Perez critica Magnussen, che cerca di difendersi nonostante sia il maggior colpevole. Hulkenberg ritiene che sia stato un incidente di gara.
Uno degli episodi più memorabili e controversi del GP di Monaco di oggi, vinto da Leclerc, è senza dubbio il pauroso e spettacolare incidente avvenuto nel corso del primo giro che ha coinvolto dapprima Perez e Magnussen e poi anche Hulkenberg. La dinamica dello scontro è chiara, con il danese che, cercando di superare il messicano e nonostante non ci sia abbastanza spazio, tiene giù il piede e colpisce la sua Red Bull, che sbanda prima sul lato destro e poi su quello sinistro del circuito, centrando anche l’altra Haas del tedesco, incolpevole. Per fortuna tutti e tre i piloti coinvolti sono usciti illesi dall’incidente, ma non hanno ovviamente potuto ripartire dopo la bandiera rossa.
In termini di danni, la monoposto che ha avuto la peggio è stata senza dubbio la RB20 del #11, distrutta sia nella fiancata sinistra sia nell’avantreno e nel retrotreno. A ogni modo, la FIA ha deciso di non investigare su questo avvenimento, “graziando” il #20, che era a rischio squalifica ed è chiaramente quello che ha più colpe per quanto accaduto. Nonostante la bilancia propenda pesantemente dalla parte di Magnussen, i tre hanno comunque espresso delle opinioni, riportate da Formu1a.uno, molto diverse tra loro.
Perez ha ovviamente (e leggitamente) attaccato Magnussen, reo di aver cercato di infilarsi in uno spazio che non c’era nonostante fosse con quasi tutta la macchina dietro: “Sono ancora tremante perché è stato un impatto piuttosto forte. Se guardate le immagini della mia onboard, non si vede in nessun momento l’auto di Kevin affiancarmi, mentre la barriera si avvicina sempre di più. Al momento del contatto con il guardrail della mia macchina, semplicemente non c’era spazio per entrambe le monoposto, doveva rendersene conto. Mi sono trovato in quella situazione molte volte e, quando sei la macchina dietro, devi capire che è il momento di alzare il piede. Chiaramente non avrebbe dovuto essere lì, perché c’è solo un modo per uscirne: sbattere contro il muro o colpire la mia macchina. Come pretende che gli lasci spazio se non è nemmeno affiancato?”
“Sono molto sorpreso di ciò, per l’entità dei danni e per quanto sia stato pericoloso. Non credo che abbia pensato alle conseguenze. A volte ti trovi in una situazione e devi prendere una decisione molto rapida per dire: ‘Va bene, c’è solo una via d’uscita, quindi mi tirerò indietro’, ma lui è andato per il contatto“ ha aggiunto il messicano.
Dal canto suo, Magnussen ha però cercato di difendere il suo operato e ritiene che il #11 avrebbe dovuto lasciargli spazio: “Dal mio punto di vista ero lì e mi sono ritrovato schiacciato contro il muro. Secondo me avevo buona parte dell’anteriore a fianco del posteriore di Perez. Quando è andato verso la barriera, sono stato semplicemente spinto contro di essa e sono entrato in contatto con lui. Confidavo che mi avrebbe lasciato uno spazio. Non è una curva in cui stai frenando, è una piccola curva sul rettilineo, quindi devi concedere la larghezza della macchina altrimenti non lasci alcuna scelta all’avversario.”
“È un peccato, costa molto alla squadra, ci sarà molto lavoro per i ragazzi e ovviamente quella di oggi è un’occasione mancata. È frustrante e un incidente come questo ha un grande costo per la squadra in termini di pezzi di ricambio e di costruzione di nuove parti. Non è mai una buona cosa” ha concluso il danese, che sembra aver cercato di difendere l’indifendibile.
Infine, secondo Hulkenberg, che ha preso una posizione più moderata e in mezzo a quella dei due piloti sopracitati, si è trattato di un’incidente di gara: “Sono deluso e a dire il vero un po’ demoralizzato di essere uscito dopo 500 metri. Ovviamente non è l’ideale avere entrambe le vetture fuori, e sono stato messo fuori gioco da un incidente in cui non sono stato direttamente coinvolto. Il circuito è piuttosto stretto fino alla curva 3. È stato un po’ un incidente di gara: forse Kevin è sembrato un po’ ottimista, ma anche Checo avrebbe potuto vederlo e lasciargli lo spazio, quindi il risultato finale è stato ovviamente sfortunato.”
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