Jenson Button: la storia di un campione

Jenson Button: la storia di un campione

19 Gennaio 2022 0 Di Daniele Donzelli

Oggi, 19 gennaio 2022, Jenson Button compie 42 anni. Omaggiamolo ripercorrendo la sua carriera, che lo ha visto laurearsi campione del mondo nel 2009.

Esattamente 42 anni fa, nella contea di Somerset, e più precisamente a Frome, nasce un ragazzo con le corse nel sangue. Si sa, spesso la passione per il motorsport viene trasmessa di padre in figlio. Questo ragazzo inglese, un certo Jenson Button, non fa eccezione: è proprio il padre John Button, pilota di rally, ad indirizzarlo verso il mondo della corse. Il giovane Jenson si dimostra molto appassionato e talentuoso, e non tarda ad emergere nelle categorie minori. Il suo percorso di crescita è continuo, e nel 1999, al suo primo anno nella categoria, Button si classifica al terzo posto nella F3 inglese.

L’inverno successivo, nel 2000, Jenson prova per la prima volta una vettura di Formula 1. Chissà quante volte, dopo questi test, il ragazzo avrà pensato “Che bello sarebbe guidarla da pilota titolare!”. Ma per quanto il motorsport possa essere crudele in alcune situazioni, spesso, se si ha talento, una chance la concede. Bisogna essere bravi a coglierla, e come vedremo andando avanti Button lo ha saputo fare al meglio. Ma andiamo con ordine.

2000: L’esordio in Williams

La storica scuderia di Grove, dopo aver rotto con Zanardi nel 1999, ha bisogno di un pilota da affiancare a Ralf Schumacher. Si decide di puntare sul giovane Button, che realizza il suo sogno: è finalmente arrivato in Formula 1! Purtroppo per lui, l’inizio non è dei migliori, in quanto è costretto al ritiro a causa di un problema al motore. Ma Jenson non si fa intimorire, sa di avere delle qualità e di poter fare bene sin da subito. E lo dimostra già in Brasile, dove porterà a casa il suo primo punto iridato grazie ad un sesto posto. La macchina si rivela competitiva, anche se non abbastanza per poter competere per la vittoria, neanche con Ralf Schumacher. Il debuttante inglese riuscirà a concludere diverse gare in zona punti (i primi 6 al tempo), facendo registrare un quarto posto in Germania come miglior risultato.

In quell’occasione dimostra tutta la sua abilità sul bagnato, sfiorando il podio partendo dalla sedicesima casella. La stagione si conclude con 12 punti all’attivo e un ottavo posto nella classifica finale. Le prestazioni di Jenson non sono troppo lontane da quelle del più esperto Schumacher, la stagione d’esordio è convincente.

2001-2002: La parentesi in Benetton-Renault

La Williams, però, nel corso del 2000, stringe un accordo con la Benetton, con Button che cambia quindi casacca dopo un solo anno. L’avventura con la nuova scuderia non è delle migliori: la vettura è scarsamente competitiva. Jenson e il suo compagno Fisichella sono spesso relegati a margini della top 10, e solo raramente riescono ad entrare in zona punti. L’inglese ci riuscirà una sola volta, in Germania (5°). L’italiano, invece, fa qualcosa in più e riesce a salire sul podio a Spa. Ad ogni modo, la stagione non è positiva per la squadra, che nel 2002 viene acquistata da Renault.

Button è desideroso di riscatto dopo un 2001 da dimenticare, e la nuova Renault sembra migliore della passata Benetton: il giovane inglese sfiora ancora il podio in Malesia, seconda gara dell’anno, perdendolo a causa di una rottura della sospensione quando si trovava in terza piazza. Jenson, caparbio, riesce comunque a portare a termine la gara, ma viene scavalcato all’ultimo da Michael Schumacher. “Riuscirò mai a salirci su questo dannato podio?” avrà pensato l’inglese al termine della corsa. Purtroppo, non ci riuscirà nel 2002, e dovrà aspettare il 2004. Ma questo podio perso gli dà nuove motivazioni, lo rilancia: Button è protagonista di un 2002 soddisfacente. 5 piazzamenti tra i primi cinque e due sesti posti gli valgono la settima posizione in campionato, con 14 punti, 5 in più del suo compagno Trulli.

2003-2008: il matrimonio fruttuoso con la BAR-Honda

Nel 2003, Button cambia ancora un volta scuderia: Briatore ha scelto Alonso per la Renault al suo posto. Jenson sceglie la BAR, in cui affiancherà Jacques Villeneuve. La prima stagione è discreta: l’inglese riesce a piazzarsi più volte in zona punti (primi otto dal 2003). I due migliori risultati sono due quarti posti in Austria e in Giappone. Ancora una volta, Button manca l’appuntamento con il podio. Non manca però, quello del confronto con il compagno di squadra Villeneuve, che conquista solo 6 punti contro i 17 dell’inglese.

