Helmut Marko, parlando della situazione affidabilità Red Bull, ha dichiarato che il suo pilota non potrà mantenere la calma per sempre.
La stagione è appena iniziata, dopo i primi tre fantastici Gran Premi, ci apprestiamo a vivere il week-end di Imola, peraltro il primo con la Sprint Race rinnovata, con i primi 8 che prenderanno punti. Queste gare ci hanno inoltre assicurato una Ferrari competitiva ovunque, in tutte le condizioni, una Mercedes non in grado di lottare per le primissime posizioni e una Red Bull, seppur veloce, non affidabile. Su 6 arrivi disponibili, le vetture dei Adrian Newey sono giunte al traguardo solo 3 volte. Lo svantaggio accumulato sulla Ferrari è notevole: 49 punti nei costruttori è un distacco che nemmeno il più ottimista dei tifosi Ferrari sperava di avere.
In merito alla questione “affidabilità” è intervenuto Helmut Marko, attuale dirigente Red Bull, che ha parlato di come il suo pilota, Verstappen, stia affrontando il problema. L’austriaco è piacevolmente sorpreso dal fatto che Max approcci alla situazione in maniera estremamente calma e razionale, anche se è consapevole che non sarà così all’infinito. Altri ritiri per problemi al motore farebbero precipitare il morale della scuderia e dello stesso pilota. Sarebbe a tal punto impossibile recuperare lo svantaggio sui rivali della Ferrari.

“È molto più calmo. Dopo il suo ritiro in Australia, è tornato ai box e abbiamo discusso le cose con calma. Tuttavia, in questo caso, sapevamo che avremmo potuto incorrere in questo problema, perché abbiamo avuto a che fare anche con questo nelle qualifiche, quindi non è venuto fuori dal nulla in questo senso. È un pilota emotivo e appassionato che darà sempre la sua opinione. Ma, a mio parere, è molto più calmo – più calmo che in passato. Con il set-up della vettura, a volte manca la fiducia per mantenere il suo stile di guida estremo. Si può vedere che questo rende Checo più vicino a lui che in passato. Se non vinciamo di nuovo presto, allora lui è davvero una bomba a orologeria!“ ha concluso Marko.

