image 23

Come sarebbe andato il mondiale 2023 senza Red Bull? /3

Posted by

Come sarebbe andato il mondiale senza le Red Bull dominatrici? Scopriamo chi avrebbe vinto il campionato nell’ultima parte!

La lotta mondiale è più viva che mai, con Hamilton e Alonso che si sfidano per il titolo come ai vecchi tempi, con Ferrari e McLaren alla finestra. Dopo le grandi emozioni di Monza, con Sainz trionfante davanti a Leclerc, il Circus si sposta a Singapore, prima di tappa di un lungo swing asiatico.

Il circuito cittadino sembra adattarsi piuttosto bene alla Ferrari, molto efficace in tracciati “stop and go”. L’uomo del momento è Carlos Sainz, che ha tenuto a galla la Ferrari nei momenti difficili (Zandvoort) e l’ha trascinata al momento migliore della stagione, ossia Monza. Lo spagnolo si presenta carichissimo sin dalle prove libere, e le qualifiche lo premiano: Sainz firma la pole position, con Russell e Leclerc che seguono a meno di un decimo. P5 per Hamilton, marcato da Alonso (settimo). La gara inizia con tutti i piloti in gestione massima, con Sainz che comanda il gruppo seguito da Leclerc, che ha avuto la meglio su Russell al via. Come spesso accade in circuiti cittadini, sono i pit stop e le strategie a fare la differenza.

La Ferrari, che ha in mano la situazione con entrambe le vetture al comando, vede i suoi piani rovinati da Tsunoda, che causa una Safety Car nel 21° giro. È il momento giusto per rientrare per tutti, e la scuderia di Maranello è di fatto costretta a sacrificare Leclerc effettuando un doppio pit stop. Quando viene esposta la bandiera verde, la classifica recita: Sainz, Russell, Norris, Leclerc, Hamilton, Alonso. Il ritmo imposto alla gara da Sainz è tutt’altro che irresistibile, e nel corso del giro 45 (sfruttando l’occasione di una VSC) il muretto rischia il tutto per tutto, richiamando ai box sia Hamilton che Russell. L’idea è quella di sfruttare gomme molto più fresche per chiudere il gap con il gruppo di testa a prendersi la doppietta.

La strategia improvvisata sembra funzionare. Russell ed Hamilton fanno segnare tempi record, con George che è leggermente più lento. Ma i giri sono contati e Lewis è troppo lontano, non c’è tempo per un ordine di scuderia. La coppia Mercedes fa un sol boccone di Leclerc in crisi di gomme. Nel mentre Sainz e Norris fanno il conto alla rovescia alla bandiera a scacchi, sperando che i giri passino in fretta. Ma c’è poco da fare: il ritmo di Russell è troppo veloce, l’inglese arriva negli scarichi di Norris.
Sebbene a Singapore superare sia una chimera, la differenza di ritmo è troppa. Sainz sembra spacciato, ma non ha intenzione di mollare la vittoria. Con una lucidità impressionante, lascia avvicinare Norris al di sotto del secondo, offrendogli DRS. Lando non ha il ritmo per rendersi pericoloso, e l’ala mobile può essere un fondamentale aiuto per difendersi dalle Mercedes. Passa un giro, poi due: sembra funzionare. Al giro 59 Russell affianca lo stesso Norris, che però tira la staccata e mantiene la posizione. Sospirano i tifosi Ferrari, ma c’è ancora un problema.

Nel difendersi, il pilota McLaren ha perso il DRS. Sainz viene avvertito e rallenta. Sta rischiando, ma deve farlo se vuole vincere. La difesa estrema funziona, nell’ultimo giro Russell è ancora in terza posizione, quando sfiora il muro nel settore centrale: la sospensione cede, l’inglese finisce nelle barriere lasciando involontariamente il podio ad Hamilton. Sainz porta quindi a casa la seconda vittoria consecutiva in maniera incredibile, seguito da Norris, Hamilton e Leclerc. Disastro in casa Aston Martin, con Alonso che non va oltre la P13. Ancora una volta, molto bene Lawson, addirittura settimo al traguardo. La nuova classifica: Alonso 259, Hamilton 246, Sainz 203, Leclerc 181, Russell 157, Norris 142.

