McLaren: quali sono le cause del disastro del Bahrain?

McLaren: quali sono le cause del disastro del Bahrain?

23 Marzo 2022 0 Di Alessio Donzelli

La McLaren ha iniziato malissimo la stagione 2022, con un doppio zero, ma soprattutto con performance non ottimali. Il team principal Andreas Seidl ha spiegato quali sono state le loro difficoltà.

Uno dei team che ha deluso di più nel primo Gran Premio della nuova era della Formula 1 in Bahrain è sicuramente la McLaren. Il prestagione era già stato complicato, tra la positività al Covid-19 di Ricciardo durante i test ed i problemi ai freni riscontrati negli stessi. La gara però è andata persino peggio. Il weekend della squadra di Woking è stato un autentico disastro. Ricciardo e Norris hanno infatti concluso rispettivamente in 14° e 15° posizione, precedendo solamente Latifi ed Hulkenberg.

Non solo la McLaren non è riuscita ad agganciare i migliori, come ha fatto la Ferrari, ma ha anche peggiorato la propria situazione a centro gruppo. Il team di Woking esce dal Bahrain a mani vuote, ma soprattutto con Haas, Alfa Romeo e Alpine che sono apparse decisamente migliori; mentre la lotta, per il momento, sembra essere con Aston Martin e Williams. Tutti e tre team equipaggiati con il motore Mercedes, che evidentemente non li ha aiutati. La speranza, per Norris e Ricciardo, è quella che con il tempo, e su diversi circuiti, la situazione possa cambiare drasticamente.

McLaren: quali sono le cause del disastro del Bahrain?

Il team principal Andreas Seidl ha provato a dare una spiegazione a queste difficoltà; ma comunque guarda avanti e spera che la squadra riesca ad uscire al più presto da questa difficile situazione. “Penso che quello che abbiamo vissuto oggi è stato semplicemente una continuazione delle sfide che abbiamo affrontato per tutto il weekend.“, ha cominciato Seidl nelle parole riportate da Autosport.com.

Ci aspettavamo sempre una gara molto difficile per noi. Abbiamo dovuto gestire diversi parametri durante la gara, che ci sono costati prestazioni aggiuntive, e quindi non siamo mai stati davvero in grado di andare avanti.“, ha detto il team principal della McLaren.

Dopo le eliminazioni di Ricciardo in Q1 (18°) e di Norris in Q2 (13°) nel corso delle qualifiche, la McLaren ha tentato un azzardo. I due sono infatti partiti con gomma gialla, contro le rosse di tutto il resto della griglia. Le soft garantiscono più grip in partenza e di conseguenza uno spunto migliore; mentre le medie permettono uno stint più lungo. La scelta però non ha pagato, anzi è stata un’ulteriore insidia nel disastro McLaren. Dopo il primo giro infatti, occupavano la 18° e 20° posizione.

Secondo Seidl, la difficoltà con queste gomme è stata mandarle in temperatura. “Penso che, col senno di poi, la scelta delle gomme per la partenza della gara ci sia costata molto di più di quanto ci aspettassimo, è stato solo molto difficile per noi mettere le gomme nella giusta finestra per quanto riguarda la temperatura.“, ha spiegato.

Dopo qualche giro, quando le medie potevano finalmente rappresentare un vantaggio, sono subentrati altri problemi. Tra questi la mancanza di grip e soprattutto la semplice mancanza di prestazione. “E poi, quando le gomme hanno avuto un vantaggio rispetto agli altri che avevano le soft, e quando hanno iniziato a degradarsi, il problema di fondo è stato semplicemente che non abbiamo abbastanza prestazioni, e non abbastanza grip in macchina.”, ha dichiarato Seidl.

McLaren: quali sono le cause del disastro del Bahrain?

Andreas ha poi parlato in ottica Jeddah, ma guardando anche all’intera stagione. In altri tipi di tracciati la situazione della McLaren potrebbe infatti essere meno grave. “Naturalmente, essendo all’inizio della stagione, e avendo visto solo due piste per ora con queste auto completamente nuove, c’è sempre una certa incertezza quando si va su piste diverse con layout diversi”, ha detto Seidl. “Ovviamente, c’è un sacco di lavoro di simulazione in corso al fine di prepararci al meglio. E in qualche modo sapere cosa possiamo aspettarci.”

Il Bahrain ha amplificato le evidenti problematiche della McLaren. Il prossimo GP in Arabia Saudita potrebbe essere già in primo banco di prova per monitorare la situazione su altri layout. “Ora dobbiamo semplicemente vedere come funziona la macchina, questo pacchetto, su diversi layout. Ho detto prima che Jeddah è ovviamente una pista diversa da questa, sembra sicuramente che questa pista ci ha esposto alle molte debolezze che il nostro pacchetto sta avendo.

Ma alla fine la nostra ambizione è ovviamente quella di avere un’auto competitiva su tutti i tipi di layout. Ed è su questo che dobbiamo focalizzarci e lavorare.”

McLaren: quali sono le cause del disastro del Bahrain?

Seidl spera che le difficoltà possano risolversi a breve e confida nella qualità del personale del team e nella cooperazione per affrontare questo periodo complicato. “È assolutamente comprensibile che Daniel [Ricciardo] e Lando [Norris] siano frustrati dalla situazione. Entrambi meritano una macchina molto più competitiva. Allo stesso tempo, capiscono che fanno parte del team. E questo è molto importante anche ora da parte loro, per aiutarmi e aiutare la squadra a superare questo periodo difficile.

“Sono assolutamente fiducioso che possano trasformare rapidamente questo dolore, o abbiamo già trasformato questo dolore o questa delusione, in attenzione e impegno all’interno della squadra, con tutto il talento che abbiamo a bordo anche per uscire dalla situazione il più rapidamente possibile.”, ha concluso Seidl.

La stagione comincia decisamente in salita per la McLaren che probabilmente si aspettava di giocarsela con i top team o quantomeno di essere i migliori del centro gruppo. Staremo a vedere se riusciranno ad aggiustare la rotta e a risalire la classifica di gara in gara.

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