L’annuncio era nell’aria ed è arrivato: Oliver Bearman correrà in F1 a partire dal 2025. Questa promozione è giusta, nonostante la stagione che sta vivendo in Formula 2. Perché?
Lo scorso 4 luglio Oliver Bearman veniva annunciato dalla Haas tramite i propri profili social come nuovo pilota della scuderia a partire dal 2025; nonostante un potenziale brillante e delle qualità messe in mostra al di sopra della norma, la scelta del team americano di affidarsi a lui ha diviso l’opinione pubblica in due tra approvazioni e critiche dato il periodo di difficoltà che il britannico sta affrontando in questo 2024 con Prema, scuderia che l’ha accompagnato sia nel percorso in Formula 3 sia attualmente in Formula 2.
Il pilota Ferrari Driver Academy (salito in 13° posizione in classifica F2 dopo il round di Silverstone) firma un contratto pluriennale con Haas: perché, nonostante lo “schiaffo” che le feeder series ricevono, questa promozione è del tutto meritata? Come siamo arrivati a questo punto? Scopriamolo insieme.
Nasce la stella di Oliver Bearman: dai kart fino alla F3
Per capire al meglio come e perché Bearman sia stato scelto come futuro punto di riferimento della Ferrari (aggregandosi al team cliente Haas dopo numerose prove libere effettuate con quest’ultima dal 2023 ad oggi) è necessario partire dal percorso che quest’ultimo ha fatto sin dai kart; parliamo di una delle più grandi promesse delle formule minori degli ultimi anni, capace di arrivare in Formula 1 a soli 20 anni da compiere e con svariati piloti ben più grandi ancora bloccati nelle categorie di supporto.
Ollie avvia una carriera di successo già nel karting pur non prendendo mai parte ai campionati europei di maggior notorietà quali per esempio OK o OK-Junior: le categorie alternative da lui prescelte sono quelle dell’IAME (X30 Junior prima e Senior poi), un’eccezione all’epoca che diventa via via più comune.
Il passaggio alle monoposto avviene a 15 anni e già nel 2021 il gioiellino non si rivela esser fuoco di paglia, conquistando un doppio titolo F4 Italia / ADAC con i team Van Amersfoort Racing e Prema (sicuramente non i migliori di quell’anno) oltre ad un esordio vincente a stagione in corso nella GB3 (British F3).
Le dimostrazioni di talento espresse nel 2021 non passano inosservate tanto da avere la possibilità di partecipare alle Finali Mondiali di Scouting della FDA (Ferrari Driver Academy) che riesce a vincere, entrando nel programma junior di Maranello come uno dei piloti dal potenziale più elevato.
L’ascesa e la conferma: gli anni in Formula 3 e Formula 2
L’accesso nel mondo della Formula 3 arriva nel 2022, lo stesso anno in cui l’ancora minorenne si rivela agli occhi di tutti come il ragazzino da tenere d’occhio in un ambiente difficile ed ostico come quello della F3; nella stagione d’esordio (che poi si rivelerà esser l’unica) conclude il campionato al 3° posto, sfiorando il titolo ma soprattutto dominando i due compagni di squadra Crawford e Leclerc già al secondo anno in categoria.

Ad attirare l’attenzione sono sì i suoi successi che tanto impressionano il paddock F1, ma anche i confronti con i piloti che ha dovuto affrontare come Martins (4 anni più vecchio), Maloney e Hadjar (2 e 1 anno più vecchi) i quali ritrova attualmente in F2. Inutile dire come tutto ciò, logicamente, abbia aperto le porte della Formula 2 per la stagione 2023.
La stagione 2023 di Bearman in F2 parte in maniera altalenante con la scusante tuttavia dell’età: il pilota FDA riuscirà nonostante ciò ad impressionare e lasciare il segno con la performance impressionante sfornata a Baku (nel weekend in cui corre per la prima volta nel circuito azero); Ollie è capace di stampare la pole con un problema al volante e vincere entrambe le gare Sprint e Feature in quella che verrà definita come l’impresa dell’anno.
