Haas e il 2022 come anno di riscatto

Haas e il 2022 come anno di riscatto

9 Febbraio 2022 0 Di Giosuè Vitiello

Dopo un 2021 pessimo e povero di punti la Haas punta a ritornare ai livelli del 2018 con una monoposto competitiva.

L’avventura del team Haas in Formula 1 ebbe inizio in Australia, nel 2016, gara in cui peraltro Romain Grosjean fece segnare uno dei migliori risultati della scuderia, segnando uno storico sesto posto al debutto. Da questo momento in poi la squadra capitanata da Gene Haas ha alternato periodi bui a momenti di alto livello. La stagione 2018, ad esempio, è stata la migliore della sua, seppur breve, storia, conquistando un quinto posto nella classifica costruttori, ma aiutata dall’azzeramento dei punti dell’allora Force India, ora Aston Martin a causa del passaggio di proprietà. Il 2019, tuttavia, non rispecchia le aspettative, la monoposto e i due piloti fanno fatica ad essere in top 10, la prestazione tarda arrivare e il main sponsor Rich Energy è costretto ad abbandonare prematuramente la partnership con Haas.

Il biennio 2020-2021.

Il 2020 è l’anno della pandemia che mette in crisi anche il mondo della Formula 1. La sfida numero uno, a detta del team principal Gunther Steiner è sopravvivere come azienda. A livello di prestazioni il 2020 si dimostra essere peggio del 2021 in cui una scarsa vettura, a causa di un motore depotenziato, non preannuncia bei segnali per il 2021. Vengono poi ingaggiati due nuovi piloti: il campione del mondo Formula 2 Mick Schumacher e il russo Nikita Mazepin, che grazie ai suoi sponsor, permetterà alla squadra di respirare dal punto di vista economico. Tuttavia il 2021 parte come un disastro annunciato: la poca esperienza dei piloti e la volontà del team di concentrare tutte le risorse sul 2022 relegherà la squadra americana in ultima posizione nella classifica finale.

Il 2022 come anno di riscatto.

Haas è stata la prima casa a presentare la livrea della nuova VF22, il 4 febbraio. Tuttavia parte del team di progettazione della Haas si trova ora alla base della Ferrari e ha esperienza di lavoro sulle vetture della Scuderia. La loro divisione tecnica è guidata da Simone Resta, un ex uomo Ferrari. Steiner ha spiegato come è nato l’accordo e come viene fatto in conformità con le regole della FIA che regolamentano il grado di cooperazione tra le squadre. “Non si può fare di più solo perché ora siamo seduti a Maranello, era conveniente. C’erano uffici disponibili a causa del limite di budget in arrivo e la Ferrari aveva già pianificato l’edificio. Così abbiamo approfittato di questo, che c’era spazio per gli uffici disponibile”. Il nuovo regolamento finanziario introdotto l’anno scorso ha fatto pendere la bilancia a favore delle squadre più piccole, e Haas è la più piccola. Significava anche che i team più grandi come la Ferrari dovevano ridurre il proprio organico, e nel loro team di clienti è stata trovata una soluzione pronta, una soluzione che ha anche permesso allo staff di rimanere a Maranello. “Abbiamo circa 30-35 persone della Ferrari che si sono trasferite da noi a causa del limite di budget in F1”, conclude Steiner.

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