10 gare di Formula 1 degli anni ’90 da vedere e rivedere

10 gare di Formula 1 degli anni ’90 da vedere e rivedere

15 Gennaio 2023 0 Di Sebastiano Vanzetta

La pausa tra una stagione e l’altra di F1, si sa, è lunga e non passa in fretta. Come soluzione, ecco 10 gare degli anni ’90 da vedere e rivedere.

Disclaimer: quasi sicuramente la maggior parte di voi sa già il risultato finale delle seguenti gare, ma per non rovinare la festa agli altri, per quanto possibile, non verrà fatto alcuno spoiler.

10. Gran Premio di Spagna 1996

Il Gran Premio di Spagna del 1996 rappresenta una pietra miliare soprattutto per i ferraristi. Al sabato, il miglior giro lo fa segnare il pilota della Williams Damon Hill, seguito a ruota dal compagno di squadra Jacques Villeneuve. 3° Michael Schumacher, a quasi un secondo da Hill.

Durante la notte un’insolita pioggia catalana comincia a cadere sul circuito del Montmelò, continuando fino al pomeriggio e inducendo alcuni piloti a chiedere il rinvio della partenza. Il circuito è però dotato di moderni sistemi di drenaggio, e si decide di partire regolarmente. Durante il giro di formazione Mika Salo rimane piantato costringendolo a partire dall’ultima posizione. Al via, con visibilità quasi nulla, ci sono diverse collisioni che obbligano ben 5 piloti a ritirarsi. In testa, Villeneuve ha un buono spunto così come Jean Alesi, partito 4°. I due si portano dietro Hill, Berger, Barrichello, Irvine e Schumacher, con quest’ultimo che in partenza soffre di problemi alla frizione.

Dopo alcune tornate Irvine si autoelimina e Schumacher passa Barrichello alla Repsol. Il tedesco è il più veloce in pista e comincia a sopravanzare i piloti davanti portandosi in poco tempo al comando della corsa.

9. Gran Premio del Giappone 1994

1994 Japanese Grand Prix. Suzuka, Japan. 6-8 November 1994. Michael Schumacher (Benetton B194 Ford) leads Damon Hill (Williams FW16B Renault) and Jean Alesi (Ferrari 412T1B). Ref-94 JAP 04. World Copyright – LAT Photographic

Il Gran Premio del Giappone del 1994 è la penultima prova del mondiale. Il campionato se lo contendono Michael Schumacher su Benetton e Damon Hill su Williams, arrivando a Suzuka con il tedesco davanti di 5 punti. Schumacher si prende anche la pole position proprio davanti a Hill.

La gara, nonostante la pioggia torrenziale, parte regolarmente, e alcune auto finiscono fuori pista a causa dell’acquaplaning, tra cui Herbert, Lagorce, Pier Luigi Martini, Michele Alboreto, e i tre piloti giapponesi della griglia (Katayama, Noda e Inoue). Anche JJ Lehto e Berger si ritirano, ma per noie meccaniche. Al 13° giro Gianni Morbidelli va a sbattere nel primo settore e poco dopo lo segue anche Martin Brundle, che dopo aver rimbalzato sulle barriere colpisce un marshall che stava spostando la macchina di Morbidelli, rompendogli una gamba.

La gara viene fermata e riparte quando la pioggia cala di intensità. I commissari però decidono di calcolare la classifica usando il metodo aggregato, ovvero prendendo i tempi della prima parte di gara fino alla bandiera rossa sommandoli a quelli dei giri dopo la ripartenza. Damon Hill è in testa ma, siccome alla bandiera rossa Schumacher gli era davanti di 6.8 secondi, deve spingere se vuole vincere la gara.

8. Gran Premio del Belgio 1991

Il Gran Premio del Belgio del 1991 vede il debutto di un giovane tedesco, scovato dalla Jordan. Si tratta di Michael Schumacher che alla prima qualifica della sua carriera centra il 7°posto. Davanti, la pole va a Ayrton Senna davanti ad Alain Prost e a Nigel Mansell.

Al via nessun ribaltamento di classifica, ma Schumacher è costretto al ritiro già al primo giro per la rottura della frizione. Al 3° giro si ritira Prost che lascia strada libera a Mansell per inseguire Senna, ingaggiando un bel duello. Dopo la prima sosta ai box, l’inglese rientra dietro a Berger e Piquet, e, dopo aver passato l’austriaco, Mansell è costretto al ritiro. Davanti c’è ora Jean Alesi seguito da Senna tallonato a sua volta da Piquet. Patrese e De Cesaris non sono distanti e si forma velocemente un trenino di quattro piloti per il podio.

Al 30° giro il motore di Alesi cede, mentre in quello successivo De Cesaris passa Piquet, che poi perde la posizione anche nei confronti di Patrese e di Berger. A pochi giri dalla fine il motore di uno dei piloti davanti cede, ponendo fine alle sue speranze di vincere il GP.

