Far pagare ingiustamente ad un altro pilota un danno non suo, per non raccogliere neanche un punto. Williams, ne avevi davvero bisogno?
L’immagine in copertina è simbolica di un weekend che non ha di certo messo in buona luce il team Williams. Certo non è la prima volta che vengono prese scelte del genere, basti pensare a ciò che succedeva ai tempi di Fangio o Ascari, ma sono comunque decisioni drastiche che nella maggior parte dei casi portano ben pochi benefici.
Anzi, tutto ciò ha portato più danni che altro (escludendo quelli al telaio di Albon).
Una mazzata immeritata
Inevitabilmente non si può non menzionare il lato psicologico della situazione. Sargeant si è ritrovato a pagare a carissimo prezzo un errore non suo, venendo privato della possibilità di correre per una leggerezza commessa dal compagno di team, ma soprattutto dallo stesso team (lì, successivamente, ci arriveremo).
Albon è il più veloce dei due? Sì. Lo ha dimostrato? Sì, eccome. Sargeant meritava tutto questo? Direi di no.
A livello psicologico questa è una grande mazzata che poteva anche essere evitata, però è comunque da premiare l’onestà di James Vowles, che ci ha messo la faccia sin dal primo momento ammettendo che sarà difficile far riacquisire completamente la fiducia a Logan. Sicuramente è stata una scelta difficile e da prendere in maniera cinica, ma è inevitabile che da qui in poi si possano presentare delle ripercussioni, soprattutto se si parla del lato mentale del ragazzo, che ha subito una vera e propria ingiustizia.
I danni all’immagine
Ed ora ecco il punto dolente: un’immagine già molto annerita che ora rischia di restare macchiata per sempre.
Ciò che è capitato durante il fine settimana di Melbourne al team Williams ha portato danni irreparabili all’immagine di una squadra che già non naviga in ottime acque. Se durante le ultime stagioni sembrava ci fossero segnali di ripresa, ora si è ritornati alla situazione di “caduta libera” di neanche un lustro fa, quando a Grove costruirono una macchina “illegale” e che arrivò in ritardo ai test di Barcellona. Per non parlare poi di ciò successo a Robert Kubica durante il Gran Premio a Sochi, quando il polacco venne costretto al ritiro per salvare le poche parti rimaste a disposizione di una FW42 rivelatasi un vero e proprio disastro annunciato, che costò anche il posto al progettista dell’epoca Paddy Lowe (non certo il primo che passa).
Ma non è solo la decisione presa dalla squadra a danneggiarne l’immagine stessa, anche la questione riguardo al sistema utilizzato per il conteggio dei componenti della macchina (il famoso foglio Excel utilizzato fino al 2023) ha fatto discutere e non poco. Questo evidenzia quanto fosse “arretrata” rispetto alla concorrenza la squadra britannica e lo “scambio” di macchina tra Albon e Sargeant, non ha che peggiorato la situazione. Una situazione che, ovviamente, non era già delle più rosee. Ora anche l’ambiente non è dei migliori, come ha ammesso lo stesso Albon dopo l’incidente che è costato il weekend a Sargeant.
Una seconda chance che poteva costare carissima (e che non ha dato i suoi frutti)
E se la seconda chance data ad Albon si fosse tramutata in un altro incidente? Se fossero arrivati altri danni anche su questo telaio? Queste, fortunatamente, sono state solo ipotesi portate avanti dai più pessimisti che poi non si sono avverate. Quel che è certo però, è che questa seconda chance non ha portato a niente e soprattutto non ha dato nulla in ritorno al team di Grove.
Zero, zero, zero. Solo un grossissimo zero: ovvero il bottino di punti raccolto da Albon, arrivato 11° in gara. È vero, la qualifica sembrava aver portato del buon auspicio ed in gara il passo non era tra i peggiori, ma i frutti sperati non sono di certo arrivati. Dall’altro lato bisogna riconoscere anche che la pressione sul thailandese fosse esponenziale, come dichiarato da lui stesso subito dopo la discussa decisione.
Come si suol dire, tutto fumo e niente arrosto.
Era necessario?
Williams, ne avevi davvero bisogno?
Avevi davvero bisogno di gettare al vento la fiducia di un tuo pilota per un danno da lui non commesso? Avevi davvero bisogno di esporti così tanto e di risultare così tanto “vulnerabile” agli occhi dell’opinione pubblica? Era necessario arrivare sino a questo punto?
Forse dal lato strategico si, ma a posteriori poteva andare in altre mille maniere. Ovviamente il tutto è un grande forse, perché sono loro i tecnici e loro hanno i dati in mano.
Come già sopracitato, c’è da fare un grande applauso a Vowles, che ha dimostrato tanta onestà e professionalità in quella che è stata, probabilmente, la situazione più difficile da gestire di tutta la sua carriera in Formula 1. Ma non si applaude di certo al contorno.
Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