Come sarebbe andato il mondiale 2023 senza Red Bull? /3

In Giappone, arriva l’ultimo pacchetto di aggiornamenti Ferrari, alla disperata ricerca di una rimonta mondiale (sia piloti che costruttori) che non appare più così impossibile. Le novità, ad ogni modo, non bastano per contenere le due McLaren, in prima fila con Piastri e Norris. Anche la gara è un assolo delle due vetture di Woking, con il team favorisce Norris (nettamente più veloce) nella strategia permettendogli di salire al comando della gara senza rischi.
Dietro, infuoca la lotta tra Mercedes e Ferrari, mentre Alonso deve fare da spettatore a bordo di un’Aston di colpo crollata a quarta forza. Russell tenta una strategia ad un sosta puntando al podio, ma Leclerc se lo prende di forza con un capolavoro in Curva 1. Nel frattempo, Mercedes pasticcia ordinando a Russell di far passare Hamilton, mettendo così Lewis in pericolo nella battaglia contro Sainz. Ad ogni modo, il 7 volte campione del mondo si salva, guadagnando preziosi. La classifica del mondiale recita: Alonso 265, Hamilton 258, Sainz 213, Leclerc 196, Norris 167, Russell 165.

Il Qatar potrebbe essere la pista giusta per il sorpasso in classifica. Alonso e Aston sono sempre più in difficoltà, mentre Hamilton e Mercedes potrebbero trarre vantaggio dal layout del tracciato. Ma nella notte del Qatar arriva lo squillo del terzo incomodo: Oscar Piastri. L’australiano domina il sabato, primeggiando sia nella Shootout che nella Sprint Race, davanti a Norris, Russell ed Hamilton, mentre arrancano le due Ferrari e Alonso (7°). La gara però, sembra un’altra storia. Le Mercedes scattano in prima fila grazie all’ottima qualifica di venerdì sera, con Russell davani ad Hamilton. Attardati Piastri (5°) e Norris (9° a causa di un errore).
Già prima della gara succede di tutto. La Federazione obbliga le squadre a fermarsi al massimo dopo 20 giri, costringendo di fatto tutti ad una strategia a 3 soste. Nel frattempo, Sainz è costretto al ritiro ancor prima della partenza: un brutto colpo in chiave classifica per Ferrari e lo spagnolo. Alla prima curva, però, il vero colpo di scena. Hamilton, partito meglio del compagno di squadra, lo attacca dall’esterno, stringendo però troppo la traiettoria. Le due Mercedes si toccano: Hamilton (colpevole, come ammetterà lui stesso a fine gara) finisce nella ghiaia ed è costretto al ritiro, mentre Russell rientra ultimo. Dramma sportivo in casa Mercedes, con Hamilton che sembrava avere il passo per vincere. La leadership passa nelle mani di Piastri, che comanda su Alonso e Leclerc. Nel corso del sesto giro, arriva un rarissimo errore di Alonso, che finisce lungo e perde una posizione preziosa su Leclerc.
La notte qatariota ha messo alle corde i due sfidanti per il titolo, ma non il rookie Piastri, che continua indisturbato la sua corsa trionfante. Oscar vince la sua prima gara in carriera, nonostante la pressione finale di Norris, che completa la doppietta McLaren. Chiude il podio addirittura George Russell, che rimonta furiosamente quasi tutta la griglia. Seguono Leclerc e Alonso, che ringrazia per il regalo di natale anticipato. Questa la nuova classifica: Alonso 277, Hamilton 263, Sainz 217, Leclerc 208, Russell 186, Norris 185.

