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Allison spiega i problemi della W15

Il direttore tecnico della Mercedes ha dichiarato che la vettura 2024 soffre le alte temperature e che manca la correlazione dei dati.

Le prime tre gare del 2024 sono state disastrose per la Mercedes, che a inizio stagione ambiva a diventare seconda forza e a essere la prima inseguitrice della Red Bull. Il GP del Bahrain, tutto sommato, non è andato male, con Russell che ha chiuso quinto nonostante un problema di surriscaldamento alla Power Unit. La situazione è peggiorata nelle due corse successive, con il #63 che si è ritrovato in entrambe a lottare con Alonso e con Hamilton che sta faticando parecchio e ha raccolto finora appena 8 punti.

A Melbourne la Stella è rimasta a mani vuote, con ambo i piloti che si sono ritirati per la prima volta dal GP d’Austria del 2018. Nel confronto con le avversarie, la W15 sembra essere in linea con l’Aston Martin a contendersi il ruolo di quarta forza ed è molto distaccata dal trio di testa. I problemi che affliggono la vettura di Brackley sono vari e spaziano dalla mancata correlazione dei dati alla carenza di carico aerodinamico.

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La W15 soffre anche il caldo?

James Allison, direttore tecnico del team capitanato da Wolff, ha esaminato un altro grattacapo, quello delle alte temperature: “Stiamo iniziando a vedere uno schema che ci porta ad avere momenti del fine settimana in cui ci sentiamo sicuri delle performance e del comportamento della macchina, per poi ritrovarci in altre sessioni in cui non ritroviamo le stesse sensazioni. Se dovessimo cercare di ricostruire questo schema, probabilmente possiamo supporre al momento che la nostra competitività cala quando la pista è calda e quindi le temperature degli pneumatici aumentano insieme a quelle dell’asfalto. Questo ci dà indizi su cosa dobbiamo fare da qui in avanti.” Il caldo sembra quindi un altro dei fattori che inficiano sulle prestazioni della W15, che ha una finestra di funzionamento estremamente ristretta.

Il tecnico inglese ha poi spiegato come si può risolvere questo problema: “Se si è identificato correttamente il motivo per il quale le nostre prestazioni variano, allora si può lavorare nel fine settimana con un programma dedicato per migliorare il bilanciamento e trovare un migliore equilibrio delle temperature tra anteriore e posteriore, utilizzando tutti gli strumenti di messa a punto della vettura. Questo lavoro può essere svolto qui in fabbrica, con gli strumenti di simulazione e cose del genere. Ma se, arrivati al limite di ciò che si può risolvere semplicemente con delle modifiche di setup, si giunge alla conclusione che è necessario spingersi oltre, allora diventa più difficile.”

“In questo caso, si può pensare che ci siano delle caratteristiche di fondo, ad esempio nella mappa aerodinamica della vettura o nelle caratteristiche delle sospensioni, che aggravano quella particolare caratteristica. Per far sì che il problema si risolva in modo ottimale, è necessario modificare queste caratteristiche. Può essere un’operazione semplice, ma in realtà può diventare anche molto complessa.” ha aggiunto Allison.

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La mancanza di correlazione dei dati

L’ingegnere ex Ferrari ha continuato trattando la mancanza di correlazione tra il simulatore e la realtà: “Ci sono sempre problemi di correlazione in ogni anno e in ogni squadra. Ci saranno sempre problemi di correlazione tra ciò che si vede in fabbrica e ciò che si vede in pista, perché gli strumenti simulativi sono una sorta di versione ridotta della realtà. Non è la stessa cosa che guidare un’auto su una pista vera, con tutti i suoi infiniti dettagli e la sua complessità. Qui in fabbrica ci sono dei modelli semplificati e questi modelli aiutano a indirizzare il lavoro in un senso o nell’altro. Ma tutti i modelli hanno i loro difetti e tutti i team hanno in qualche modo problemi di correlazione. Il diavolo è sempre nei dettagli.”

“Per quanto riguarda il bilanciamento in tutte le tipologie di curve, dalle basse alle alte velocità, potremmo migliorare i nostri modelli, perché abbiamo riscontrato delle differenze tra quello che vediamo in pista e quello che vediamo con gli strumenti simulativi. Se riusciamo ad assottigliare queste differenze, allora ciò ci permetterà di essere più precisi nelle proiezioni che facciamo in fabbrica e fare dei passi in avanti risolvendo quei problemi che stanno influendo negativamente sulle prestazioni della vettura.” ha concluso Allison.

Per la Mercedes si prospetta un altro anno difficile, in cui si dovrà cercare quantomeno di tornare a lottare per il ruolo di seconda forza. Wolff indica il 2026, anno in cui si realizzerà un’altra rivoluzione tecnica, come possibile anno di riscatto della Stella. Sarà effettivamente così? Intanto, il team di Brackley dovrà pensare a come risollevare le sorti di questa stagione, che è iniziata nel peggiore dei modi.

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