Hyundai torna sul gradino più alto del podio e porta a casa la prima vittoria dell’anno. Disastro su tutti i fronti, invece, per M-Sport.
Finalmente, al 6° round del WRC, in Sardegna, dove la sfida è stata ancora più dura degli anni precedenti. L’acqua ha reso le prove speciali un misto di Messico e Kenya, rivelandosi durissime da passare completamente indenni. Hyundai torna a vincere e lo fa con una bella prova di forza, soprattutto di Thierry Neuville che si rilancia per il titolo piloti. Toyota ha raccolto meno di ciò che probabilmente si aspettavano, mentre disastro totale per M-Sport.
Vediamo tutto nel Post-Rally!
Hyundai: Finalmente Neuville! E che Lappi…

Non possiamo non partire dai vincitori, ovvero da Hyundai. In un Rally di Sardegna ancora più ostico del solito, i coreani portano a casa una doppietta che è ossigeno per un team che durante questi mesi di sicuro non se l’è passata benissimo. Infatti, tra l’arrivo di Cyril Abiteboul dopo l’anno di transizione del post-Adamo e la tragedia di Craig Breen, non sono stati mesi facili quelli per il team di Alzenau.
La Sardegna, però, è e deve essere un nuovo punto di partenza che ha un nome ben preciso: Thierry Neuville. Il belga, fino a ieri, era l’unico dei top driver a secco in questo 2023 e il rally sardo era l’ultima chiamata per la corsa al titolo, che gli stava lentamente sfuggendo di mano. Conscio che bisognava ribaltare la situazione, Thierry non si è perso d’animo e in Sardegna ha fatto il Neuville.
Nonostante qualche bisticcio di troppo con la i20 N Rally1, Thierry ha portato a casa un buon venerdì dove non è stato distante da Sébastien Ogier ed Esapekka Lappi. Il sabato, che invece è la sua specialità, ha messo a referto 5 vittorie di prova su 8 e conquistato la leadership del rally mostrando una gran velocità e poca attitudine all’errore. La domenica, poi, ha gestito bene il vantaggio e portato a casa una vittoria da pilota navigato quale lui è. Non ha sbagliato quasi nulla e la vittoria è super meritata!

Dietro a Neuville è arrivato Esapekka Lappi. Partito un po’ in sordina e con qualche errore di troppo, “Pekka” ha centrato il terzo podio di fila in Hyundai e si sta confermando su ottimi livelli. Il finlandese sta pian piano completando il periodo di adattamento alla nuova vettura, e sta mostrando una gran velocità, capace di impensierire più volte piloti come Ogier, com’è successo in Messico.
Anche qui i due hanno dato spettacolo al venerdì e per buona parte del sabato, ma poi l’errore del francese, la velocità di Neuville e un probabile ordine di scuderia hanno messo fine ad una lotta che stava entusiasmando tutti. Considerando le prime battute di gara, il 2° posto è quasi un peccato, ma è anche la garanzia che su sterrato Lappi può giocarsela con tutti. E tra non molto arriveranno rally a lui congeniali come Estonia e Finlandia, dove ha centrato l’unica vittoria in carriera nel 2017.
Se le prime due Hyundai non hanno patito problemi (e qui bisogna fare un plauso all’affidabilità della vettura coreana), lo stesso non si può dire per Dani Sordo. Lo spagnolo non è stato efficace come in Portogallo, e già al venerdì mattina si è complicato la gara con quel ribaltamento che lo ha visto continuare per miracolo. Avrebbe centrato la top 5 se la sua vettura non avesse accusato problemi prima della penultima speciale. Ad ogni modo, non c’è più di tanto da recriminare ad un terzo pilota 40enne di lusso come lui.
Toyota: Rovanperä si salva, Katsuta a due facce

