La McLaren ritrova la prestazione: merito della squadra o della pista?

La McLaren ritrova la prestazione: merito della squadra o della pista?

9 Aprile 2022 0 Di Giosuè Vitiello

La McLaren ritrova la prestazione dopo 2 gare sottotono: il merito è sia del duro lavoro, ma soprattutto della conformazione della pista.

La McLaren non ha iniziato al meglio questo campionato di Formula 1. I due piloti, Lando Norris e Daniel Ricciardo, non sono stati in grado di raccogliere nemmeno 1 punto. In Australia, già dalle prime prove libere si è vista una McLaren molto più solida, competitiva rispetto al Bahrein e a Jeddah. Tuttavia, a detta del pilota britannico la prestazione è dovuto principalmente al layout della pista, mentre il duro lavoro della squadra, pur rappresentando una condizione molto importante per l’ottimo risultato del sabato, non è stata una componente fondamentale. In merito a ciò l’inglese ha infatti dichiarato: “ci sono alcune cose che abbiamo fatto bene, e siamo ancora riusciti a estrarre naturalmente un po’ più prestazioni dalla macchina capendo alcune cose in più, e andando un po’ più in una direzione diversa con il set-up. Ma allo stesso tempo, penso che la maggior parte sia solo la pista. Non abbiamo portato nulla che sia cambiato molto, e non è che possiamo fare molto di più con il set-up per farlo andare molto più veloce. È più 70-30, o 80-20 in termini di 80 è solo la pista e 20 è solo il duro lavoro”.

La McLaren ritrova la prestazione dopo 2 gare sottotono: il merito è sia del duro lavoro, ma soprattutto della conformazione della pista.

A conferma del passo in avanti del team inglese è la settima piazza di Daniel Ricciardo, che partirà in quarta fila con Esteban Ocon in ottava posizione. Come detto dal compagno di squadra, il team non ha portato grandi stravolgimenti per migliorare la prestazione della vettura, bensì è tutto dipeso dalla conformazione della pista.

“Non è che abbiamo portato qualcosa di follemente diverso questo fine settimana”, ha detto Ricciardo. “Penso che sia ancora probabilmente più una prestazione dipendente dalla pista al momento. Ma sì, penso che stiamo costruendo una buona confidenza con la macchina e che siamo in grado di spingerla, avvicinandoci al limite. Anche questo aiuta”.

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