E se Schumacher fosse rimasto in Ferrari nel 2007? – Parte 2

E se Schumacher fosse rimasto in Ferrari nel 2007? – Parte 2

12 Gennaio 2022 0 Di Alessio Donzelli

Per la stagione 2007 Michael Schumacher decise di lasciare la Ferrari e momentaneamente la Formula 1. Ma se il Kaiser avesse continuato con la Rossa? Quali ripercussioni avrebbe avuto questa mossa negli anni seguenti?

Molto spesso nello sport ci sono dei bivi che possono cambiarne la storia. L’addio di Schumacher alla Ferrari del 2007 è uno di questi. Con questo articolo sono andato ad ipotizzare cosa sarebbe potuto succedere se Michael fosse rimasto, andando a raccontare una storia diversa…

E se Schumacher fosse rimasto in Ferrari nel 2007? – Parte 2

La stagione 2009

Nel caso in cui vi foste persi la prima parte, nessun problema, potete recuperarla QUI.

Siamo all’inizio della stagione 2009. Il cambio di regolamento potrebbe stravolgere i valori delle vetture. Ed infatti così accade. Ma procediamo con ordine: le line-up del 2009 vedono Schumacher e Massa ancora compagni in Ferrari, così come Raikkonen ed Hamilton ancora con McLaren. Lewis ha sfiorato di nuovo il titolo nel 2008, e vuole rifarsi fin da subito. Anche in BMW continuano Heidfeld e Kubica. Da sottolineare invece ol passaggio di Vettel in Red Bull.

La stagione si rivela sorprendente fin da subito. I team protagonisti erano tra gli ultimi del 2008. Ad esempio la Brawn GP di Button e Barrichello, che sostituisce la Honda, che grazie ad alcune soluzioni al limite del regolamento, come il doppio diffusore, lascia solo le briciole alla concorrenza. La Honda era stata l’ultima scuderia che aveva ottenuto punti nel 2008, con soli quattro piazzamenti nei primi 8. Un’altra sorpresa è la Red Bull, anch’essa molto competitiva: la scuderia austriaca aveva deluso nel 2008, quando era arrivata settima nel campionato costruttori, ed era stata addirittura battuta dalla Toro Rosso per 10 lunghezze. Le delusioni sono McLaren e Ferrari: entrambe sono all’incirca sullo stesso livello, ma dietro a Brawn GP e Red Bull.

Tutto comincia in Australia a fine marzo. In qualifica, Jenson Button conquista la pole position davanti a Rubens Barrichello. In gara, la musica non cambia: è doppietta Brawn GP! Si vola in Malesia, Button ottiene la pole e vince di nuovo. In Cina vince invece Vettel, per la prima volta con la Red Bull. Delle prime 7 gare, Button ne vince 6. È un dominio assoluto, a cui nemmeno Barrichello riesce a tenere testa.

Dall’ottavo appuntamento in poi, però, Jenson non riuscirà a trionfare neanche in un’occasione. La Red Bull cresce e Vettel tenta una rimonta ai limiti dell’impossibile. Ma è un’impresa troppo grande, ed il tedesco non può in alcun modo negare il titolo a Button, che in Brasile, al termine del penultimo Gran Premio, si laurea campione del mondo! Intanto più indietro Hamilton e Schumacher fanno i conti con delle monoposto non al livello della concorrenza, che gli permettono di conquistare “solo” 2 vittorie ciascuno. Una vittoria invece per Raikkonen, compagno di Lewis in McLaren. Nessun trionfo invece per Massa, il quale salta vari Gran Premi a fine stagione a causa di un infortunio.

È dunque campione Button, che conquista 95 punti. Ad 11 lunghezze Vettel, il quale continua a mettersi in mostra in attesa di un’altra occasione nel 2010. Dietro di loro i rispettivi compagni Barrichello e Webber. Solo quinto Hamilton, che perlomeno si toglie lo sfizio di battere Schumacher, che è sesto. Dietro di loro un altro protagonista delle battaglie degli ultimi anni, Raikkonen. Rosberg, Trulli e Alonso completano la Top 10. Quest’ultimo sperava nel cambio di regolamento per una rinascita della sua Renault, che però non è arrivato. La Brawn GP conquista anche il titolo costruttori.

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Button in azione con la Brawn GP

La stagione 2010

Per il 2010 sono molteplici le mosse di mercato che stravolgono la situazione. Michael Schumacher ha deciso: questa volta è il momento di lasciare la Ferrari. Dopo 14 stagioni con la Rossa e 6 mondiali conquistati, i tifosi del Cavallino salutano la leggenda. Il Kaiser ha deciso di sposare un nuovo progetto, quello della Mercedes, che entra in Formula 1 al posto della campione in carica Brawn GP. Già, perché dopo una sola stagione, peraltro vinta, la Brawn GP lascia il Circus.

