Red Bull testerà la prima PU prodotta in autonomia entro la fine dell’anno

Red Bull testerà la prima PU prodotta in autonomia entro la fine dell’anno

12 Aprile 2022 0 Di Ivan Mancini

Christian Horner ha rivelato che entro la fine dell’anno verrà testato il primo propulsore prodotto internamente dalla Red Bull.
 

Dopo aver corso 17 stagioni in F1 con l’ausilio di motoristi esterni (prima Cosworth, poi Ferrari, dopo Renault e dopo ancora Honda), Red Bull è finalmente pronta a fare un passo in avanti e raggiungere la propria indipendenza riguardo i propulsori. La nascita di Red Bull Powertrains, l’azienda che produrrà le Power Unit per il team austriaco a partire dal 2023, è stata annunciata già durante la scorsa stagione, mentre Verstappen e Hamilton si contendevano il titolo in una lotta mozzafiato. Allo stato attuale, la nascente RBPT riceve ancora i preziosi aiuti dei motoristi giapponesi, mentre vengono implementate infrastrutture vitali per l’azienda; tuttavia, al termine della stagione, Honda sarà destinata a cedere completamente le redini ai nuovi motoristi che “animeranno” le monoposto Red Bull e AlphaTauri.

Red Bull Powertrains è sicuramente il progetto più ambizioso che la scuderia austriaca ha mai affrontato in tutta la sua storia in F1. Negli ambienti Red Bull si misura già un certo entusiasmo, a cominciare da Christian Horner e Helmut Marko. In riferimento a questo progetto, Christian Horner ha delineato quelle che, allo stato attuale, sono le tempistiche necessarie a portare a termine questo piano. “È un progetto entusiasmante. Ci trasferiremo nella nostra nuova struttura a maggio e il primo motore Red Bull verrà testato sul banco prova entro fine anno. Abbiamo attratto alcuni talenti fenomenali da tutti i settori dell’industria per prepararci al meglio per questo nuovo capitolo. Il 2026, anche se sembra lontano, in realtà è molto più vicino di quanto si possa pensare” ha spiegato.

Christian Horner Red Bull

Red Bull, Audi e Porsche: accordo “a sei mani”?

Tra le varie cose, Red Bull è vicina ad una plausibile collaborazione con Porsche in vista dei nuovi regolamenti del 2026. Anche Audi, appartenente al Gruppo VW assieme a Porsche, è indicata come ingresso plausibile nella massima serie automobilistica, sebbene sembri più vicina alla scuderia McLaren. L’ingresso dei nuovi motoristi però è fortemente vincolato ad una serie di norme previste dal regolamento che potrebbero alzare i costi di produzione e allontanare possibili marchi. Saranno dunque necessarie una serie di concessioni atte a calmierare le spese per la produzione delle Power Unit; tra queste sicuramente si annovera la rimozione dell’MGU-H, una delle componenti più costose degli attuali propulsori.

Interrogato sulla presunta necessità di fare qualcosa in più per attirare nuovi motoristi, Horner ha così espresso i propri pensieri. “I regolamenti sui propulsori delineano un quadro ragionevole per una potenziale new entry. Tuttavia penso che le regole siano abbastanza restrittive. Il regolamento prevede delle indennità di 10 milioni per i primi due anni e 5 per il terzo anno“. Una fascia che, secondo Horner, è assolutamente restrittiva. “Guarda ai nostri concorrenti, che in alcuni casi hanno avuto 70 anni di investimenti dal lato motore. Pensare di avere una struttura completamente operativa entro i prossimi otto o nove mesi non è realistico. È qualcosa che deve sicuramente essere rivista. Per quanto riguarda la nostra preparazione, possiamo dire di essere sulla buona strada“.

+ posts