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Le opinioni dei piloti sui 43 track limits del GP d’Austria

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Protagonisti dell’ultimo weekend al Redbull Ring sono stati i track limits, definiti spesso dai piloti come “uno scherzo” e “ridicoli”.

In seguito ai diversi incidenti avvenuti sul tracciato austriaco lo scorso anno a causa dei track limits, la nuova direzione di gara composta da Niels Wittich e Eduardo Freitas ha deciso di mettere in campo un atteggiamento molto più severo.

Come è stato più volte ribadito durante il corso del weekend, è la linea bianca che delimita i bordi della pista a dettare legge. Tuttavia l’intransigenza applicata dai direttori ha lasciato qualche pilota estremamente frustrato dalla situazione.


Bisogna ricordare che, per conformazione, il Redbull Ring spinge i piloti ad andare larghi, soprattutto verso le ultime due curve, la 9 e la 10.
Durante la gara i commissari hanno eliminato un tempo sul giro per ben 43 violazioni dei track limits. A risentirne maggiormente sono stati i quattro piloti – Vettel, Gasly, Norris e Zhou- a cui è stata assegnata una penalità di 5 secondi per aver superato le 3 violazioni consentite.
Gli eventi sono stati al centro di diversi dibattiti per quanto riguarda l’applicazione delle regole: molti sono stati i piloti ad esprimere la loro opinione e frustrazione in merito alla gestione dei track limits durante tutto il fine settimana.


“La discussione sui track limits è stata un po’ troppo ridicola, non solo in F1 ma anche in F2 e F3. Dall’esterno sembra facile, ma non lo è perché si va molto veloce in quelle curve e se hai sottosterzo e le gomme si consumano è molto facile uscire dalla linea bianca.” ha detto Max Verstappen, campione del mondo in carica.
“La domanda è: si guadagna effettivamente tempo? si e no: ad essere sincero sono solo due o tre le curve in cui si può andare più larghi. Non credo dovrebbe esserci questa regola sui track limits che, tra penalità e altro, ti impedisce di andare un millimetro fuori dalla riga. A questo punto o si aggiunge un muro o si riporta in pista un po’ di ghiaia.”

Protagonisti dell'ultimo weekend al Redbull Ring sono stati i track limits, definiti spesso dai piloti come "uno scherzo" e "ridicoli".

Le parole di Max Verstappen ci fanno già intuire l’opinione generale dei piloti sulla gestione dei track limits. A risentirne direttamente però è stato Lando Norris, al quale è stata assegnata una penalità di 5 secondi dopo essere stato già ammonito da una bandiera nera e bianca alla sua terza infrazione.
Il pilota McLaren, pur dimostrandosi comprensivo delle ragioni di un’applicazione così rigida per le ultime due curve, non ha comunque omesso il suo disappunto riguardo la gestione dei commissari in curva 1, dove i piloti avrebbero comunque perso tempo.


“Uscendo largo da curva 1 ho bloccato l’anteriore e ho colpito il dissuasore perdendo circa un secondo. Nonostante ciò mi è stata assegnata un’infrazione dei track limits.” ha detto Norris.
“Sono stato già punito avendo perso un secondo in quella curva, alcuni track limits sono un po’ stupidi. La situazione è la stessa per tutti, quindi vorremmo più coerenza in merito. Su questa pista è difficile applicare i track limits con precisione.” ha concluso il pilota britannico.

Mick Schumacher ha riconosciuto che i track limits hanno rappresentato un “bel problema” durante il periodo in F2; tuttavia ritiene che siano ancora argomento di discussione dopo Austria.
“Sembra un po’ stupido che per qualche millimetro fuori dalla riga ricevi una penalità di 5 secondi, soprattutto perché nella maggior parte delle curve se vai fuori non guadagni tempo, anzi.” ha detto Schumacher.
“Bisogna discuterne e vedere dove possiamo migliorare soprattutto per i prossimi eventi.”

La FIA ha ricordato inoltre che l’utilizzo della linea bianca come limite della pista “è stato approvato a seguito di discussioni avvenute con i team e con i piloti al fine di migliorare la chiarezza del regolamento sia per i concorrenti che per i fan”.

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