Chi arrivava in Sardegna con grandi aspettative è sicuramente Toyota. I giapponesei non hanno nascosto che l’obiettivo fosse quello fare meglio rispetto all’anno scorso e che questo non fosse il rally nel quale sarebbero stati più forti. Ma le aspettative erano comunque alte, e in parte sono state disattese.
A salvare la baracca ci pensa un’altra volta Kalle Rovanperä. Il finlandese sapeva che non avrebbe lottato per la vittoria, data la posizione di partenza del venerdì, e dunque si è imbarcato in un rally dove è stato intelligente e si è sempre tenuto fuori dai guai. Una prova matura dove Kalle non ha voluto strafare, optando invece per la costanza. L’approccio ha pagato e Rovanperä ha chiuso 3° e, con la vittoria della Power Stage (dove lì sì ha fatto il Kalle) si porta a casa 20 punti, tenendo a distanza Neuville. Anche questo tipo di rally fanno parte del bagaglio di un campione.
4° Elfyn Evans, più per demeriti (e ritiri) altrui che non per meriti dell’inglese. Elfyn non è mai stato veloce, e probabilmente non l’ha mai voluto esserlo. Ma alcune prove speciali non sono state da aspirante campione del mondo, né da uno che giusto 10 anni fa, proprio in Sardegna, esordiva in massima serie. Certo, la sua GR Yaris ha avuto qualche problemino che l’ha fermato, ma non è un alibi sufficiente. Si salva in corner perché, dopotutto, di errori di guida non ne ha fatti. Terminare a più di 5 minuti dalla vetta, però, non gli fa troppo onore.

14° assoluto Sébastien Ogier, che è incappato in uno dei pochi errori che gli abbiamo visto fare in carriera. L’otto volte campione del mondo, nelle prime battute di gara, ha inscenato un’intensa lotta al decimo con Lappi, e soprattutto al venerdì ha fatto l’Ogier, ovvero quel pilota sempre velocissimo che fa la differenza dove altri non riescono a farla, cioè nelle prove lunghe come quella del Monte Lerno. Probabilmente avrebbe vinto il rally, non fosse stato per un piccolo dettaglio che gli ha rovinato tutto.
I problemini al motore del sabato lo hanno costretto a fermarsi in trasferimento su superfici non proprio asciutte, e come lui stesso ha ammesso del fango sulla scarpa sinistra ha fatto sì che il piede gli scivolasse sul freno e causasse l’incidente. Sì, sembra una spiegazione bizzarra, ma l’ha data lui stesso e, per giunta, bisogna credere ad un campionissimo che ha vinto tutto e che non ha certo bisogno di scuse quando sbaglia.
Gara a due facce per Takamoto Katsuta. Il giapponese è stato a tratti molto veloce, e si è portato a casa anche due vittorie in prova speciale. Ma come ha ammesso il team principal Jari-Matti Latvala, “Taka” ha commesso due grandi errori. Il primo il venerdì mattina quando un brutto lungo su un crinale del Monte Lerno ha rischiato di mettere fine anticipatamente alla sua gara, e il secondo quando è entrato troppo esuberante in una pozzanghera rompendo il sistema di raffreddamento della sua vettura. Due brutti errori di valutazione che dovrebbero arrivare da un rookie piuttosto che da lui, ormai da un paio d’anni stabilmente nel mondiale.
M-Sport: Mamma che disastro!

C’è ben poco da salvare da questo Rally di Sardegna per M-Sport. Si salva solo Ott Tänak che nonostante tutto, da campione qual è, ha vinto due speciali e portato a casa 4 punti nella Power Stage. Tutto il resto deve finire al più presto nel dimenticatoio, perché questo weekend è stato ancora più drammatico di quello del Messico.
Il motivo è presto detto: l’affidabilità della Puma. Ora è acclarato che M-Sport ha un serio problema in termini di affidabilità della loro Puma. La vettura è fragilissima, e sistematicamente si rompe qualcosa. È successo in ogni rally fin qui ed è successo di nuovo. Stranamente, il venerdì si è rotto lo sterzo, e stranamente a Pierre-Louis Loubet, che con questa componente sembra proprio avere un rapporto di Odi et amo.
Il francese, con lo sterzo rotto, è finito in un fossato e si è dovuto ritirare anticipatamente, non rientrando nemmeno con la regola del Super Rally, non prima però di aver avuto problemi anche col cambio che non ingranava nessuna marcia e col motore che perdeva colpi ad ogni pozzanghera presa. Lato Tänak, invece, si è rotta la pompa dell’acqua per ammissione dell’estone il venerdì è stato un miracolo arrivare al termine della giornata.