Come sarebbe andato il mondiale 2023 senza Red Bull? /3

La sfida mondiale si sposta negli USA, precisamente ad Austin. Feudo di Hamilton e della Mercedes, Lewis si riscatta dall’errore del Qatar dominando la Sprint Race, mentre Alonso non riesce neppure a rientrare tra i primi 8. Chiudono il podio Leclerc e Norris, pronti a dare battaglia alla domenica. Ancora una volta, colpo di scena prima della gara: Aston Martin, in un tentativo disperato di recuperare competitività, rompe il parco chiuso. Sia Alonso che Stroll scatteranno dalla pit lane. Tutto sembra apparecchiato per Hamilton, che di fatto vince la gara dopo una battaglia con Norris, che precede Sainz. In difficoltà Leclerc, condizionato da una strategia sbagliata dalla Ferrari. Nulla da fare per Alonso, costretto al ritiro dopo una rimonta che lo aveva portato ad una P7 quasi insperata dopo la Sprint Race.
Hamilton e Mercedes si prendono quindi la vetta della classifica, ma poche ore dopo la gara arriva la sorpresa. La FIA, che effettua sempre controlli a campione sull’altezza del fondo da terra delle vetture ha colto in fallo Charles Leclerc e Lewis Hamilton, che vengono immediatamente squalificati! La vittoria passa quindi a Norris, ringrazia Sargeant al suo miglior risultato (P8). Ma la botta sul mondiale è terribile per Mercedes, che torna ad inseguire: Alonso 277, Hamilton 271, Sainz 240, Norris 216, Leclerc 215, Russell 204.

Con 4 gare al termine, la lotta al titolo è ancora aperta, anche se l’inerzia sembra passata dalla parte della Mercedes. In Messico la prima fila cade nelle mani di Leclerc e Sainz, che precedono un sorprendente Ricciardo, rientrato negli USA, ed Hamilton. Momento di massima difficoltà per Alonso, che non va oltre la P11. La gara procede linearmente nella prima parte, con Leclerc che controlla su Sainz e Ricciardo.
Hamilton, nel frattempo, tenta un undercut montando gomma bianca. Ferrari risponde allungando lo stint, ma al momento della sosta Sainz scivola terzo. Il monegasco, invece, mantiene la leadership fino al giro 36, quando viene esposta bandiera rossa per un incidente di Hulkenberg. Alla ripartenza Hamilton sfrutta la sua gomma gialla per prendere la posizione su Leclerc, mantenendola fino alla bandiera a scacchi. Chiude terzo Sainz, davanti al rimontante Norris. Ottimo Ricciardo (6°), mentre Alonso è costretto al ritiro per la seconda volta consecutiva, ed è costretto a cedere lo scettro, mentre mantiene vive le sue speranze anche Sainz. La classifica recita: Hamilton 296, Alonso 277, Sainz 255, Leclerc 233, Norris 232, Russell 214.

In Brasile Alonso è chiamato a rispondere, mentre Hamilton all’allungo decisivo. L’ultimo sabato Sprint premia Norris, che si porta a casa la vittoria davanti a Russell e Leclerc. Quinto Hamilton, che non brilla ma allunga su Alonso, ancora a secco (9°). Ancora a punti Ricciardo, settimo. La gara vede scattare in pole Leclerc davanti a Stroll e Alonso, che sfruttano l’acqua del venerdì sera per tornare davanti, ed Hamilton. Nel giro di formazione, l’ennesimo imprevisto colpisce Leclerc: il monegasco perde la vettura che finisce contro le barriere per un problema all’idraulica. Zero pesante, con Charles costretto ad abbandonare le poche speranze mondiali rimaste.
Alla partenza, Alonso si porta in testa, ma non può contenere la furia di Norris, che scappa in testa. Con il passare dei giri, succede quello che ormai pochissimi si aspettavano. Alonso gira su tempi non lontani da Norris e gestisce il secondo posto, mentre cola a picco la Mercedes. Hamilton non ha ritmo, e deve cedere a Stroll (che torna sul podio), Sainz e Gasly. Ancora una volta, sono cambiate le carte in tavola, stavolta a favore di Aston Martin. Questa la classifica a due gare dal termine, con ancora ben 4 piloti aritmeticamente in lotta per il mondiale. Notevole la rimonta di Norris: Hamilton 308, Alonso 295, Sainz 270, Norris 265, Leclerc 239, Russell 221.
Da segnalare anche la sfida nei Costruttori, sui cui possono già concentrarsi Russell e Leclerc: Mercedes 523, Ferrari 509.

