti e persino con il DRS. Manovra scorretta, il pilota olandese sembra non voler accettare la sconfitta.

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Si giunge all’epilogo, con la direzione gara che infligge 5 secondi al pilota olandese per “leaving the track and gaining an advantage” al giro 36, ossia per aver guadagnato tagliando la chicane nel duello descritto in precedenza.

Hamilton infine, prenderà la leadership in pista, accompagnando però Verstappen (che probabilmente tentava di ripetere la mossa precedente) leggermente fuori, ma i commissari decidono di non infliggere alcuna penalità all’inglese. Il motivo è probabilmente dovuto al fatto che l’olandese stava nuovamente tentando di lasciare la posizione ad Hamilton prima della zona DRS, per poi sfruttare l’ala posteriore per riprendersi la posizione.

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Fatto sta che ieri sera a Jeddah Max in particolare ha superato il limite. Tentare in tutti i modi di mantenere la posizione è giusto, ma farlo in modo irregolare non è sicuramente un bello spettacolo per nessuno.

Chissà cosa succederà, in un clima del genere, ad Abu Dhabi, dove i due si giocheranno il mondiale a partire da una situazione di parità di punteggio…

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Onboard tratti dal canale ufficiale della F1.

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