Dopo altre prestazioni degne di nota conclude la stagione al 6° posto come secondo miglior rookie dietro al vincitore di F3 Martins. Con il fine settimana di Baku che ha stupito molti addetti ai lavori, la F1 alla ricerca della gioventù ha trovato il nuovo crack nel talento britannico…talento che la Ferrari non vuole lasciarsi sfuggire.
I test con Haas e la favola Jeddah: l’arrivo in F1
Il 2023 in Formula 2 è l’ennesima conferma di velocità, tanto da portare ai primi banchi di prova in Formula 1 che arrivano alla fine del 2023 con le prove libere al volante della Haas, una sorta di scuderia sorella della Ferrari.
La squadra, piuttosto negativa dopo le esperienze con i rookie precedenti non andate a buon fine (vedi Mick Schumacher e Mazepin) rimane positivamente sbalordita dall’arrivo di Oliver tanto da annunciare insieme altre 6 sessioni di prove libere nel 2024; al britannico non manca nulla: ha budget, contatti, talento, età e successi nelle categorie junior ed il piano chiaro è quello di ruolo da titolare nel 2025.
A riprova di ciò a Jeddah arriva anche l’opportunità di prendere parte al suo primo Gran Premio di F1 con Ferrari in sostituzione dell’indisponibile Sainz: Ollie non se lo fa ripetere due volte e stupisce il mondo, concludendo la sua prima vera apparizione al 7° posto senza nessun’esperienza al volante.

Questo scioglie ogni dubbio: Bearman correrà in Formula 1 nel 2025 a prescindere da ciò che succederà in F2 nel 2024.
Il 2024 critico: i problemi che la Formula 2 deve risolvere
La seconda stagione di F2 (quella attuale) si sposta dunque in secondo piano: in un anno in cui le aspettative lo vedono come favorito al titolo, dopo Silverstone si trova solamente 13° in classifica. Perché?
Analizzando la classifica in maniera oggettiva senza tener conto dell’hype che Bearman ha su di sé, ci si rende conto come l’attuale classifica di F2 ha veramente poco valore: piloti che non hanno siglato alcun punto in F3 o Formula Renault si giocano podi in Formula 2 quest’anno, mentre i principali contendenti al titolo come appunto Bearman o lo stesso Martins si vedono relegati indietro, costretti a sforzarsi per recuperare il ritardo delle proprie monoposto. Ciò risiede nella pessima affidabilità mescolata alle differenze tra auto e motori che queste nuove generazioni di F2 hanno, le quali stanno parzialmente modificando le sorti del campionato.
La situazione attuale è particolarmente negativa, poiché piloti con meno budget (vedi Martins) avranno più difficoltà a far dimenticare questa stagione in cui c’entrano poco e nulla. Ferrari ed Haas l’hanno capito velocemente, ma Alpine? Non sembra.
Vedere un’annata di F2 in cui Bearman come altri avrebbero gestito la pressione dei favoriti sarebbe stato più emozionante, ma Bearman ha già dimostrato di esser pronto durante il weekend di Jeddah. Per gli altri invece? La Formula 2 rischia di diventare totalmente inutile.
Perché Bearman si merita la F1: la triste inutilità della Formula 2
Le squadre di Formula 1 ormai sanno che la F2 non è più in alcun modo rappresentativa del talento dei piloti impegnati: l’arrivo di Bearman nonostante il 14° posto non è altro che una riprova di ciò e l’ennesima caduta di stile di questa categoria cadetta.
Ciò che conta di più sono i test in F1, i dati interni e tutto ciò che c’è a monte della F2 come per esempio F3, Formula Regional o F4. Neanch’esse sono necessariamente rappresentative al 100% poiché si trovano sempre differenze, ma ci si può affidare di più analizzando il tutto; in Formula 2 invece (soprattutto quest’anno, meno gli anni scorsi) le cose sono quasi casuali.
Bearman sale però in Formula 1, e questa non è altro che giustizia per un giovane fenomenale che ha già dimostrato tanto. Ci si aspetta che Antonelli lo raggiunga presto mentre altre promesse come Lawson, Pourchaire o Doohan gravitano ancora intorno ai pochi sedili rimasti.
- RM, 01/2007
- F2, F3 & F4