Come sarebbe andato il mondiale 2023 senza Red Bull? /3

La settimana successiva il mondo della Formula 1 si prepara a scoprire una nuova pista, quella di Las Vegas. Il clima americano è quello che ci vuole, soprattutto con una battaglia per il titolo così accesa. Sin dalle prove libere, Las Vegas sembra un tracciato adatto alla Ferrari. Nelle PL1, però, ecco il primo imprevisto del weekend del Cavallino: un tombino montato male sull’asfalto si stacca e colpisce la vettura di Sainz, che riporta gravi danni. Lo spagnolo dovrà scontare 10 posizioni in griglia per sostituire i componenti, una vera disgrazia sia per la sua classifica che per quella della Ferrari.

Leclerc si prende la pole, seguito da Sainz (retrocesso in P12), Russell e Gasly. In difficoltà i contendenti al titolo, che occupano la quinta fila. Alla prima curva Alonso che ha un disperato bisogno di recuperare posizioni e punti, esagera in frenata e tocca diversi piloti, tra cui Hamilton. Sbaglia anche Sainz, costretto quindi a rimontare dal fondo. Nel corso del terzo giro è invece Norris a sbagliare. L’inglese perde la vettura e finisce violentemente contro le barriere, uscendo ufficialmente dalla contesa mondiale. Dopo le dovute riparazioni alla barriere, la gara riprende con Leclerc che comanda davanti a Russell e Gasly.
Prosegue la sfida a distanza tra Hamilton (11°) e Alonso (P15), oggi chiamati a sfidarsi sulle capacità di rimonta. L’inglese sembra in grande forma, e si porta rapidamente alle spalle di Piastri, in P8. Lewis ha fretta e non esita ad attaccare l’austrialiano, che però si difende: i due arrivano al contatto, ed entrambi devono fare i conti con una foratura. Altro episodio che mette nei guai Hamilton, costretto a ricostruire dal fondo della griglia.

Nel corso del giro 27 anche Leclerc vede i propri piani rovinati da una SC, che permette a a Gasly, Piastri ed Ocon di avvicinarsi al leader. Non mancano i sorpassi e lo spettacolo, con Stroll e Piastri che guadagnano posizioni facendo gioire il pubblico.
Nel frattempo continua la rimonta di uno scatenato Lewis Hamilton, che si sbarazza di Gasly e riesce persino a completare un sorpasso pesantissimo su Alonso. Nessuno riesce a impensierire Leclerc, che vince in solitaria davanti ad un ottimo Ocon. Chiude il podio Stroll, che fa aumentare il rammarico di Alonso (P7), che avrebbe potuto fare sicuramente di più. Quarto un Sainz deluso dall’episodio delle FP1, mentre Hamilton sfrutta la penalità di Russell per salire al quinto posto. Queste le classifiche ad una gara dal termine, con due contendenti rimasti in gioco in entrambi i campionati: Hamilton 318, Alonso 301, Sainz 282, Norris 265, Leclerc 264, Russell 229.
Questa la situazione nel costruttori: Mercedes 547, Ferrari 546.

