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Ferrari, Lewis Hamilton è davvero un colpaccio?

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Ferrari ha chiuso quella che sembra l’operazione più importante dell’ultimo decennio, portando a Maranello Hamilton. Ma è davvero un colpaccio?

Lewis Hamilton sarà un pilota della Ferrari a partire dal 2025. Se qualcuno avesse detto questa frase solamente 2 giorni fa, molto probabilmente sarebbe stato preso non per pazzo, qualcosa in più. E invece è tutto vero. All’età di 40 anni, l’inglese sbarcherà a Maranello, con l’ovvio obiettivo di riportarla a vincere il titolo.

La reazione dei tifosi Ferrari alla notizia può essere sostanzialmente di due tipi: da un lato i (pochi) che non riusciranno a dimenticare gli anni in cui Hamilton è stato il primo avversario della Rossa (ossia tutta l’era turbo ibrida, senza dimenticare il biennio 2007-08), dall’altro i (molti) che non vedono l’ora di vedere un campione del suo calibro con la tuta rossa addosso. “Ma non è tutto oro quel che luccica“: come tutte le mosse di mercato, il trasferimento di Hamilton ha dei pro e dei contro, sia per Ferrari che per Mercedes. Analizziamoli dal punto di vista del Cavallino!

Due galli in un pollaio

L’unico vero punto a sfavore del passaggio di Hamilton in Ferrari riguarda i possibili attriti e difficoltà interne nel rapporto con Leclerc. Il monegasco, che sembrava sempre più al centro del progetto del Cavallino dopo il recente rinnovo, si trova in un certo senso ridimensionato dall’arrivo del 7 volte campione del mondo. Con ogni probabilità, la stagione 2025 comincerà senza gerarchie interne a Maranello, e questo non è mai stato un bene. Perché se è vero che la F1 è uno sport di squadra, quando si parla di vincere gare e soprattutto mondiali i piloti sono capaci di diventare tremendamente egoisti.

Ovviamente manca ancora tantissimo tempo all’arrivo effettivo di Hamilton alla corte della Rossa, ma quello di ritrovarsi con “due galli in un pollaio” è già evidente a tutti.

Ferrari, Lewis Hamilton è davvero un colpaccio?

La carta di identità

Il secondo aspetto da considerare è quello della carta di identità. Quest’ultima, in un certo senso, è contemporaneamente un pro e un contro dell’operazione di mercato della Ferrari.
Da un lato, la data di nascita del pilota inglese: 7 gennaio 1985. Di fatto, Lewis guiderà per la Rossa all’età di 40 anni, che non sono sicuramente l’ideale se si parla di ricostruzione o di progettti a lungo termine. Dall’altro, la carta di identità porta scritto uno dei nomi più importanti della storia del motorsport, Sir Lewis Hamilton. Un 7 volte campione del mondo non lascia la sua squadra, se non per puntare in maniera seria e determinata al titolo.

Sulla competitività del britannico i dubbi sono davvero pochi, in questi casi l’età è davvero solo un numero: chiedere a Fernando Alonso per maggiori informazioni.

Il 2023 di Hamilton

Per valutare le condizioni e le capacità dell’Hamilton in età avanzata, cosa c’è di meglio di dare uno sguardo alla stagione appena trascorsa? L’inglese ha chiuso al terzo posto nella classifica piloti (con Russell ottavo), sfiorando la vittoria almeno in un paio di occasioni, dimostrando che è ancora uno dei migliori piloti in assoluto in griglia. Il nativo di Stevenage ha superato sfide che piloti molto più giovani di lui hanno sofferto (basti pensare al Qatar), e si è sempre mostrato in forma, affamato, convinto, voglioso di fare bene nonostante una vettura non esattamente esaltante come la W14. Non c’è motivo di pensare che la situazione possa cambiare di molto in vista dell’anno prossimo, in cui le ambizioni saranno probabilmente anche migliori.

Riscatto

Infine, la vera parola d’ordine, quella accomuna la Ferrari ed Hamilton da un po’ di tempo: riscatto. La Rossa non vince dal fatidico 2007, in cui Raikkonen ebbe la meglio proprio sull’inglese. Il titolo mondiale manca da troppo tempo, e la dirigenza ha accontenato i tifosi: il miglior pilota libero sul mercato è stato ingaggiato. Allo stesso tempo, Hamilton ha bisogno di una vettura con cui cancellare definitivamente la delusione del ottavo titolo sfumato nella battaglia all’ultimo sangue del 2021. Insomma, le motivazioni sono fortissime da ambo le parti, e di solito queste sono le situazioni in cui lo sport premia e regala le più grandi soddisfazioni.

Ferrari, Lewis Hamilton è davvero un colpaccio?

Analizzando la situazione dall’esterno, sembrano molti più i punti a favore che a sfavore del trasferimento di Hamilton, pronto a dare l’anima per i tifosi italiani, che aspettano il suo ottavo titolo a questo punto quasi più di lui stesso. Certo, manca ancora molto tempo e varie cose possono ancora cambiare, ma la tavola sembra apparecchiata per un lieto fine. Peccato solo che dovremo aspettare ancora più di un anno prima di poter vedere Hamilton al volante della Rossa…

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