Poi, al sabato, sempre per le pozzanghere, anche il motore di Ott ha cominciato a cedere, per poi farlo rimanere a piedi nel pomeriggio. Una situazione veramente drammatica, amplificata dal brutto errore di Adrien Fourmaux che ha buttato alle ortiche la vittoria in WRC-2 all’ultima speciale. Urge mettere mano velocemente all’affidabilità, perché la macchina è veloce, ma in un rally bisogna arrivare fino alla fine per fare punti e vincere. E la prossima gara è il Safari, non proprio gentilissimo sulla meccanica.
Parlando di piloti, fino a quando ha potuto Loubet ha avuto un gran bel ritmo anche qui in Sardegna, segno che ora il pilota è pronto e che manca solo che passi la nuvola di Fantozzi che si porta dietro addirittura da Monte-Carlo. Tänak, invece, è stato sì a tratti veloce, ma a tratti anche non brillantissimo e come lui stesso ha detto, ancora non riesce a dare ciò che potrebbe dare. Appurato che non si può più aspettare e correre un rally come quello della Svezia, serve che anche Ott ci metta del suo per essere il più veloce possibile.
WRC-2: Che errore di Fourmaux! Sfortuna Solberg

Ennesimo rally competitivo lato WRC-2, che ha visto tanti colpi di scena sin dal primo giorno. Ne è uscito vincitore Andreas Mikkelsen, che è sempre stato veloce e grazie alla sua esperienza non ha commesso nessun errore.
Chi ha toppato, invece, è stato Adrien Fourmaux. Il francese di M-Sport è stato velocissimo fino all’ultima speciale, dove con un brutto errore ha gettato al vento le chances di una prima vittoria in WRC-2 in carriera e la speranza di rilanciarsi per il titolo mondiale. Veramente un duro colpo per lui e per tutto il team, che con una Fiesta Rally2 sicuramente non al pari della nuova Skoda Fabia RS Rally2, stanno facendo i miracoli. Ci vorrà del tempo per digerire questa batosta.
Sul podio anche Teemu Suninen, bravo anche lui ad essere discretamente veloce (pur pagando qualche problema). Forse sente odore di terzo sedile Hyundai in Rally1, fatto sta che è sembrato in ripresa, un buon segnale per la casa coreana lato WRC-2. 3° Kajetan Kajetanowicz, sornione, che come in Messico non ha fatto errori e si è visto ripagare la costanza.
Altra bella prova per Yohan Rossel che allunga nel mondiale, forte del problema che già il venerdì mattina ha tagliato le gambe ad un lanciato Oliver Solberg. Lo svedese stava già mettendo margine tra sé e gli avversari, ma la rottura di una sospensione ha vanificato tutto, e ora rischia di mettere in pericolo anche le ambizioni mondiali. Brutto incidente per Gus Greensmith, che però non faceva segnare punti, mentre torna in top 10 Grégoire Munster, che finalmente ha portato a termine un rally senza errori.
Il Rally

Questa volta bisogna dire qualche parola anche sull’evento in sé, che quest’anno è stato ancora più difficile delle scorse edizioni. Il percorso scelto dagli organizzatori, tra cui l’ex navigatore di Miki Biasion, Tiziano Siviero, ha incluso una grande varietà di tipi di prove speciali, e l’allungamento a 50 Km della prova del Monte Lerno è risultato in una sfida avvincente che ha dato ancora più pepe ad un evento sempre entusiasmante. La pioggia poi ha aggiunto un altro scoglio da superare, creando molte pozzanghere e guadi che hanno elevato il livello di difficoltà del rally al massimo, quasi fosse un Safari.
Ultimo plauso alle gomme Pirelli, che questo weekend si sono comportate bene e non si è vista alcuna foratura degna di nota, se non quella di Lappi che però non ha avuto conseguenze. Finalmente un evento dove non c’è stato modo di criticare gli pneumatici e dove le forature non hanno condizionato il risultato. Così deve essere!
Seguici sui canali social!
Sei un grande appassionato del WRC o della Formula 1? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