Ma la consacrazione definitiva di Jenson arriva nel 2004, quando la BAR risulta la seconda forza del campionato, anche se molto distante dalla Ferrari. Dopo un buon sesto posto nella prima gara della stagione, Button può finalmente festeggiare il suo primo podio in carriera: partito dalla sesta casella, giunge al traguardo terzo! La BAR resta molto competitiva per il resto dell’anno, ma non riesce mai a insidiare la Ferrari per la vittoria. In ogni caso, la stagione 2004 è nettamente la migliore da quando è in Formula 1: ben 10 podi conquistati, di cui ben 4 secondi posti, che gli valgono il terzo posto nella classifica finale. Da notare anche la prima pole position in carriera per Jenson.

La BAR, che grazie alle ottime prestazioni dell’inglese ha conquistato il secondo posto nella classifica costruttori, non è ugualmente competitiva l’anno successivo, il 2005. L’inizio di stagione vede però coinvolta la scuderia in una battaglia legale. I commissari scoprono che le due BAR 007 sono irregolari in quanto non raggiungono i minimi di peso. I due piloti vengono squalificati dal GP di Imola e dalle due tappe successive. Complici questi imprevisti, la farsa di Indianapolis e un errore fatale in Canada, Button non ottiene punti nelle prime nove gare. Si riprende però nella seconda parte di stagione: riesce a concludere le altre 10 gare tra i primi 8. Ottiene anche due podi, in Germania e in Belgio. La stagione si conclude con 37 punti e un nono posto in classifica. Impietoso il confronto con il compagno Sato, che ottiene un solo punto.

A partire dal 2006, la BAR viene acquistata dalla Honda. Button continua la sua avventura, stavolta al fianco di Barrichello. La stagione è piuttosto positiva per Jenson, che si ritrova ancora una volta al volante di una macchina competitiva ma non abbastanza per lottare per il titolo. Il vero obiettivo di Button, però, è la prima vittoria in carriera, che riuscirà a conquistare sotto la pioggia in Ungheria. Oltre alla straordinaria vittoria, Button conquista 2 podi e una pole position, per un totale di 56 punti, ben 26 in più del compagno Barrichello.

Ormai Button sembra pronto per lottare per il titolo, ma non vale lo stesso per la Honda, che non riesce a fornire ai suoi due piloti una buona macchina, anzi. In due anni (2007-2008), Jenson non riesce a ottenere più di 9 punti, sei nel 2007 e 3 nel 2008.

2009: il trionfo

Button sembra in difficoltà, è distrutto dopo due stagioni molto deludenti. Ma proprio nel momento più buio si vede la forza del campione, che risorge proprio quando tutto sembra finito. L’umile lavoratore Jenson si ritrova tra le mani un immenso tesoro: la Brawn GP.

La Honda, acquistata alla fine del 2008 da Ross Brawn, sfruttando il nuovo regolamento, introduce la geniale soluzione del doppio diffusore. Nelle prime gare della stagione, la Brawn GP è nettamente la macchina migliore, e Button vince 6 delle prime 7 gare. A questo punto Jenson inizia a credere sempre di più al sogno del titolo mondiale. Tutto sembra andare per il meglio, l’inglese sta sfruttando al meglio l’occasione della sua vita.

Ma la Brawn non ha un grande disponibilità economica, e lo sviluppo è molto ridotto rispetto alla principale concorrente, la Red Bull. Button non riesce più a salire sul podio, su cui tornerà solo a Monza e ad Abu Dhabi. Nonostante ciò, il vantaggio accumulato è tanto. Ma il risultato più importante è il quinto posto conquistato il Brasile (partendo quattordicesimo)“We are the champions” si sente in radio: Jenson Button è campione del mondo!

La favola con la Brawn GP, però, si conclude subito, in quanto la scuderia è acquistata dalla Mercedes. Il campione in carica Button passa alla quindi alla McLaren, al fianco di un certo Lewis Hamilton.

2010-2016: McLaren

Con il titolo in tasca, Button si prepara per una nuova sfida: il confronto con Hamilton e la rincorsa al secondo mondiale.

