François Cevert e la tragica profezia

François Cevert e la tragica profezia

15 Gennaio 2023 0 Di Martina La Camera

Dall’amore per le corse all’amicizia con Jackie Stewart, lo splendente destino di François Cevert all’ombra di una tremenda profezia.

François Cevert, poi noto come “François il Magnifico”, ha tutto nella vita. È figlio di un gioielliere, di famiglia benestante, frequenta le migliori scuole e studia pianoforte in conservatorio. Inoltre è dotato di una bellezza disarmante, grazie a quegli occhi blu che sembra abbiano fatto capitolare ai suoi piedi anche Brigitte Bardot.

Ma tutto questo pare non bastargli: la sua vita è destinata ad altro. Contro il volere del padre che lo voleva musicista, inizia a partecipare a gare motociclistiche. L’amore per le corse prende, allora, il sopravvento anche grazie a Jean-Pierre Beltoise, motociclista e più tardi pilota di Formula 1, e alla sua bellissima e storica fidanzata ‘Nanou’, al secolo Anne Van Malderen. Entrambi vedono in lui un pilota talentuoso e lo esortano a proseguire la carriera nel motorsport, con buona pace del padre.

Dopo essersi iscritto alla scuola di pilotaggio di Le Mans, nonostante non abbia mai gareggiato con delle macchine, riesce a superare brillantemente i corsi e accedere al Volant Shell, una competizione che riuniva i migliori talenti di Francia. Cevert è così avviato su una strada che sembra scritta, come se il destino lo chiamasse a sé.

Cevert e il motorsport

Nel 1966 vince sorprendentemente il Volant Shell che gli consentirà di essere sponsorizzato per una stagione nella F3 francese dalla Alpine-Renault. Con Alpine non ottiene risultati eclatanti vista la scarsa competitività della vettura, ma l’anno seguente con la Tecno vince il titolo nazionale.

François Cevert controsterza con la sua Tecno 68 Formula 3 Ford, a Rouen, Francia, 1968

Entra quindi in F2. Dopo il primo anno con Tecno, nel 1970 sta correndo con Matra quando inaspettatamente, come se il destino lo chiamasse, arriva una telefonata da Ken Tyrrell per sostituire l’uscente Servoz-Gavin in Formula 1. La scelta ricade su Cevert, dopo che il campione Jackie Stewart era rimasto impressionato dalle doti del pilota francese durante XVIII London Trophy di Formula 2, a cui avevano partecipato entrambi quell’anno.

Questo sarà l’inizio di una profonda amicizia che legherà fortemente i due, con Stewart “maestro” sempre prodigo di consigli nei confronti dell’ancora acerbo ma talentuoso suo pupillo.

Gli anni in F1

Nel 1971 nessuno sembra poter contrastare la Tyrrell, ma mentre Jackie Stewart colleziona successi, l’avvio di stagione di Cevert non è dei migliori. François nelle prime quattro gare ottiene solo un settimo posto in Spagna e ben tre ritiri, ma la storia è destinata a cambiare. Nel Gran Premio di Francia la Tyrrell conquista una splendida doppietta, un secondo posto per Cevert poi replicato al Nürburgring. In Austria entrambe le Tyrrell sono costrette al ritiro ma ormai per il Mondiale è cosa fatta. Jackie Stewart e la Tyrrell sono campioni, Cevert può concludere la stagione spensierato. Dopo un altro podio a Monza, ecco l’occasione che aspettava.

Al Gran Premio degli Stati Uniti, sul circuito di Watkins Glen, Stewart è in testa alla corsa ma decide di cedere la posizione al compagno di squadra. Quella sarà la prima e unica vittoria della breve ma intensa carriera di Cevert in Formula 1. Con questo successo François conclude la stagione al terzo posto nella Classifica Piloti.

Prima vittoria di Francois Cevert al Gran Premio Stati Uniti, Watkins Glen

L’anno seguente la Tyrrell deve fare i conti con un’altra squadra determinata ad aggiudicarsi il titolo. La Lotus di Emerson Fittipaldi si fa strada un successo dopo l’altro. Mentre Stewart ottiene qualche vittoria, Cevert è costretto al ritiro frequentemente. Il francese conclude la stagione in sesta posizione, salendo sul podio solo in due occasioni. La Lotus conquista il Mondiale Costruttori e Piloti con Emerson, mentre Tyrrell e Stewart arrivano secondi.

L’unico risultato rilevante per la stagione di Cevert sarà il secondo posto a Le Mans, in coppia con il pilota neozelandese Howden Ganley.

Il 1973

Nel 1973 si prospetta ancora una battaglia tra Tyrrell e Lotus. La coppia Stewart – Cevert va forte, con Stewart contrapposto a Emerson e Cevert alle costole di Peterson. Stewart è determinato a conquistare il titolo e avverte Ken Tyrrell che a fine stagione lascerà definitivamente la Formula 1. Lo scozzese è certo che il suo pupillo Cevert, a cui è legato più che mai, sia ormai pronto a prendere il suo posto come capo squadra.

Quella che si avvia come una buona stagione per Cevert sembra possa essere la migliore della sua carriera. Sale sul podio numerose volte e sembra che la conquista del terzo posto, nello scontro con Peterson, sia cosa fatta. In Germania una doppietta Tyrrell incorona ancora una volta la squadra e Stewart Campioni e rilancia Cevert nella battaglia per il secondo posto. Il ritiro prima in Austria, poi in Canada però sembrano poterglielo impedire.

Una tragica profezia

L’ultima gara del campionato deciderà chi sarà vicecampione. Il destino sembra dalla parte di Francois, ancora una volta. Ma la tragedia è dietro l’angolo.

Prima delle qualifiche, Ken Tyrrell lo sente colloquiare con Stewart riguardo come affrontare le “esse”, con lo scozzese che gli raccomanda prudenza.

Francois Cevert parla con Jackie Stewart

Come un moderno Icaro, però, Cevert è determinato alla conquista della Pole Position sul circuito americano, sul quale aveva vinto, e non presta attenzione alle parole di Stewart. Sicuro che quella giornata rappresenterà il compimento di un grande traguardo, dice al suo capo meccanico «Oggi è il 6 ottobre, il numero del telaio è lo 006, il motore è targato 006 e ho il numero 6. È per forza il mio giorno!».

Arrivato alle “esse” la vettura di “François il Magnifico” si schianta contro le barriere metalliche ad una velocità incredibile. La monoposto si spezza e si capovolge finendo sul guardrail opposto della pista.

Arrivano piloti e soccorsi sulla scena, ma per il povero Cevert, ventinovenne, è chiaro che non ci sia più nulla da fare.   

In un attimo tornano alle mente della bella ‘Nanou’ le parole di quella veggente che pochi anni prima, osservando una foto di Cevert, aveva affermato: «Non arriverà a 30 anni». Quando lo aveva raccontato a François, lui le aveva risposto che per allora sarebbe stato Campione del Mondo e avrebbe accettato la morte gloriosa all’apice del successo.

Ma in quel momento il suo corpo straziato dalle lamiere non aveva più alcunché di glorioso.

Nessuno avrebbe più rivisto quegli occhi da favola.

Stewart, distrutto, abbandona la F1 prima dell’ultima gara, la centesima della carriera.

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