L’olandese ha rivelato che la sua strategia di gara è stata studiata appositamente per raggiungere l’obiettivo dei 1000 giri in testa.
L’annata 2023, conclusasi di recente con la vittoria di Verstappen ad Abu Dhabi, passerà sicuramente alla storia come una delle più dominate della storia di F1. Infatti, il #1 e Red Bull hanno a dir poco monopolizzato il campionato, mettendo a segno record su record. Tra questi spiccano quello del maggior numero di vittorie in una stagione (19, su 22 gare) e quello del maggior numero di vittorie consecutive (10, da Miami a Monza). Un altro primato a cui aspirava l’olandese è quello del maggior numero di giri percorsi in testa. In verità il 26enne lo aveva già conquistato alcune gare fa, ma ad Abu Dhabi aveva la possibilità di raggiungere un numero tondo: lì poteva superare quota 1000 giri (nel totale rientrano anche quelli delle Sprint Race).

Prima della tappa a Yas Marina aveva totalizzato 951 tornate al comando. Gliene servivano perciò 49 per completare quello che era diventato a tutti gli effetti un obiettivo. Difatti, come rivelato dallo stesso Verstappen dopo il GP, la sua strategia di gara è stata “sacrificata” e studiata appositamente per permettergli di arrivare a 1000 giri in testa. “Sapevamo che i 1000 giri in testa erano una possibilità concreta ed erano in programma prima della gara. Dal punto di vista ingegneristico, con la strategia, volevamo cercare di pianificare il tutto in modo che non dovessi rientrare ai box troppo presto. Nel primo stint non sapevo cosa aspettarmi, perché non avevo fatto un long run. Quindi, probabilmente, all’inizio sono andato un po’ troppo piano, ma credo sia stato meglio che cercare di spingere troppo e rischiare di distruggere le gomme.”
“L’idea era di aspettare che gli altri si fermassero. Naturalmente, per cercare di raggiungere questo obiettivo, forse non abbiamo studiato la strategia più veloce. Ma io volevo rimanere in testa, ovviamente per fare più giri al comando. Anche GP (Gianpiero Lambiase, il suo ingegnere di pista) ne era chiaramente consapevole, quindi volevo essere sicuri che non mi fermassero ai box troppo presto. Le gomme erano comunque buone. Non erano fantastiche, ma a quel punto erano comunque okay quindi abbiamo continuato ad allungare.” ha spiegato Verstappen, che alla fine è comunque riuscito nel suo intento, arrivando a chiudere 1003 giri al comando nel 2023.

Il 3 volte campione del mondo ha dunque affermato che il record dei 1000 giri in testa, che i membri del team avevano codificato come “Mission A”, era uno degli intenti della sua corsa e che quindi si è fatto tutto ad hoc per raggiungerlo. Pertanto, in Red Bull non hanno optato per la strategia più veloce, ma per quella che gli consentisse di rimanere al comando del GP il più a lungo possibile. A tale proposito l’olandese ha chiesto al suo muretto di dare la priorità per la sosta, che generalmente spetta al pilota davanti, a Perez. Inoltre, non bisogna meravigliarsi del fatto che nel 1° stint sulle medie il #1 non sia andato in fuga sugli inseguitori: per sua stessa ammissione, si è infatti concentrato sulla gestione delle gomme, forse eccessiva nei primi giri.
Ciò dimostra ulteriormente lo strapotere di Verstappen, in perfetta sintonia con la sua vettura. Nel 2024 l’olandese e la Red Bull partiranno senza dubbio come favoriti. Bisogna infatti considerare anche che la RB19 non viene sviluppata da metà stagione, quando si è deciso di investire tutte le risorse sulla sua erede. A ogni modo, è ancora presto per predire i valori in campo per il prossimo campionato. Servirà aspettare la 1° gara per avere delle informazioni attendibili.
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