7. Gran Premio d’Australia 1994

Schumacher e Hill arrivano all’ultimo appuntamento del 1994, il Gran Premio d’Australia, separati da un solo punto a favore del tedesco. A prendersi la pole position è però il rientrante 41enne Nigel Mansell, che stacca di 18 millesimi Schumacher. Hill è 3°.

In gara i due contendenti per il titolo sopravanzano Mansell e ingaggiano un serrato duello, con Schumacher che precede Hill anche dopo il primo pit-stop. Al 35° giro ecco il patatrac. Il tedesco va largo alla East Terrace e urta un muretto con l’anteriore destra danneggiando la sospensione. Rientrando in pista, chiude la traiettoria e si tocca con Hill sollevandosi da terra e finendo contro le barriere. La vettura dell’inglese è anch’essa danneggiata, tuttavia prova a continuare.

Pur sapendo che la maggior parte di voi sa come va a finire la gara, non andrò oltre. Chi la guarderà, lo scoprirà.

6. Gran Premio del Messico 1990

In pochi si ricordano del Gran Premio del Messico del 1990, e in pochi lo mettono tra le gare migliori del decennio. Il sabato vede Gerhard Berger conquistare la partenza dal palo seguito da Riccardo Patrese e Ayrton Senna. Nigel Mansell su Ferrari è 4° mentre il compagno Alain Prost è solo 13°.

In partenza Patrese sopravanza Berger, passato a sua volta da Senna. Il brasiliano, al secondo giro, infila l’italiano che perde poi la posizone anche nei confronti di Berger. Le prime soste rimescolano un po’ le carte in tavola, mentre Prost sta mettendo in atto una grande rimonta, puntando a Senna. Al 60° lo raggiunge, mentre più indietro Berger e Mansell ingaggiano un duello serratissimo che si conclude con uno spettacolare sorpasso, mentre davanti…

5. Gran Premio di Monaco 1996

Uno dei classici GP dove succede di tutto, quello di Monaco del 1996 è tra le più famose gare ad eliminazione della storia della F1. Le abbastanza travagliate qualifiche vedono Michael Schumacher prendere la pole position davanti a Damon Hill e a Jean Alesi.

Prima della gara della domenica un violento acquazzone cade su Monaco bagnando la pista. Al via Schumacher scatta male per una gestione sbagliata della frizione elettronica, mentre più indietro ci sono i primi contatti che causano il ritiro di Jos Verstappen e delle due Minardi. Dopo poche curve Schumacher va a sbattere dopo essere scivolato su un cordolo, mentre anche Barrichello va fuori alla Rascasse. Col passare dei giri Hill aumenta il suo distacco mentre Berger si ritira per problemi al cambio. Successivamente Frentzen tampona Irvine compromettendo la sua gara. Intanto si ritirano altri piloti, e la lista di quelli ancora in gara si restringe, pur con la pista che si sta asciugando. Olivier Panis, invece, ha un buon ritmo e al 35° giro passa Irvine per il podio, mandandolo però a sbattere ma senza conseguenze.

Al 40° giro si rompe il motore di Hill, che deve ritirarsi, così come Villeneuve e Badoer che si toccano. Anche Alesi deve ritirarsi per problemi meccanici. Intanto Panis conduce la gara davanti a Coulthard. A pochi giri dalla fine Irvine va in testacoda e viene centrato da Salo e Hakkinen causando il ritiro di tutti e tre i piloti e lasciandone solo 4 in pista a 5 giri dalla fine.

4. Gran Premio d’Europa 1997

Il Gran Premio d’Europa, a Jerez de la Frontera, ospita l’ultimo atto del mondiale 1997, conteso da Michael Schumacher e Jacques Villeneuve a un punto di distacco dal ferrarista. In qualifica, ben tre piloti fanno segnare lo stesso tempo di 1’21.072, Schumacher, Villeneuve e Frentzen. Villeneuve si prende la pole per aver compiuto per primo il giro che l’ha portato a far segnare quel tempo. 2° Schumacher e 3° Frentzen.

Al via Schumacher prende il comando della gara, mentre Frentzen, che non ne ha per stargli attaccato, cede il passo al compagno di squadra Villeneuve, che recupera dopo una partenza non brillantissima per mettersi stabilmente a 5 secondi dal tedesco della Ferrari. Dopo la prima sosta entrambi finiscono dietro Frentzen e Villeneuve si avvicina pericolosamente a Michael, tentando l’attacco ma finendo nella sabbia perdendo contatto. Col passare dei giri il canadese recupera e si mette a tre secondi da Schumacher.

Dopo la seconda sosta la situazione rimane invariata, con Villeneuve che però recupera arrivando a tallonare il rivale. Al 47° giro alla Dry Sack il canadese tenta il sorpasso ma l’avversario gli chiude la traiettoria. I due si toccano e Schumacher finisce nella ghiaia.

Il resto, è da vedere!

3. Gran Premio del Brasile 1991

Ayrton Senna insegue oramai da tanto tempo la prima vittoria sul circuito di casa. L’asso brasiliano, arriva all’edizione del 1991 carico e in qualifica si prende la pole position davanti alle Williams di Riccardo Patrese e Nigel Mansell.

