Il weekend “Down Under” delle Feeder Series ci regala una grande Campos, ma anche un’ottima Italia in Formula 3. Questo è il secondo episodio di Formula Minor.
Formula Minor ritorna dopo la puntata del Bahrain. Questa volta però ci catapultiamo direttamente in Australia, dove Formula 2 e Formula 3 hanno regalato tanti spunti di riflessione. Direi quindi di partire subito senza ulteriori indugi con l’analisi del fine settimana di Melbourne.
Hadjar l’aggiusta tutto, attenzione a Campos!

Campos a Melbourne cambia faccia, conquistando il triplo dei punti in più di quelli conquistati a Jeddah (solo 2), con ben 29 punti fatti e 2 vittorie. Una di queste tolta però per una leggerezza proprio del mattatore di questo weekend, ovvero Isack Hadjar. Il francese infatti combina la frittata, rovinando però la gara sia al suo compagno di squadra che a Bortoleto (pilota che aveva già incontrato in pista a Sakhir) e, di fatto, anche la sua, in quanto il disastro in partenza gli fa perdere la vittoria in sprint con una penalità, che lo catapulta 6°.
Nessun problema però. In Feature, con una strategia magistrale da parte di Campos ed anche qualche errore di troppo (come quello fatale di Hauger, di cui però parleremo tra poco), porta a casa una vittoria meritata che lo issa in quarta posizione nella classifica piloti. Si può quindi parlare di un vero e proprio “Hadjar aggiusta tutto”, che potrebbe anche rivelarsi la mina vagante di questa lotta al titolo anche se, ricordiamolo, sono ancora le prime gare della stagione e basta anche solo un round per ribaltare tutto.
Colei a cui bisogna fare attenzione però è proprio la stessa Campos, che grazie anche al contributo di Martì in FR al momento è seconda solo ad una perfetta, sin qui, Rodin Motorsport. Il passo ed il potenziale di questa line-up (e di tutta la squadra) è tantissimo e direi che questa possa essere la prima di tante vittorie nel corso dell’anno.
Hauger, che peccato!

“Cosa potevamo essere”. Un classico dei tanti “what-if” donati dal norvegese sin da quando è approdato nella serie cadetta. Il suo fine settimana era stato assolutamente impeccabile, sino al 10° giro di una feature della Domenica dal sapore amarissimo per Dennis, che solo 24 ore prima si portava a casa il terzo podio in 3 gare. Una vera e propria mazzata, soprattutto a livello psicologico, da cui Hauger dovrà assolutamente riprendersi per dimostrare ulteriormente tutta la velocità fatta vedere in questi primi round.
Finalmente Antonelli

Kimi è autore del primo (e speriamo non l’ultimo) vero e proprio weekend al top della forma. In quel di Melbourne per Bearman non c’è quasi mai partita, tranne in sprint race quando Kimi butta tutto al vento girandosi in curva 3. Nonostante ciò Ollie non porta a casa punti nella prima manche, ma questa è un’altra storia.
In feature rimane praticamente sempre impegnato nella lotta per il podio, uscendo però sconfitto dal duello finale con un Maloney cinico e perfetto nel momento del bisogno. I passi in avanti rispetto ad una Jeddah con molte macchie nere si vedono eccome.
Invicta: velocità impeccabile, la strategia un po’ meno

C’è da dire che il sabato di Invicta è stato martoriato dalla sfortuna, con l’incidente di Bortoleto alla partenza, ma alla domenica l’occasione era colossale ed è stata sprecata da una strategia molto discutibile.
Maini è infatti impeccabile a livello di velocità, tanto da passare Hauger a quasi un terzo di gara percorso per salire in prima posizione. Questa leadership non la lascia più fino al 31° giro su 33, non un giro in cui commette un errore o subisce un incidente ma bensì si ferma ai box. La strategia adottata da Invicta è infatti molto aggressiva, un’aggressività che però non paga, anzi. Ciò che ne risulta è solo un 13° posto, che non vale un singolo punto in classifica piloti.
Formula 3: l’Italia chiamò

Un weekend da sogno per l’Italia. Pole position con Fornaroli e 2 italiani su 3 ad occupare il podio della Feature race. Melborune si tinge di tricolore, grazie anche al doppio podio di Prema seconda grazie ad Arvid Lindblad in sprint race e vincitrice della feature con Beganovic.
Ottimo il fine settimana anche per “l’italiano acquisito” Nikita Bedrin di PHM, che si riscatta dopo una Sakhir indigesta ed ottiene il 4° posto in qualifica, condito da due piazzamenti a punti con due ottavi posti.
I rookie alla carica

Non solo gli italiani si prendono la scena, anche i rookie si riconfermano dimostrando di saperci fare! Per la seconda volta, infatti, almeno 2 esordienti salgono sul podio della Sprint Race, con la differenza che a Melbourne tutti i gradini vengono occupati da dei rookie. Stenshorne completa il sogno vincendo la sua prima gara in Formula 3, mentre Lindblad e Van Hoepen sono due piacevolissime riconferme. Arvid è all’attacco per tutta la gara, conquistando un 2° posto più che meritato, mentre l’olandese porta a casa dei punti importantissimi per ART.
Anche Charlie Wurz ha la sua buona fetta d’attenzione, arrivando 5° in feature race dopo essere scattato dalla P14.
Tsolov, che disastro!

Concludiamo questa puntata con la nota dolente: la follia di Nikola Tsolov. Il bulgaro è infatti autore di un episodio che può accadere, ma che allo stesso tempo non dovrebbe mai farlo. Una reazione sconsiderata per una cosa che si, può dar fastidio perché un impeding durante un giro lanciato non è mai l’ideale, ma che non giustifica un’azione arrivata, per lo più, in maniera deliberata. Nikola se la cava “solo” con 3 posizioni di penalità, che poteva però essere certamente più aspra. Un’altra nota dolente è che questa decisione sia arrivata solo ore dopo, quando probabilmente poteva essere una questione molto più immediata.
Si spera che fatti del genere non possano ripresentarsi per un po’.
Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

