Il francese ha ripercorso il suo 1° anno alla guida della Ferrari: dopo un inizio difficile, la squadra ha avuto una buona reazione.
Nessuno nel mondo dell’automobilismo non ha desiderato, almeno una volta, di arrivare a un certo punto della sua carriera in Ferrari. Questo è innegabile: “Everybody is a Ferrari fan” diceva un certo Sebastian Vettel. Ma è risaputo che chi indossa la casacca rossa su cui è cucito lo stemma col cavallino di Baracca deve fare i conti con un’enorme pressione mediatica, che è superiore a quella che avrebbe se operasse in un’altra squadra e che va a compensare il grande prestigio di cui gode. Frederic Vasseur, che ha preso le redini della Scuderia lo scorso dicembre, non si è però fatto schiacciare dalle avversità e ha gestito bene il suo 1° anno a Maranello. Infatti, il bilancio del francese è certamente positivo.
L’inizio di stagione è stato molto difficile e deludente, figlio anche degli ultimi disastri della dirigenza di Binotto. Con aggiornamenti continui ed efficienti si è però riusciti a migliorare la situazione del Cavallino, conducendolo addirittura alla vittoria nel GP di Singapore, l’unica nell’anno del dominio più schiacciante nella storia della F1. Il finale è stato in crescendo e ci sono diversi lati positivi, come il maggior equilibrio della SF-23 nelle varie condizioni e le ottime performance di Leclerc. Non è da sottovalutare nemmeno il fatto che la Rossa sia progredita e cresciuta nel corso dell’anno, considerando che solitamente, in particolare nel 2018 e nel 2022, tendeva a peggiorare, specie dopo la pausa estiva. Chiaramente c’è ancora qualcosa da migliorare, come le strategie (insensata quella di Sainz ad Abu Dhabi) e l’affidabilità (si pensi allo sfortunato problema sofferto dal #16 in Brasile), ma la strada intrapresa sembra quella giusta.

Anche lo stesso Vasseur ha riflettuto sul suo 1° anno da Team Principal della Ferrari. “Abbiamo sofferto all’inizio, forse perché le aspettative erano un po’ troppo alte. Poi abbiamo avuto un buon recupero. Se guardiamo le ultime 7-8 gare, siamo stati in pole o in prima fila ed è un bel passo avanti. Ora però dobbiamo colmare il gap con la Red Bull. Loro sono davanti e noi abbiamo tanto lavoro da fare, ma è una buona motivazione per tutti per fare passi avanti. Ci si fissa un obiettivo e a un certo punto dell’anno era palese che il campionato fosse della Red Bull.” ha dichiarato il francese.
Il 55enne ha poi rivelato un retroscena sul difficile inizio di stagione, al quale c’è stata una buona reazione collettiva: “Fin dal Bahrain abbiamo capito che sarebbe stata dura, Charles era rimasto piuttosto scioccato dopo il lavoro al simulatore prima del Bahrain. Il lato positivo è stata la reazione del team, con calma abbiamo affrontato il problema e passo dopo passo siamo riusciti a reagire. Abbiamo vissuto dei momenti difficili perché a metà stagione eravamo a 60-70 punti dalla Mercedes, ma siamo tornati. I due piloti hanno fatto un ottimo lavoro e c’è stato un bellissimo spirito di emulazione tra loro all’interno del team. Questo è incoraggiante per l’anno prossimo.”
“Ricordo che dopo Silverstone alcuni commenti ci indirizzavano sulla lotta al 5° posto.” – ha continuato il manager di Draveil – “Il nostro focus è però sempre stato sulla Mercedes e sulla lotta per il secondo posto. Abbiamo avuto una seconda parte di stagione molto buona. Il 2024 sarà il mio primo vero anno? Onestamente, la dinamica che stiamo vedendo in questo momento è molto incoraggiante ed è la motivazione migliore. L’ultima parte dell’anno è stata piuttosto impegnativa per tutti, ma in hospitality tutti hanno il sorriso e questa è la migliore sensazione.”

Vasseur ha infine accennato al 2024: “Nella prossima stagione il progetto tecnico non sarà stravolto. Andranno però curati meglio tanti dettagli. Poter concludere lottando con la Red Bull è positivo. La Red Bull sta facendo un lavoro migliore sotto tanti aspetti. Noi, invece, abbiamo perso qualcosa dal punto di vista dell’affidabilità, della gestione degli impeding e di altre cose. Se ci concentriamo solo su un aspetto non andremo avanti, noi dobbiamo migliorare in tutti i dettagli. Abbiamo fatto dei passi avanti in questo finale di campionato, quindi manterremo la stessa mentalità e lo stesso approccio per la prossima stagione. Sono convinto che saremo ancora più motivati e passo dopo passo cureremo tutti i dettagli necessari per vincere. Abbiamo vissuto momenti difficili, come a Miami o a Zandvoort. Tuttavia, alla fine della stagione abbiamo fatto più punti di tutti, esclusa la Red Bull, dimostrando di fare bene e poter rimontare.”
A questo punto in casa Ferrari bisogna fare un reset e rivolgere subito le proprie attenzioni al futuro: il 2024 è già dietro l’angolo. Il 2023 è stato di fatto un anno di transizione e il giudizio dell’operato di Vasseur è influenzato dal fatto che la SF-23 sia figlia dello staff di Binotto. Il francese ha però attuato una grande rivoluzione all’interno del team, creandosi una rete di persone fidate, responsabili e capaci. I primi frutti della sua gestione potranno essere colti nel prossimo anno. L’obiettivo per il 2024 sarebbe lottare costantemente per le vittorie, in modo da combattere per il titolo nel 2025. Il processo di cambiamento sarà lento, come è stato altrettanto anche quello effettuato da Jean Todt 25 anni fa. I tifosi non possono che dare fiducia al loro Team Principal, tenendo a mente che “Roma non è stata costruita in un giorno”.
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