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Fia: piove sul bagnato

In una Singapore inondata dai monsoni, la Fia ha raggiunto l’Oriente accompagnata dall’indimenticabile nuvoletta di Fantozzi.

Se l’epilogo e tutto ciò che aveva fatto da contorno al gran premio di Monza non era stato all’altezza della F1 di Liberty Media, la Fia è riuscita a ripetersi anche nell’ultimo weekend. Anzi, ha fatto di meglio, se in Brianza la scusa della sicurezza poteva in un certo modo reggere, l’inadeguatezza nel prendere decisioni immediate, è parsa stavolta ancor più marcata.

Il fatto è che decidere di non prendere una decisione al momento giusto, optando per premiare un pilota sotto investigazione, è una mancanza di rispetto verso le migliaia di persone che ogni volta spendono cifre non indifferenti per accedere ai circuiti, e per i milioni di appassionati che seguono i gp sugli schermi di tutto il mondo, in molti casi abbonandosi a servizi a pagamento, (tralasciando i verdetti dei giudici).

In una Singapore inondata dai monsoni, la Fia ha raggiunto l'Oriente accompagnata dall'indimenticabile nuvoletta di Fantozzi.

Se la politica di Bernie Ecclestone fondamentalmente se ne fregava dei semplici tifosi, ora, per Liberty Media, non è più lo stesso. Possono piacere o meno le nuove idee proposte e messe in atto da Stefano Domenicali e i suoi uomini, ma una cose è certa: il grande pubblico è tornato ad appassionarsi alla F1.

Certamente la Fia non sta reggendo il passo della Formula 1, non è riuscita a svecchiare i propri ingranaggi, il proprio modus operandi. Un regolamento cavilloso, tempistiche estremamente lente e l’applicazione interpretabile del regolamento sono ormai intrinseche alla Federazione stessa, e a meno che il nuovo presidente Ben Sulayem riesca a capovolgere tutto questo, non vedo come F1 e Fia possano continuare il proprio rapporto.

Il circus muove cifre da capogiro, un nuovo regolamento e giudici interni non sarebbero impossibili da raggiungere con le possibilità di Liberty Media.

La politica è da sempre un fattore centrale nella F1, ma quando una cattiva gestione fa passare in secondo piano quanto la pista ci offre, la strada che si sta percorrendo sarebbe da rivedere.

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