Test invernali: le 10 cose più strane mai successe – pt.2

Test invernali: le 10 cose più strane mai successe – pt.2

11 Febbraio 2022 0 Di Fabrizio Parascandolo

Mancando ormai solo due settimane ai test pre-stagionali di Barcellona, rivediamo le 10 cose più strane mai accadute.

6. Una tecnologia inedita: il DAS

I test si tengono per mettere alla prova le vetture, in tutto e per tutto.

Di conseguenza, anche nelle proprie evoluzioni tecnologiche, talvolta portando in pista sistemi mai visti prima.

Fu proprio questo il caso con la Mercedes nella sessione invernale del 2020, svelando al mondo della F1 il DAS (Dual Axis Steering).

Questo sistema permetteva al pilota di regolare l’angolo di convergenza delle gomme in rettilineo, tramite un pulsante sul volante, che fa convergere le ruote anteriori fra loro. 

Chiudendo l’angolo in rettilineo si riduce la resistenza all’avanzamento e si aiutano le gomme a tenere la temperatura.

Verrà utilizzato solo nella stagione 2020 però, essendo stato proibito in quella seguente.

7. Marussia e il Trojan

Nel 2014 la Marussia non prese parte alla prima sessione di test, svolta a Barcellona.

Arrivò dunque nella seconda, in Bahrain, con il disperato bisogno di chilometraggio.

Per questo, un virus di tipo Trojan nel computer, era l’ultima cosa in cui avrebbe sperato.

Fece perdere al team tanto tempo prezioso, ma non fu l’unico problema della sessione.

Di fatti, ci saranno svariati problemi al motore che impediranno alla scuderia di completare il programma prefissato.

8. Red Bull ti toglie le ali

Ebbene sì, questo è il caso perfetto per modificare lo slogan della casa austriaca.

Nei test invernali del 2015 a Jerez, infatti, Daniil Kvyat perse l’ala anteriore della sua RB11.

Il team non era pronto all’evenienza con un’altra specifica di ricambio per il pilota russo, ma vista la necessità di raccogliere dati, egli venne rispedito in pista.

9. L’incidente di Alonso

Sempre nel 2015, questa volta a Barcellona, Fernando Alonso commise un errore, impattando contro le barriere in curva 3.

Diverse furono le ipotesi dei mass media, alcuni addirittura suggerivano avesse ricevuto una scossa elettrica.

Fu il pilota stesso, diverse settimane dopo l’accaduto, a rivelare quanto successo: “Non ci è ancora chiaro con certezza il perché, ma abbiamo avuto un problema al volante, era bloccato verso destra“.

10. Prost si traveste

Dopo essersi ritrovato senza un sedile per il 1992, Alain Prost si ritrovò a testare la Ligier JS37, ma con il casco del connazionale Erik Comas.

Il team spiegò all’epoca che il casco di Prost non aveva un collegamento radio, per questo non venne utilizzato dall’allora tre volte campione del mondo.

Il pilota riuscirà poi ad acquistare la Ligier, nel 1997, formando così la Prost Grand Prix.

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