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#InternationalWomenSportsDay: Portare in pista l’uguaglianza

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In occasione dell’International Women Sports Day, si celebrano le Donne del motorsport nel mondo, un tema ancora troppo poco discusso.

Women driven by dreams” recita il motto delle Iron Dames, il progetto che, con tutta probabilità, rappresenta l’esempio per antonomasia del motorsport al femminile all’interno delle serie automobilistiche.

In occasione dell’International Women Sports Day, la redazione di fuoripista intende omaggiare la quota rosa del FIA World Endurance Championship, citando e ringraziando le Donne che hanno reso grande il motorsport al femminile nel mondo e che giorno dopo giorno si impegnano per portare in pista l’uguaglianza di genere.

Nato nel 2018 dalla volontà di Deborah Mayer, imprenditrice, ma soprattutto pilota e presidente della WIM (acronimo di Women in Motorsport Commission) della FIA, il progetto Iron Dames prende il via con il chiaro intento di supportare le Donne nel mondo dei motori a tutti i livelli, siano esse meccanici, ingegneri, piloti o manager.

La loro mission, “Race to inspire“, parla al Mondo con voce chiara: correre per ispirare, per instaurare un cambiamento, per dimostrare che le Donne meritano di poter competere sullo stesso piano degli atleti di sesso maschile.

Un grido, quello del team tutto al femminile, che è stato in grado di generare un eco diffusosi in ogni angolo del pianeta, smuovendo gli animi di molteplici individui.

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Parlare con i fatti

Non solo i volti che hanno reso ormai celebre il “team dalla vettura rosa”, Rahel Frey, Michelle Gatting, Sarah Bovy e Doriane Pin, ma anche moltissime altre Donne che ne hanno raccolto l’invito, facendosi trovare ai nastri di partenza delle varie serie automobilistiche, come Lilou Wadoux entrata a far parte del Mondo Ferrari.

Donne simbolo che parlano anche con i fatti, correndo, spendendosi e donando anima e corpo per la propria passione, per essere un simbolo del proprio progetto, che è stato raggiunto proprio la scorsa stagione.

Il Campionato WEC 2023, ha rappresentato per le Donne il punto più alto mai toccato nella seria, con la prima vittoria di una Donna grazie all’equipaggio Perez Companc-Rovera-Wadoux alla 6h di Spa, con la prima vittoria di un equipaggio tutto al femminile proprio con le Iron Dames Bovy-Gatting-Frey alla 8h del Bahrain, o addirittura del podio con più Donne, ben 4 su 9, nella storia di qualsiasi Campionato FIA, raggiunto alla 6h di Portimao.

Prestazioni che hanno portato negli anni ad abituarsi sempre più alla presenza delle cosiddette “quote rosa” all’interno del paddock, tuttavia ancora in numero troppo esiguo.

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L’equipaggio Iron Dames per la 24h di Daytona, da sinistra Michelle Gatting,
Doriane Pin, Rahel Frey e Sarah Bovy

Un tema ancora sottovalutato

Se da un lato queste Donne, volutamente scritto nel corso di questo articolo con la “D” maiuscola, stanno riscrivendo la storia non solo degli sport automobilistici, ma dell’intero panorama sportivo globale, dall’altra parte troviamo ancora una società fin troppo tradizionalista e radicata nel passato.

Senza volerci soffermare su argomenti troppo delicati e lontani dalle nostre competenze, quali le notizie di cronaca che ormai giornalmente affollano le prime pagine dei quotidiani o dei tg, si sente ancora troppo spesso parlare di discriminazione di genere, anche all’interno del mondo dello sport.

Non è infatti una rarità sentir parlare dell’automobilismo come uno “sport da uomini”, quasi ad insinuare che per condurre una vettura debba essere necessario avere una quantità minima di testosterone, in barba all’equipaggio vice Campione del Mondo, composto da tre Donne.

Ancora troppo spesso, inoltre, ci si stupisce di una prestazione di rilievo da parte di una Donna, o ci si rivolge ai presenti sottolineando più e più volte “la vettura guidata dalla Donna”.

Probabilmente, la vera parità, in questo sport e negli altri, si raggiungerà quando non sarà più necessario meravigliarsi di una Donna che batte un uomo, oppure ci si rivolgerà ad un equipaggio femminile con la medesima naturalezza che si riserva ad uno maschile.

Nel frattempo, facciamo i complimenti e ringraziamo tutte quelle Donne che in un Mondo talvolta ancora troppo becero e meschino, “corrono per ispirare“.

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