Sergio Perez: “Verstappen ha fatto la differenza, la RB18 non è dominante”

Sergio Perez: “Verstappen ha fatto la differenza, la RB18 non è dominante”

15 Ottobre 2022 0 Di Fabrizio Parascandolo

L’olandese si è laureato campione del mondo per il secondo anno consecutivo in Giappone e il suo compagno di squadra si è espresso a riguardo.

Con 12 vittorie, 5 pole position, 14 podi e 2 giri veloci, Verstappen ha chiuso il campionato a quattro gare dal termine con la vittoria a Suzuka.

Tutto ciò è avvenuto grazie all’errore all’ultima chicane di Charles Leclerc, per il quale il monegasco è stato penalizzato. Così, con Perez secondo e il pilota Ferrari terzo, Max ha potuto festeggiare.

Il messicano, però, è fermamente convinto, che la performance del suo compagno quest’anno sia stata di un livello nettamente superiore a tutti.

Questo lo si nota guardando la classifica, 113 i punti di distacco da Perez, praticamente dominato.

Cosa ha fatto la differenza maggiormente in una conquista del titolo così anticipata? Secondo l’ex pilota Racing Point proprio Max Verstappen.

Checo infatti dichiara: “Penso che Max abbia fatto una stagione incredibile e merita il mondiale, tanto rispetto per lui.

“Non credo che la nostra vettura fosse così dominante come sembra nelle sue mani, quindi ha veramente qualche marcia in più rispetto a tutti gli altri”.

Ad inizio anno, però, non era così. Sergio riusciva infatti a essere molto vicino, se non davanti all’olandese, in diverse circostanze.

Dall’arrivo degli aggiornamenti in poi Max è diventato imprendibile per il compagno e dopo poco per chiunque altro.

La Ferrari, infatti, dopo diversi errori strategici (Monaco, Silverstone e Ungheria i più eclatanti) era praticamente già fuori dalla lotta ad agosto.

Ma dal ritorno dalla sosta estiva, da Spa in avanti, la RB18 si è dimostrata imprendibile. Sarà stato per l’effetto della TD39? Secondo molti sì, ma non è questo il punto.

Il punto è che si aspira a battere un binomio Verstappen-Red Bull che si dimostra così forte c’è bisogno di fare meglio, altrimenti si rischia di assistere a un altro dominio stile Hamilton-Mercedes e di prolungare un digiuno di vittorie che va avanti già da 15 anni.

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