Anche Alonso è ai saluti con la Renault: l’asturiano, dopo 2 titoli vinti nel 2005 e nel 2006, ha faticato per 3 stagioni sempre al volante del team francese. Per questo, Fernando comincia a sondare varie ipotesi sul mercato. Schumacher è andato via, la Ferrari ha bisogno di un sostituto di livello e intanto, Alonso è pronto a lasciare la Renault. È l’occasione giusta per portarlo a Maranello. Lo spagnolo firma infatti con la Rossa, fiducioso di poter tornare al vertice. La Ferrari schiera quindi Fernando al fianco di Massa.

Nel mentre Raikkonen lascia la McLaren per cercare una nuova sfida. Iceman dice addio al team che gli ha regalato il primo mondiale, ma ora ne vuole un altro. La Red Bull non si lascia scappare l’occasione: vuole una line-up di fuoco e mira a Kimi da affiancare a Vettel. Gli austriaci propongono un contratto al finlandese, che accetta: il team si è mostrato in crescita, e gli garantisce una monoposto da titolo. Webber viene quindi appiedato dalla Red Bull e si accasa in Renault, preferito a Petrov. La McLaren sceglie il campione in carica Button per il post-Raikkonen, formando un duo completamente britannico con Hamilton.

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Vettel nel 2010 con la Red Bull

Le monoposto più performanti sono senz’altro Red Bull, Ferrari e McLaren, che intraprendono una lotta per il titolo entusiasmante. Appena dietro di loro, a livello di valori, la Mercedes e la Renault. Fernando Alonso vince all’esordio con la Ferrari, in Australia. Vettel si dimostra il favorito numero uno per il mondiale, ma se la dovrà vedere con l’asturiano, oltre che con Hamilton e Raikkonen. Quest’ultimo ottiene due vittorie consecutive nella prima metà, alternate però a qualche errore di troppo e vari ritiri.

Per tutti e 19 i Gran Premi i quattro si danno battaglia, intraprendendo sfide molto divertenti per il pubblico. A metà campionato Vettel cerca di allungare, ma gli inseguitori riescono a riagganciarlo, e Alonso si mette davanti a tutti. Più indietro Schumacher fatica un po’ con la Mercedes e non riesce a conquistare alcun podio, mentre ce la fa il suo compagno e connazionale Rosberg, così come Kubica e Webber su Renault. Si arriva intanto negli ultimi appuntamenti del mondiale con Vettel, Alonso, Raikkonen ed Hamilton abbondantemente in lotta per il titolo, mentre Button, Massa e gli altri si allontanano.

Si arriva ad Abu Dhabi per il gran finale, che si terrà il 14 novembre 2010. Una pista nuova, che ha convinto poco nel 2009, ma poco importa, perché c’è una lotta mondiale con 4 piloti ancora in ballo. La situazione vede Alonso primeggiare in classifica con 244 punti, 10 lunghezze davanti a Vettel. Dietro di loro ci sono poi Raikkonen (233) ed Hamilton (226). La gara è vinta da Raikkonen che si porta dietro Vettel nella doppietta Red Bull. Terzo Hamilton, ad Alonso basta arrivare quarto in scioltezza (senza alcun Petrov in mezzo, non essendo Vitalij in F1) per mantenere il vantaggio. Fernando è quindi campione del mondo per la terza volta, in questo caso a bordo della Ferrari!

E se Schumacher fosse rimasto in Ferrari nel 2007? – Parte 2

Alonso trionfa nel mondiale piloti con 256 punti. Raikkonen, anche lui protagonista di una stagione eccezionale, è vicecampione ad un solo punto. Vettel ne conquista invece 252 ed è terzo in campionato. Hamilton, quarto con 244 punti, continua a guardare da vicino il sogno mondiale, senza mai essere ancora riuscito a conquistarlo. Dietro Lewis c’è il compagno Button. Poi, racchiusi nel fazzoletto di 8 punti, un deludente Massa davanti a Rosberg, Webber e Kubica. Solo decimo Schumacher, che conclude una stagione insoddisfacente, con poco più della metà dei punti del compagno Nico. Nel costruttori vince la Red Bull davanti alla McLaren. Solo terza la Ferrari, penalizzata dalla prestazioni non ottimali di Massa.

Si conclude qui la seconda parte, nei prossimi giorni su Fuori Pista la terza ed ultima parte.

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