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La guerra nasconde una Ferrari a 3 decimi dalla vetta

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La lotta interna tra Charles Leclerc e Carlos Sainz nasconde una Ferrari che all’esame Barcellona è stata rimandata. Se non addirittura bocciata.

Da sempre, Barcellona viene considerata dagli addetti ai lavori il banco di prova per la stagione. In tempi di maturità, parlare di esami viene logico e naturale. Ferrari si è presentata in Spagna come uno studente che ha fatto di tutto per essere al massimo, anticipando gli sforzi. Ma il duro lavoro dei meccanici in fabbrica non è stato ripagato dal cronometro.

Tornati su una pista vera dopo tanto tempo, la verità restituisce una Ferrari che resta a 3 decimi da una Red Bull che si è ormai plafonata. E che può contare solo sul fattore Max e sulle gravi imprecisioni di McLaren. Certo, si dice spesso che per valutare la bontà dei pacchetti di aggiornamenti si deve aspettare qualche gara. Ma quante gare ha dovuto aspettare McLaren quando ha portato novità? Esatto, zero.

La lotta interna tra Charles Leclerc e Carlos Sainz nasconde una Ferrari che all’esame Barcellona è stata rimandata. Se non addirittura bocciata.

Parlare di campionato costruttori a questo punto, per Ferrari, è utopistico e dannoso. Il team di Maranello è diventato definitivamente terza forza, alle spalle di Verstappen e della McLaren. Anzi, il contrario. Alle spalle di McLaren e poi di Verstappen. L’obiettivo sarà riuscire a progredire con questa macchina, non fermare lo sviluppo e riuscire a risolvere quei problemi nelle curve ad alta velocità e in qualifica che la SF-24 si porta fin dalla sua nascita.

Barcellona lascia un senso importante di amaro e riapre ferite che sembravano essersi chiuse. La realtà dei fatti ci dice che oltre un rapporto di facciata che lascia pensare alla casa del Mulino Bianco, Sainz e Leclerc si odino. E una volta finito questo 2024, non se le manderanno a dire. Vasseur si ritrova ancora una volta dinanzi ad una situazione bollente. Una bomba pronta ad esplodere.

Leclerc e Sainz si stanno annusando in pista. Lo spagnolo non si è fatto problemi a disubbidire agli ordini del briefing. Il monegasco, dal canto suo, non ha nascosto il suo fastidio con varie frecciatine: prima in radio, evidenziando di sapere dove ha perso il giro che gli è costato la P4, poi nelle interviste, accusando lo spagnolo di aver fatto una mossa alla ricerca dello spettacolo.

La lotta interna tra Charles Leclerc e Carlos Sainz nasconde una Ferrari che all’esame Barcellona è stata rimandata. Se non addirittura bocciata.

Una mossa quella di Sainz, che a posteriori si è rivelata del tutto inutile. E lo conferma la P6 finale. Perché in questo momento, la priorità per lo spagnolo non è più la Ferrari. Se mai lo è stata. Del resto, un motivo ci sarà se nessun top team l’ha preso. La Formula 1, anche se non sembra, resta pur sempre un gioco di squadra. E il logo sul petto, resta più importante del cognome che si porta sulla tuta.

Per Ferrari, invece, c’è tanto lavoro da fare. Non si corre tutti i weekend a Monaco.

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