In Formula Uno, come nella vita in generale, può succedere di avere dei deja vu. Dopo sette titoli mondiali tra Benetton e Ferrari e tre anni di pausa, nel 2010 Michael Schumacher torna nel Circus al volante della Mercedes e al fianco della giovane promessa Nico Rosberg. L’allora 41 enne tedesco viene battuto dal connazionale nell’arco di tre stagioni, prima di ritirarsi definitivamente.
Dopo dodici anni, secondo il direttore sportivo della F1 Ross Brawn, la situazione si sta ripresentando. Dopo sette allori, Lewis Hamilton sta venendo battuto dal nuovo compagno di Squadra, il giovane connazionale George Russell. Questo, però, non vuole necessariamente dire che il pilota di Stevenage abbia i giorni contati o che il suo ruolo nel Circus abbia perso importanza.

“Lewis è nell’autunno della sua carriera, ma ciò non vuol dire che è sazio – spiega Brawn a Sport 1 – Da inizio stagione guida una macchina con cui non può vincere e per questo trascorre molto tempo a cercare di invertire la rotta”. Come ha fatto Schumacher, creando le basi per il dominio Mercedes nell’era ibrida.
“La situazione di Lewis mi ricorda il periodo di Michael in Mercedes. In questi casi, il pilota deve decidere se essere parte della soluzione o del problema. Michael ha ridefinito il proprio ruolo, è diventato parte della soluzione e ha contribuito a costruire quella squadra che ha poi vinto otto titoli costruttori di fila”.
“Quel Michael è molto sottovalutato. Si è sacrificato per costruire la base del futuro successo della Mercedes. Era inoltre ancora molto bravo, come dimostra la pole a Monaco nel 2012. Come Michael con Nico, poi, Lewis ha un giovane compagno come George. Anche Nico al tempo era estremamente sottovalutato: molti lo vedevano semplicemente come una seconda scelta, mentre ha dimostrato tutto il suo talento vincendo anche un titolo contro Lewis”.

