Nel 2004 l’audace scelta di lasciare i veloci e tortuosi asfalti di montagna del mitico Rallye Sanremo per trasferire la tappa italiana del WRC sugli sterrati della Sardegna.
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Nella lontana stagione 2003, il “Rallye Sanremo” ospitò l’ultimo evento WRC della sua gloriosa storia. Qualche giorno più tardi, infatti, ACI ed il WRC Promoter annunciarono lo spostamento del Rally d’Italia dalla Liguria alla Sardegna per la stagione 2004, decisione presa sia a causa dei problemi organizzativi, economici e di sicurezza riscontrati nelle ultime edizioni del Rally di Sanremo, ma anche per le nuove direttive FIA dell’epoca, che previdero la riduzione del numero dei rally mondiali su asfalto in favore di quelli su fondo sterrato.
Tutti in Sardegna, tra lo scetticismo iniziale
La sostituzione di Sanremo con la Sardegna è stato al tempo stesso controverso e sorprendente quando è stato ufficializzato a cavallo tra il 2003 e il 2004. Le primissime ricognizioni effettuate dagli equipaggi, a margine del debutto mondiale dell’Isola, hanno aperto gli occhi ad una generazione di piloti (i vari Loeb, Solberg, Grönholm, Sainz…) che sapevano poco o nulla delle strade sterrate che si infilavano tra le colline, appena fuori la città portuale di Olbia.
Troppo ruvido. Troppe rocce. Troppo stretto. In parole povere: troppo duro. A detta di molti, quel Sardegna 2004 sarebbe stato una carneficina. Per molti versi, questi scettici hanno avuto ragione, in quanto Ford, Peugeot e Subaru hanno tutti subito un ritiro a testa. E quando Petter Solberg ha finalmente tagliato per primo il traguardo nella 19esima ed ultima tappa, il tempo complessivo di ore trascorse al volante dal biondo pilota Subaru è stato di poco meno di cinque ore. Due minuti di vantaggio su Loeb giunto secondo il quale, a sua volta, precedeva al traguardo Carlos Sainz, staccato di poco più di un minuto. Distacchi, questi, tipici dei Safari Rally di una volta.

Rally d’Italia Sardegna “at its finest!”
Nel 2018, solo 0.7 secondi dividevano Thierry Neuville e Sébastien Ogier. Nel 2020, invece, solo 20 secondi separavano i primi tre classificati. Ma forse, niente di tutto questo è stato così drammatico come la disfatta di Ott Tänak nel 2019, quando un’avaria alla sua la sua Toyota Yaris World Rally Car nel corso della “Wolf Power Stage” conclusiva, lo privava di una facile vittoria, minacciando, oltretutto, le speranze di vittoria Mondiale del ragazzo di Kärla. Alla fine, però, il pilota estone è riuscito comunque a spuntarla, laureandosi così, Campione del Mondo 2019.
L’iconica crono di Monte Lerno
Divenuta in breve tempo il fiore all’occhiello della competizione sarda, la crono di Monte Lerno vanta una fama smisurata tra i fan di questa disciplina. La caratteristica che rende questa prova così speciale è il famoso “Salto di Monte Lerno“, vero e proprio feticcio per ogni appassionato che si rispetti, al pari del “Salto di Fafe” in Portogallo, quello di Ouninpohja in Finlandia o quello della “Colin Crest Arena” della PS Vargasen nei Rally di Svezia di qualche anno fa. Nel suo layout originale, mantenuto sino allo scorso anno, la prova sfiorava i 50km di lunghezza. Quest’anno gli organizzatori, coadiuvati dalla leggenda Tiziano Siviero, ne hanno rivisitato il percorso, dimezzandolo nel chilometraggio, solamente 25.33km.

Il commento di Siviero sulla decisione di rivedere il percorso:
“ In pratica abbiamo messo insieme il meglio della prova di 50 km dello scorso anno. In sostanza abbiamo unito, utilizzando gli sterrati più belli a nostra disposizione, il classico salto di Monte Lerno, posizionato all’inizio della prova, con la parte finale, tutta ricavata nella cornice della Arena nuova di Alà. Ovviamente ci aspettiamo tanto pubblico sia al salto che nell’Arena “ Tiziano Siviero

Considerazioni finali
Il rischio di trasferirsi in Sardegna ha pagato comunque i suoi dividendi innumerevoli volte ed il promotore del WRC non ha mai smesso di voler innovare questo evento, di anno in anno. L’edizione di quest’anno, infatti, vedrà il Rally d’Italia Sardegna, nelle vesti di tester ufficiale di un nuovo format di svolgimento dei weekend ideato da FIA e Promoter; prevede la disputa dello Shakedown al venerdì mattina, con la gara che inizierà solo al pomeriggio con 4 speciali. 8 prove in programma, invece, al sabato e 4 alla domenica. Tutto ciò che si attende ora è quello di vedere cosa saprà regalarci la 20esima edizione di questa, ormai, classica del rallysmo internazionale.
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