Al via della gara gara Senna tiene il comando della corsa e in un primo momento guadagna sugli inseguitori, salvo poi cominciando a perdere nei confronti di Mansell. Al primo giro di pit-stop, però, l’inglese ha qualche problema e rientra in quarta posizione, mentre il brasiliano rimane in testa. Con la sosta di Patrese e Alesi, Mansell si ritrova dietro ad Ayrton di 7 secondi e comincia a recuperare, ma viene forzato ad un secondo pit a causa di una foratura.

Al 60° giro, comincia a succedere di tutto. Senna perde la quarta marcia del cambio e inizia a perdere tempo. Un’occasione ghiotta per Mansell, non fosse che anche il cambio della sua FW14 fa i capricci, costringendolo a fermarsi. Più passano i giri, più Senna è in difficoltà, visto che via via perde tutte le marce ad eccezione della sesta. Il brasiliano è in grossa difficoltà soprattutto nelle curve lente, e Patrese si avvicina sempre più minaccioso…

2. Gran Premio del Belgio 1998

Tutto regolare fino a questo momento”…o forse no? Il Gran Premio del Belgio del 1998 è forse uno dei più iconici della storia del mondiale. Al sabato è Mika Hakkinen a prendersi la partenza dal palo, seguito a poco più di un decimo dal compagno David Coulthard e da un buonissimo Damon Hill sulla Jordan-Mugen-Honda. Michael Schumacher è solo 4°.

La domenica comincia a piovere, ma nonostante ciò viene deciso di partire senza Safety Car. Al via non sembra esserci alcun problema, se non che Coulthard, sceso in 4a posizione dopo la Source, perde la vettura e va a schiantarsi contro il muro dei vecchi box, rimbalzando in mezzo alla pista. Passano indenni Fisichella, Ralf Schumacher, Frentzen, Alesi e Tuero mentre gli altri finiscono uno contro l’altro, inondando in pochi secondi la pista di rottami. Dopo l’inevitabile bandiera rossa, si riparte con quattro vetture in meno, mentre il resto dei piloti riesce a ritornare in pista con i muletti, compreso Coulthard.

Alla ripartenza le McLaren partono male e Hakkinen viene speronato da Herbert, ritirandosi. Dopo un contatto tra Coulthard e Wurz entra la Safety Car. Ogni giro che passa succede qualcosa, mentre Schumacher si porta in testa ai danni di Hill. Al 25° giro, mentre il tedesco si appresta a doppiare Coulthard, i due si toccano e Michael perde l’anteriore destra. Riesce comunque a tornare ai box ma non per ripartire. Infatti il tedesco deve ritirarsi, ma una volta ai box si dirige verso quello della McLaren, voglioso di dare una bella lezioncina allo scozzese.

Intanto, in pista gli incidenti non si fermano fino a che non rimangono in pista solo otto vetture. A vincere, è un campione del mondo, alla sua ultima affermazione in carriera.

1. Gran Premio d’Europa 1999

Anche il Gran Premio d’Europa del 1999 è uno di quelli raccontati a caratteri cubitali sugli annali della F1. Svoltosi sul circuito del Nürburgring, al sabato vede un inaspettato Heinz-Harald Frentzen prendersi la pole position su un circuito bagnato dalla pioggia ma che si sta progressivamente asciugando. Dietro di lui Coulthard e Hakkinen, mentre le Ferrari sono solo 9a con Irvine e 12a con Mika Salo, in sostituzione di Schumacher.

La prima procedura di partenza viene interrotta da Marc Gené che ha problemi sulla sua Minardi. Al via della corsa la Safety Car deve entrare in pista per un incredibile incidente tra Hill e Diniz, con quest’ultimo che si cappotta ma rimane illeso. Alla ripartenza Fisichella e Irvine, in 5a e 6a posizione ingaggiano un lungo duello che termina al 17° giro in favore del ferrarista. Intorno al 20° giro comincia a piovigginare e nel trambusto generale Irvine rientra optando prima per le coperture da bagnato e poi per quelle da asciutto, mandando in confusione i meccanici Ferrari che perdono la posteriore destra, obbligando il britannico ad un lungo pit-stop. La pioggia cala di intensità e chi si è fermato per montare gomme da bagnato deve rientrare nuovamente.

Al 32° giro Frentzen, comodamente in testa, è costretto al ritiro per noie meccaniche. Coulthard eredita la testa della corsa mentre inizia un secondo scroscio di pioggia, inducendolo d un errore che lo vede ritirarsi. Passa in testa Ralf Schumacher che poco dopo cede il passo a Fisichella. L’italiano però deve ritirarsi al 49° giro per testacoda, dando indietro la leadership della gara a Ralf, che però il giro successivo fora.

Passa in testa Johnny Herbert con la Stewart, mentre 4° è un sorprendente Luca Badoer su Minardi. Il sogno di Badoer però si infrange per problemi al cambio. Negli ultimi 5 giri non c’è pace, e il trambusto si protrae fino a fine corsa, che vede vincere un pilota inaspettato.

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