Come sarebbe andato il mondiale 2023 senza Red Bull? /3

Con entrambi i campionati da assegnare, l’atmosfera è sicuramente calda in quel di Abu Dhabi. Alonso non ha alternative: deve arrivare primo o secondo, e sperare che Hamilton non porti a casa più di 8 punti. Dal canto suo, all’inglese basterebbe una P5 per assicurarsi l’ottavo titolo. Ferrari può invece pensare al titolo Costruttori, in cui deve recuperare un solo punto ai rivali tedeschi, che sicuramente saranno più concentrati sul vincere il titolo piloti. Le qualifiche, imprevedibili fino alla fine, premiano ancora una volta Leclerc, seguito da Piastri e Russell. Ancora attardati Alonso (sesto) e Hamilton (9°), apparso nettamente in difficoltà rispetto al compagno di squadra. Solo 14° Sainz, chiamato ad una rimonta in gara.
Leclerc prova ad imprimere il solito ritmo forsennato alla corsa, cercando di creare quanto più gap possibile con gli avversari. Russell, però, non molla e si prende la posizione su entrambe le McLaren sfruttando anche la strategia. L’inglese si mette a caccia di Leclerc. Nel frattempo, sembra esserci poco da fare per Alonso, più veloce di Hamilton ma troppo lontano dalla zona podio e dal ritmo della coppia di testa. Nel corso del giro 38, Lewis prova addirittura a prendersi la posizione sullo spagnolo per chiudere definitivamente ogni discorso, ma Alonso reagisce in un impeto d’orgoglio. Naviga in cattive acque anche Carlos Sainz, che non ha assolutamente il ritmo del compagno di squadra e scivola addirittura al di fuori della zona punti.
Nonostante gli sforzi di Russell, Leclerc vince la seconda gara consecutiva, chiudendo in bellezza. Nel frattempo, il muretto Ferrari è con il fiato sospeso: la coppia Alonso-Hamilton ha raggiunto Tsunoda, che è stato superato dallo spagnolo ormai battuto. Hamilton taglia il traguardo dietro il pilota giapponese, ed è campione del mondo! Nonostante abbia avuto più di 50 punti di svantaggio, Lewis è riuscito a recuperare, andando contro squalifiche, errori e problemi, portando a casa un meritatissimo titolo. Onore anche allo sconfitto Fernando Alonso, capace di inanellare un impressionante serie di vittorie a inizio stagione ma anche di tenere a galla un’Aston Martin sempre più in difficoltà con il passare delle gare. Lo spagnolo può rimpiangere solamente le tappe americane di Austin e Las Vegas, in cui avrebbe potuto ottenere qualche punto in più.

Come sarebbe andato il mondiale 2023 senza Red Bull? /3


È festa anche al muretto Ferrari: con Hamilton che non è riuscito a scavalcare Tsunoda, Ferrari e Mercedes si trovano a pari punti! La scuderia di Maranello trionfa per il maggior numero di vittorie (7-3). Di seguito le classifiche di fine stagione:

  • HAMILTON 324
  • Alonso 311
  • Leclerc 289
  • Norris 283
  • Sainz 282
  • Russell 247
  • Piastri 143
  • Stroll 130
  • Gasly 107
  • Ocon 102
  • Albon 65
  • Tsunoda 46
  • Bottas 29
  • Hulkenberg 20
  • Zhou 18
  • Ricciardo 12
  • Magnussen 12
  • Lawson 9
  • Sargeant 9
  • de Vries 0
  • FERRARI 571
  • Mercedes 571
  • Aston Martin 467
  • Mclaren 412
  • Alpine 209
  • Williams 74
  • AlphaTauri 67
  • Alfa Romeo 47
  • Haas 32

Si chiude così una stagione 2023 spettacolare, in cui abbiamo visto 4 squadre alternarsi sul gradino più alto del podio, con 6 vincitori diversi (Alonso, Hamilton, Leclerc, Sainz, Norris, Piastri), ma soprattutto tanta incertezza e cambiamenti di fronte settimana dopo settimana. Resta a secco di vittorie George Russell, da cui ci si aspettava sicuramente qualcosa in più.

Positivo il rientro sia di Mercedes che di Ferrari, che portano a casa un titolo a testa. Stagione complessivamente più che positiva di Aston Martin, che però non può che uscire a testa bassa da Abu Dhabi e in generale dall’ultimo segmento di stagione, in cui non è riuscita a fornire una vettura sufficientemente competitiva ad Alonso. In ripresa McLaren, vincitrice di diverse gare dopo un inizio di stagione disastroso. Positivo anche il primo anno di Oscar Piastri. La delusione dell’anno è forse Alpine (in lotta per il titolo lo scorso anno), che deve accontentarsi di qualche sporadico podio. In crescita Albon e la Williams, mentre deludono Haas e Alfa Romeo, davvero poco competitive.

Di fatto, non ci fossero state le Red Bull avremmo vissuto una stagione combattutissima e con il mondiale in gioco fino all’ultima gara. Chissà, forse dovremmo rivalutare questa stagione considerando non solo la lotta per la vittoria ma anche le interessanti battaglie che si svolgono per le posizioni del podio…

Rispondi