La stagione inizia al meglio, con due vittorie nelle prime quattro gare a bordo di un’ottima McLaren. La fase centrale di stagione è ancora favorevole alla scuderia di Woking, che si ritrova con i due piloti in testa alla classifica dopo l’Ungheria. Button, però, è costretto al ritiro sia in Belgio dopo essere giunto ottavo in Ungheria: due gare difficili, che allontanano Jenson dalla corsa al titolo. Nonostante tutti gli sforzi, l’inglese deve arrendersi, cedendo la corona a Sebastian Vettel. La stagione resta comunque positiva, con 7 podi di cui 2 vittorie all’attivo, per un totale di 214 punti. Jensono perde il confronto con il compagno di squadra Hamilton, che riesce a ottenere quasi 30 punti in più.

Migliore è invece la stagione 2011. Button non sarà mai in lotta per il mondiale a causa di un imprendibile Sebastian Vettel, ma si fa trovare pronto in quelle rare occasioni in cui il tedesco scende dal gradino più alto del podio. Dopo una prima parte di stagione in cui i podi conquistati sono 4, tra cui la famosa vittoria in Canada, Button disputa una grande seconda parte di stagione, chiudendo fuori dal podio solo in Corea (4°). Grazie a questi risultati, ottiene il massimo, ossia il secondo posto nella classifica finale. L’inglese si toglie anche la soddisfazione di battere il suo compagno, Lewis Hamilton, di ben 43 punti.

Purtroppo Jenson non riuscirà a ripetersi nel 2012, ultimo anno in cui guiderà una vettura in grando di lottare per la vittoria. Button riesce sì a vincere in Australia, Belgio e Brasile, ma non riesce ad essere costante: alterna ottime prestazioni ad altre in cui è anonimo. Questo gli impedisce di lottare per il titolo: 188 punti conquistati, con 3 vittorie e altri 3 podi, gli valgono una non soddisfacente (per uno come lui) quinta posizione, giustificata in parte dalla vettura, non esattamente da titolo. Hamilton chiude con 2 soli punti in più di Jenson, che perlomeno chiude al meglio la stagione, vincendo in Brasile l’ultima gara della sua carriera.

Il 2013 si rivela, però, molto deludente: la causa è la vettura. La scuderia di Woking non riesce a fornire a Button e a Perez una macchina all’altezza. I due non riescono mai a salire sul podio, e concludono la stagione in nona e undicesima posizione in classifica: non certo la stagione che si aspettava la McLaren. Button fa il suo, portando a casa il miglior risultato stagionale della McLaren (4°) e arrivando nettamente davanti a Perez con 73 punti in classifica.

Il cambio di regolamento del 2014 non basta alla McLaren per risollevarsi: Button riesce a conquistare un podio (l’ultimo della sua carriera) in Australia, diversi piazzamenti in top 5 e 126 punti. La stagione, considerando la disfatta del 2013, non è male. La speranza è quella di riuscire a tornare al top dal 2015, grazie ai motori Honda.

Jenson Button - McLaren: FIA Formula 1 World Championship 2014 - Photo 20/24

Purtroppo per la McLaren, sappiamo tutti che in realtà non è andata esattamente secondo le aspettative.

Nel biennio 2015-2016 Button, affiancato da Alonso, fa fatica ad entrare in zona punti: il motore, che doveva essere il punto cardine della rinascita, si rivela un vero fallimento. Ma Jenson prova comunque a dare il massimo, e riesce perlomeno a vincere il confronto con il compagno di scuderia. Il miglior risultato è un sesto posto in Texas. In totale i punti sono 16, che valgono una modestissima sedicesima posizione in campionato. Non va meglio il 2016, in cui un Button ormai trentaseienne non riesce a performare come Alonso. Qualche piazzamento in zona punti, con un sesto posto in Austria, gli permettono di conquistare un magro quindicesimo posto in classifica, con 21 punti.

A fine stagione Jenson, a bordo di una macchina in difficoltà, decide di ritirarsi dal mondo della Formula 1.

Abu Dhabi 2016, però, non è la sua ultima presenza in Formula 1. Button torna a Monaco nel 2017, in sostituzione di Alonso. Purtroppo, la sua carriera si conclude con un ritiro.

Siamo giunti alla fine del nostro percorso. È giusto celebrare un pilota che ha vinto il titolo mondiale nel 2009 (anche se aiutato da condizioni favorevoli, bisogna sempre vincerlo un mondiale in Formula 1), ma ha dimostrato in tante altre occasioni di essere un ottimo pilota, più che meritevole dell’appellativo “Campione”.

Per concludere, ecco una frase di Jenson che ben rappresenta la sua mentalità: un pilota sempre pronto a dare il massimo, umile ma mai arrendevole, e soprattutto sempre affamato di vittorie, che gli hanno permesso di entrare di diritto nella storia della Formula 1.

“L’importante è non pensare mai di essere il migliore, ma impegnarsi sempre per diventarlo”.

Jenson Button
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