Lando Norris ha vinto per la seconda volta consecutiva il GP d’Ungheria, precedendo al traguardo Verstappen e Antonelli. Ferrari spreca.
Dopo un’attesa durata 13 gare, Lando Norris è tornato a vincere nel GP d’Ungheria, imponendosi a suon di giri veloci su Max Verstappen e Kimi Antonelli, mentre la Ferrari è la vera delusa della giornata. Dopo l’ultima gara della prima metà del campionato, il gruppo delle scuderie di testa sembra sempre più compatto: la seconda metà di stagione si preannuncia interessante.
Norris da urlo, Antonelli solido
Lando Norris sta disputando una grande stagione. Se finora era rimasto piuttosto lontano dalle luci dei riflettori a causa di una McLaren non sempre in grado di lottare per la vittoria, a Budapest il campione del mondo in carica ha mostrato tutto il suo potenziale. A partire dalla pole per arrivare all’ultimo stint, ha dimostrato di essere il pilota più veloce in pista: ora la classifica lo vede a 91 punti da Antonelli e solamente a 10 da Charles Leclerc. L’incognita resta la vettura, la cui competitività dovrà essere confermata al rientro dalla pausa estiva.
Sul podio assieme a Norris ci sono un Verstappen concreto e particolarmente abile a sfruttare le sue occasioni e un Antonelli solido. In un fine settimana non felicissimo per la Mercedes, condizionato anche da una penalità in qualifica, il giovane italiano ha guadagnato punti preziosi sia su Russell e sulle due Ferrari. Dal canto suo non sono arrivati errori né sbavature, il che è spesso sufficiente per trasformare un weekend opaco in uno importante nella lotta al titolo.

Ferrari, che spreco
La delusione dell’Ungheria è stata senza dubbio la Rossa, che da favorita della vigilia ha concluso la gara senza neppure una vettura sul podio. A livello di passo gara, la SF26 non è stata brillante (specialmente con le gomme hard) ed è stato evidente sin dalle prime fasi, quando Hamilton non è mai riuscito ad impensierire un Verstappen evidentemente più lento. Ma nella sconftta odierna del Cavallino non si possono fare sconti di responsabilità a nessuno.
In primo luogo, Charles Leclerc è stato autore di una partenza da dimenticare, e in una giornata in cui sarebbe stato chiamato a recuperare punti preziosi su Hamilton e Antonelli (attardati in griglia) non si è mai mostrato davvero competitivo: un quarto posto di questo tipo non può sufficiente per un pilota con le ambizioni del monegasco. Lato Hamilton, l’inglese paga una mancata difesa su Verstappen nel primo stint e un’inspiegabile sosta in regime di Virtual Safety Car (costata ulteriori 5 secondi di penalità).
Questa frittata servita da pilota e squadra costa ben 11 punti nel confronto diretto con Antonelli, una perdita che potrebbe risultare pesante con il passare dei mesi. Se Ferrari vuole davvero puntare alla vittoria del titolo mondiale, non può più permettersi errori così come quelli commessi a Budapest.

Aston Martin, segnali di vita?
In qualità di osservata speciale del weekend, Aston Martin ha mostrato passi in avanti signifcativi e incoraggianti, qualificandosi per il Q2 e trascorrrendo l’intera gara in lotta con Haas e Alpine. Sebbene la P13 di Stroll non sia il miglior risultato stagionale del team inglese, rappresenta sicuramente una necessaria boccata d’ossigeno per Newey e compagni, che da questo momento in poi possono mettersi a caccia quantomeno della zona punti.
Il miglioramento del team di Silverstone ha messo ancora più in evidenza la crisi della Williams e nello specifico di Carlos Sainz, evidentemente non soddisfatto della situazione in cui si trova e sempre più nervoso anche all’interno dell’abitacolo. Le aspettative stagionali erano molto più alte, e in questa pausa estiva non sono da escludere sorprese di mercato in chiave 2027.


