Le opinioni dei piloti sul brutale problema che è il porpoising.

Le opinioni dei piloti sul brutale problema che è il porpoising.

16 Giugno 2022 0 Di Davide Citterio

Molti piloti si sono lamentati di aver subito dei dolori fisici dopo il GP dell’Azerbaijan. Ora è scattato un allarme tra i guidatori, perché il tracciato canadese ha un rettilineo molto lungo, proprio come a Baku.

Dopo il Gran Premio dell’Azerbaijan, molti piloti hanno detto di aver subito dei dolori fisici per colpa del continuo rimbalzo causato dal porpoising.

Per esempio, Lewis Hamilton ha descritto il GP dell’Azerbaijan come “la gara più dolorosa che abbia mai vissuto”. Mentre George Russell non riusciva nemmeno a parlare con il suo ingegnere sul rettilineo, perché l’uno non riusciva a sentire e capire ciò che l’altro gli comunicava. Pertanto potevano comunicare solo nella parte lenta del tracciato.

Tuttavia, secondo Christian Horner, la Mercedes si sta lamentando eccessivamente per poter influenzare una possibile modifica del regolamento e trarne vantaggio. Così da migliorare la propria situazione.

Esteban Ocon ha, invece, detto che la guidabilità della sua Alpine è “probabilmente sulla gamma migliore rispetto a tutte le altre vetture al momento. Ma è comunque un disastro. Il pilota ha poi descritto la movimentata esperienza del GP dell’Azerbaijan come “terribile”.

Ocon ha, inoltre, avvertito ciò che è successo a Baku come un segnale, come un campanello d’allarme, per il prossimo GP del Canada.

“Queste vetture sono su un circuito accidentato e non è nemmeno così accidentato. Quando andremo a Montreal o Singapore, farà male. Ho sentito che potrebbero esserci conversazioni su come andare tecnicamente per il futuro con la FIA e lo stanno prendendo in considerazione“, ha detto Esteban.

“Dovremmo cercare di rendere le macchine un po’ migliori da guidare, perché anche a [Baku] dobbiamo evitare i dossi e si può vedere la macchina tirare da un lato e tutto questo sui rettilinei.

“Con il basso consumo di carburante è stato più duro, in pratica. Ho visto piloti in condizioni peggiori di me alla fine della gara, probabilmente siamo nella parte buona dello spettro. Ma sicuramente non è stato bello.

“Nessuno di noi vuole sembrare una diva o lamentarsi del fatto che le auto siano troppo difficili da guidare. Ma dobbiamo renderci conto che non è salutare andare nel futuro. Non è necessariamente il porpoising, penso che sia la rigidità delle auto in generale, che stanno [prendendo] grandi colpi sul lungo rettilineo e non possiamo preparare il nostro corpo a questo“.

Anche Pierre Gasly afferma di aver avuto problemi durante tutto l’arco del weekend e spera che la FIA agisca in fretta, in modo che “i piloti non abbiano bisogno di un bastone a 30 anni”.

Gasly ha anche affermato che, forse, la situazione era sostenibile con un supporto fisico sufficiente, ma le implicazioni a lungo termine erano più preoccupanti. “Siamo competitivi, siamo tutti atleti di alto livello, quello che voglio è essere veloce. Se ho bisogno di fare massaggi di un’ora e mezza, recupero e cose del genere per un anno, allora mi preparerò per un anno”, ha detto Gasly.

“Forse a 45 anni, 50 anni direi un po’ diversamente. Ma, al momento, questo è il problema che abbiamo”.

Alcuni team non stanno riscontrando dei problemi di porpoising così gravi, come ad esempio l’Alfa Romeo. Ma, nonostante ciò, Valtteri Bottas pensa che il problema debba essere affrontato, soprattutto perché i team non darebbero la priorità al comfort del pilota.

“Ovviamente, non siamo una squadra che ha avuto la vita più difficile”, ha riconosciuto Bottas. “Quindi, è più scomodo di anni prima. Ma posso vedere dagli onboard che questo è molto più difficile per qualcun altro. Deve essere piuttosto fastidioso e impegnativo.

“Penso che sia proprio il tipo di queste vetture e penso che i piloti si stiano chiedendo se c’è qualcosa, dal punto di vista regolamentare, che ci potrebbe migliorare la situazione”.

Quando arriverà la soluzione?

Settimana scorsa, i piloti hanno chiesto alla FIA di considerare alcune possibili modifiche da apportare per ridurre questo brutale fenomeno. “Abbiamo solo bisogno che la FIA agisca il prima possibile, perché altrimenti inizierà ad accumularsi”, ha detto Carlos Sainz.

Tuttavia, Gasly pensa che, nonostante la gravità del problema, la soluzione non arriverà entro questa stagione: “Non credo che possano aggiustare qualcosa fino alla fine dell’anno, ma si spera per il prossimo anno“.

Secondo Ocon, invece, essa è ancora più lontana: Non accadrà nei prossimi due anni. Questo è chiaro. È solo nel futuro a lungo termine, ovviamente, che dovremmo guardarlo. La FIA è la polizia, quindi devono decidere dove andare da qui”.

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