Nico Muller ha parlato della dinamica del suo spaventoso incidente durante la gara di Portland, spiegando cosa ha portato all’impatto di 27G.
Durante l’E-Prix di Portland, al 10° giro di gara, Nico Muller è andato a sbattere violentemente contro le barriere di curva 8, andando dritto verso il muro e schiantandosi, creando un impatto di 27G. La conseguenza è stata ovvia: ovvero l’uscita della safety car in pista. In un suo tweet lo svizzero della ABT Cupra ha spiegato le cause dell’incidente.
Le parole di Muller
“Questo è stato il mio primo grande incidente dopo tanto tempo” ha esordito Nico. “La mia stessa ala è diventata uno skateboard. Una parte dell’ala è finita sotto la macchina facendomi perdere il controllo e mi sono schiantato. Sono dispiaciuto per tutta la squadra, per fortuna sto bene”.
Queste le parole di Nico riportate in un suo tweet dopo la gara, che ha lasciato tanta amarezza ma anche tanta paura nello svizzero, che ha poi aggiunto: “Per tutto il weekend siamo andati forte, ma ciò che resta è una macchina distrutta ed un sacco di lavoro per i ragazzi. Senza l’incidente avrei potuto lottare per la zona punti”.

I sospetti verso i problemi ai freni
Inizialmente in radio Muller ha lamentato un problema ai freni, un problema avvenuto in modo abbastanza ricorrente durante il weekend per le macchine motorizzate Mahindra. Infatti le 2 vetture di Di Grassi e Mehri hanno ripetutamente bloccato le ruote finendo dritti sull’erba durante le prove libere, fortunatamente riuscendo a tornare in pista senza problemi.
Subito dopo l’incidente Daniel Abt, ex pilota di Formula E ha tuonato contro gli sviluppatori del software che controlla la vettura, in una trasmissione della TV tedesca ProSieben. Il tedesco è stato molto diretto nelle sue dichiarazioni, dicendo: “Davvero incredibile, dovresti chiedere subito un risarcimento a coloro che sviluppano il software di queste vetture. Loro sanno di cosa parlo, è accaduto già un sacco di volte”.

“Non puoi mettere la salute e la sicurezza dei piloti in mano a delle persone che non riescono a fare il proprio lavoro nella giusta maniera. Non ha senso”.
Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

