Un giro di pista: il Miami International Autodrome (Gran Premio di Miami)

Un giro di pista: il Miami International Autodrome (Gran Premio di Miami)

5 Maggio 2022 0 Di Sebastiano Vanzetta

La F1 sbarca in Florida, a Miami per la quinta tappa del mondiale. Scopriamo insieme i segreti di questo nuovo circuito!

Questo weekend il Circus, dopo l’appuntamento di Imola, farà tappa nella nuova venue di Miami. La F1 sbarca quindi per la prima volta in Florida, per il primo dei due appuntamenti americani di quest’anno, assieme a quello di Austin, in Texas.

Il circuito

Il circuito è ubicato nei pressi dell’Hard Rock Stadium di Miami ed oltre ad ospitare il Gran Premio di Miami, ospiterà anche le prime due gare della W Series 2022. Nel 2017 F1 e Apex Circuit Design avevano abbozzano alcuni possibili layout di tracciato nel quartiere di Downtown Miami, spostando però, due anni più tardi, l’attenzione verso la zona nord della città. Nel 2019 viene ufficializzato che il circuito, scelto tra 75 circuiti e 36 varianti simulate, avrebbe dovuto situarsi nella zona di Miami Gardens.

Il tracciato sorge dunque all’interno dei terreni privati dell’Hard Rock Stadium, non andando quindi ad utilizzare strade pubbliche, bensì percorsi asfaltati già esistenti e di nuova costruzione. La pista è lunga 5,412 km ed è composta da 19 curve, 7 a destra e 12 a sinistra, con il risultato che essa sarà percorsa in senso antiorario. Essa offrirà 3 zone di DRS: sul rettilineo dei box, tra curve 10 e 11 e tra curve 16 e 17. La velocità media dovrebbe aggirarsi attorni ai 223 km/h.

Miami diventa l’undicesima venue americana ad ospirare un Gran Premio di F1 assieme a Sebring, Riverside, Watkins Glen, Long Beach, Las Vegas, Dallas, Detroit, Phoenix, Indianapolis e Austin.

Analisi e disclaimer

Visto che ancora non esistono onboard “reali”, per l’analisi dobbiamo affidarci alla simulazione di un giro sul circuito da parte del canale YouTube Tom97. Come sempre, l’analisi non è tecnica ma amatoriale.

Rettilineo, un curvone e un accenno di snake

Il rettilineo principale, pur essendo zona DRS, non è molto lungo. Si arriva in Curva 1 a circa 310 km/h e si frena forte scalando fino in 3a marcia per entrare in curva a circa 110-120 km/h. Si sale di una marcia e si affronta Curva 2 a sinistra a circa 170 km/h per poi tenere giù il piede e affrontare Curva 3, bel curvone veloce, in 5a marcia a circa 230 km/h in entrata e uscendo dal curvone in 6a a circa 275 km/h.

Breve rettilineo che porta a inserire la 7a per poi entrare in un accenno di snake alla Austin. Giù una marcia per Curva 4, da fare a circa 270 km/h e giù un’altra marcia per Curva 5 che si affronta a circa 250 km/h. Si rimette il piede sul gas e si passa in 6a marcia entrando nel curvone che comprende Curve 6, 7 e 8. Si entra quindi in Curva 6 in 6a a circa 255 km/h e si tiene accelerato fino a metà curvone (Curva 7), dove bisogna scalare fino in 4a per posizionarsi bene per Curva 8, da affrontare a cirva 145 km/h.

Una lunga parte veloce e la parte più tecnica del tracciato

Usciti da Curva 8 ci si lancia per un velocissimo tratto che vede i piloti tenere giù il piede passando per Curve 9 e 10 fino a Curva 11. Ricordiamo, tra Curva 10 e Curva 11 c’è la seconda zona DRS. Si arriva a quest’ultima in 8a marcia a circa 320 km/h (anche di più nel caso di DRS aperto) e si frena forte poco prima del cartello dei 100m fino in 3a marcia, percorrendo la curva a circa 100 km/h.

Si entra quindi nella parte più tecnica del tracciato. Curva 12 viene percorsa stando attaccati al cordolo il più possibile in 3a marcia a circa 120 km/h mentre Curva 13 va affrontata sempre in 3a marcia, tirata fino al limitatore, a 170 km/h. Si scala poi in 2a marcia per affrontare un’insidiosa chicane sinistra-destra con una velocità media di 90-100 km/h. Si sale in 3a marcia per affrontare Curva 16 a circa 110 km/h.

Un lunghissimo rettilineo

Ci si lancia poi verso il lunghissimo rettilineo tra Curva 16 e Curva 17, terza zona DRS. Si arriva in Curva 17 in 8a marcia ad altissima velocità e si frena tra i 150 e i 100m. Si scala fino in 2a marcia e si percorre la curva a circa 85 km/h. Giù tutto poi per Curva 18 affrontata in 4a marcia a 200 km/H e Curva 19, l’ultima prima del traguardo, in 6a marcia a 265 km/h.

Tanto lavoro per la Power Unit

Come si evince dall’analisi, il fattore più importante sarà la Power Unit. Sarà necessario sfruttare tutta la cavalleria a disposizione sia in accelerazione che per raggiungere elevate punte di velocità. Sotto questo aspetto, un punto a favore di Ferrari sarà sicuramente l’introduzione della Spec 2 dell’unità propulsiva di Maranello che garantirà qualche CV in più. In casa Red Bull, invece, occhio a possibili problemi lato affidabilità.

Gli austriaci però potrebbero sfruttare la loro grande efficienza aerodinamica per raggiungere punte di velocità più elevate rispetto agli avversari, andando così a guadagnare nei rettilinei. I lunghi tratti ad alta velocità invece, potranno essere un problema per chi soffre di porposing e di drag. Tra questi team, Ferrari, anche se verranno introdotte novità proprio per ridurre drag e porpoising, e soprattutto Mercedes, che soffre veramente tanto il fenomeno del saltellamento, o pompaggio.

Occhio anche a bilanciare bene la vettura in termini sia di aerodinamica, per cercare meno drag possibile mantenendo un buon carico laterale nei curvoni, sia in termini di sospensioni. Esse dovranno essere messe ben a punto per affrontare al meglio la chicane di curve 14 e 15 e per generare il massimo grip meccanico in uscita di curva.

Attenzione anche a come verranno utilizzate le gomme, visto il caldo della Florida e a come Red Bull riuscirà ad avere una finestra di utilizzo ampia senza avere degrado termico. Vedremo anche se si confermerà il trend di Ferrari sulla necessità di un doppio giro di preparazione per scaldare bene le mescole.

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