Scott Speed e la vicissitudine che fece esordire Sebastian Vettel

Scott Speed e la vicissitudine che fece esordire Sebastian Vettel

6 Gennaio 2023 0 Di Tommaso Pelizza

Lo statunitense Scott Speed ha vissuto una parentesi in Formula 1 non troppo fortunata, e la conclusione di essa è in qualche modo sfociata nel debutto di Sebastian Vettel in Toro Rosso. Questa è la storia di come un aggressione da parte di Franz Tost ai suoi danni abbia portato al definitivo esordio del 4 volte campione del mondo.

Il nome di Scott Speed potrebbe non essere troppo noto all’interno di tutta la storia della Formula 1. Negli Stati Uniti però Scott ha assunto un ruolo di grande caratura, in quanto tra il 2006 ed il 2007 ha fatto parte della massima categoria delle 4 ruote, ridando così allo stato a stelle e strisce un proprio portacolori.

La sua parentesi in Formula 1 però non è stata per nulla fortunata, e le insoddisfazioni non sono mai mancate. La sua conclusione poi, non poteva essere tra le peggiori (ed anche le più strane). Oggi vi raccontiamo la storia dell’aggressione di Franz Tost ai danni del nativo di Manteca.

Preludio introduttivo: l’esordio e la prima stagione in Formula 1 di Scott

Scott Speed esordisce in Formula 1 nel 2005, come test driver Red Bull in Canada, diventando quindi il primo pilota statunitense a prendere parte ad una sessione ufficiale di F1 dopo Michael Andretti nel 1993.

Nel 2006 poi Scott diventa pilota a tempo pieno, in quanto la neonata Toro Rosso, erede della Minardi, lo ingaggia affiancandolo all’italiano Vitantonio Liuzzi.
Lo statunitense arriva tra i primi 8 (che all’epoca era il piazzamento che serviva per ottenere punti) in Australia, ma una penalità di 25 secondi per un sorpasso avvenuto sotto bandiere gialle lo retrocede al 9° posto. Scott poi non coglierà risultati migliori, finendo quindi la stagione a secco di punti ed al 20° posto in classifica generale. Nonostante ciò però, la Toro Rosso lo riconferma sempre a fianco di Liuzzi per la stagione 2007, l’anno in cui va in scena il racconto di oggi.

Scott Speed alla guida della Toro Rosso

Il GP D’Europa 2007 di Scott Speed: parte 1

Europa 2007; non solo la leggendaria leadership di Markus Winkelhock, non solo il litigio tra Massa ed Alonso nel post gara e nemmeno la gru che riporta in pista Lewis Hamilton. Durante il GP corso al Nurburgring il 22 Luglio 2007 avviene una delle vicissitudini più strane che questo sport abbia mai “offerto”.

Il protagonista della nostra storia ottiene il 18° tempo in qualifica, con un 1:33.038 comunque valevole per battere il compagno di squadra Liuzzi, che si classifica proprio alle sue spalle.

Alla domenica la partenza è asciutta, ma la pioggia fa presto ad arrivare, ed infatti sul Nurburgring si scatena un violentissimo nubifragio, costringendo quindi tutti i piloti a rientrare ai box per montare le gomme da bagnato alla fine del primo giro. Curva 1 è un vero e proprio ruscello, e tra il secondo ed il terzo giro escono di pista Rosberg, Button, Sutil, entrambe le Toro Rosso di Liuzzi e Speed, con Tonio che per poco non centra in pieno la safety car, ed anche il rookie maravilla della McLaren Lewis Hamilton.

Speed, Button e Rosberg nella ghiaia all’uscita di Curva 1

Proprio l’inglese si rende poi protagonista di un episodio iconico, con i marshall che lo riportano in pista agganciando la sua monoposto ad una gru, cosa che nella Formula 1 attuale non è più ammessa.

Hamilton nel momento in cui lo aggancia la gru

Tutti gli altri piloti usciti di pista concludono mestamente la propria gara, Speed incluso, lo statunitense deve quindi ritornare sconsolato ai box.

Il GP D’Europa 2007 di Scott Speed: parte 2

Quando Scott torna ai box, Tost è furioso. Il team principal austriaco lo segue fino alla parete mobile, che si trova dietro ai meccanici, dopodiché lo afferra per il collo, strappandogli di dosso tuta e spintonandolo verso il muro più volte. Di tutta risposta Speed ritorna in mezzo a tutti i membri del team chiedendo se lo volesse rifare davanti a tutti, nonostante altre persone avessero visto l’accaduto.

Franz si scuserà poi con Speed per l’accaduto, ma lo statunitense ovviamente non gliele manda a dire, lanciando parole durissime sia nei suoi, che nei confronti di Gerhard Berger, all’epoca proprietario del 50% delle azioni della squadra.

Inizialmente non avrei parlato dell’accaduto alla stampa, perché Franz si è poi scusato per il suo comportamento, ma dopo averlo sentito negare completamente il tutto, ho capito che si trattava di un altro atto disonesto compiuto da lui e Gerhard (Berger) che hanno voluto danneggiare me e Tonio Liuzzi tramite le dichiarazioni ai media”.

Dopo aver fornito la sua versione riguardo ad un pit-stop molto prolungato da parte del team, afferma: “Non mi pagheranno mai abbastanza per correre ancora con queste persone; mi piacerebbe comunque continuare con Red Bull anche al di fuori della Formula 1, il rapporto che ho con loro è sempre stato fantastico”.

Quell’episodio lascia Speed amareggiato e demotivato, con lo statunitense che conclude poi il rapporto con la Toro Rosso, che andrà ad ingaggiare il collaudatore BMW Sauber Sebastian Vettel, che ha già avuto il suo debutto in Formula 1 ad Indianapolis sostituendo l’infortunato Kubica, vittima dello spaventoso incidente a Montréal. Il resto, beh, è storia.

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