Doppietta di vittorie per Zane Maloney, il barbadiano si porta a casa anche la feature race dominando ancora una volta la corsa. Sul podio anche Martì ed Aron.
Zane Maloney vince la feature race del Bahrain, grazie ad una partenza ed anche una condotta di gara magistrale. Alle sue spalle Martì, autore di una doppietta di podi, e Paul Aron, 2° rookie sul podio dopo il piazzamento dello stesso Martì nella sprint race di ieri. Arrivo in volata tra O’Sullivan e Bortoleto, che arrivano quarti e quinti al traguardo, zona punti per Antonelli che è invece 10°.
Il racconto della gara
Parte benissimo Maloney, che con uno stacco frizione magistrale si issa al comando e lascia tutti li. Partenza da incubo per il poleman Gabriel Bortoleto, che si tocca con Hadjar in curva 1 mandando il francese in testacoda e perdendo il flap anteriore sinistro.
Coinvolto nell’incidente anche Enzo Fittipaldi, che non riesce ad evitare la Campos di Hadjar tamponandola in pieno: safety car in pista. Chi approfitta di questo contatto è Zak O’Sullivan, che riesce a salire in seconda posizione seguito da Dennis Hauger. Non il migliore degli inizi, invece, per Oliver Bearman, rientrato ai box nel giro di formazione e successivamente in pista alla fine della prima tornata.
Durante il regime di vettura di sicurezza viene penalizzato di 10 secondi Bortoleto, colpevole del contatto con Isack Hadjar. Si riparte al 4° giro, con Zane Maloney a gestire la ripartenza. Il barbadiano non commette sbavature e rimane davanti a tutti, mentre si vedono diversi tentativi di sorpasso a centro gruppo. Franco Colapinto riesce infatti a sopravanzare Paul Aron, che viene infilato anche dalla Trident di Verschoor. Poco più avanti Martì sorpassa Dennis Hauger, issandosi in terza piazza. Proprio per Hauger le insidie non finiscono qui: il norvegese viene infilato anche da Jak Carwford, scivolando in quinta posizione. La davanti nel frattempo Maloney apre un considerevole gap di 2 secondi e mezzo su tutti gli altri. Alle sue spalle è però battaglia, con uno scatenato Pepe Martì che va a sopravanzare anche O’Sullivan portandosi 2°.
Hauger perde la top 5 al giro 10, dopo il sorpasso di Bortoleto che lo fa scivolare in sesta posizione. Il norvegese si deve guardare le spalle anche da Verschoor e da Miyata, molto vicini al posteriore della sua vettura.
Il valzer dei pit stop
All’undicesima tornata comincia la girandola delle soste ai box: il primo pilota rientrare è infatti Martins. Nel frattempo Miyata sorpassa Richard Verschoor e si issa 7°. Nel giro successivo si ferma ai box Taylor Barnard, che è però costretto a rientrare 2 tornate dopo a causa di un problema nel serraggio del dado di una ruota.
15/32: continuano le soste ai box. I piloti che rientrano sono Bearman, Cordeel e Stanek. Poco prima della sosta c’è anche un contatto tra Bearman e Cordeel, all’uscita di curva 15, fortunatamente non ci sono conseguenze per nessuno dei 2 piloti coinvolti.
Tanti, tanti problemi tecnici
Quando si arriva a metà gara percorsa, c’è la sosta di O’Sullivan, Hauger, Aron e di Joshua Durksen. Si ferma ai box anche Jak Crawford, che però non cambia le gomme ma è bensì costretto a ritirarsi a causa di un problema tecnico. Si ritira anche Amaury Cordeel, a causa dei danni derivati dalla collisione con Bearman. Crawford al momento del ritiro si trovava 3°, mentre Cordeel era 19°.
Al 19° giro, nel momento in cui rientrano ai box i piloti di testa (Maloney, Martì e Bortoleto), si ritira anche Victor Martins, abbandonato dalla sua ART che si spegne completamente. Il transalpino parcheggia la sua macchina sul ciglio di curva 5 e causa l’uscita della safety car, la seconda di giornata. La fuoriuscita della vettura di sicurezza favorisce il tempismo per la sosta di Kush Maini, l’unico pilota a non essere rientrato per il cambio gomme sino a quel momento. L’indiano rientra così 13° dopo la sosta.
Giro 21/32: si riparte e Maloney gestisce ancora una volta la ripartenza senza problemi. Diverse le battaglie, soprattutto tra compagni di squadra, che coinvolgono i 2 Prema Antonelli e Bearman ed i 2 Invicta Maini e Bortoleto. Bearman, dopo aver subito il sorpasso di Antonelli, perde tantissimo terreno scivolando addirittura 15°, mentre la lotta tra Bortoleto e Maini si prolunga per diverse tornate, con Kush che va poi ad attaccare anche Antonelli al giro 26, per salire 7°. Antonelli perde poi la posizione anche da Bortoleto in curva 4, scivolando in nona piazza. Nel frattempo Martì infila Zak O’Sullivan e si mette 2° nella tornata successiva (27 di 32), aprendo anche un gap di un secondo in poche curve. O’Sullivan si trova in un vero e proprio momento di arranco, in quanto viene sopravanzato anche da Aron perdendo il podio, mentre alle sue spalle vanno in battaglia i 2 MP Motorsport: Dennis Hauger e Franco Colapinto. L’argentino tenta di affondare il colpo sul compagno di squadra in curva 1, senza riuscire però a completare il sorpasso, ci riesce tuttavia al giro 29, salendo in quinta posizione.
Bandiera a scacchi
Cala la bandiera a scacchi, ed arriva al traguardo trionfante Zane Maloney. Il barbadiano domina ed amministra al meglio la gara, portandosi a casa una meritatissima doppietta di vittorie al termine del weekend. Zane aveva infatti trionfato anche nella sprint race di ieri. 2° Martì, mentre è 3° Paul Aron nonostante la penalità di 5 secondi. Completano la top 5 Zak O’Sullvan e Gabriel Bortoleto.
L’ordine d’arrivo è il seguente:

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