Dal 2021 è la squadra più temuta, la squadra da battere.
I risultati ottenuti nelle ultime tre stagioni hanno dato vita ad un nuovo capitolo nella storia della Formula 1, che di vittorie cicliche ne ha viste in abbondanza. E durante i test in Bahrain, il team austriaco ha lasciato intendere di poter restare in testa alla classifica per la quarta stagione consecutiva.
Tuttavia, gli esiti raggiunti finora non sono stati così tanto entusiasmanti come ci si aspettava.
Analizzando infatti i vincitori delle prime 12 gare del 2024 e facendo un paragone con le prime 12 del 2023, la situazione appare differente: se la scorsa stagione il primo gradino del podio è stato sempre occupato da un pilota Red Bull, quest’anno lo scenario risulta un po’ più variegato.
Nel 2023, dopo 12 gare, Verstappen aveva ottenuto 10 vittorie. Le restanti due sono state vinte dal suo compagno di squadra Sergio Perez.
Nel 2024, dopo 12 gare, Verstappen (e la Red Bull in generale) ne ha ottenute 7, Ferrari 2, Mercedes 2 e McLaren 1.
Gli ultimi 7 Gran Premi sono stati vinti da 5 piloti di 4 squadre diverse.

Ma una domanda rimane: cosa sta succedendo al team di Milton Keynes?
A provare a dare una spiegazione a questo “calo di prestazioni” ci ha pensato Zak Brown, CEO di McLaren:
“Si arriva a un punto di rendimenti decrescenti per quanto riguarda quanto si può continuare a sviluppare un’auto. A loro onore, sono arrivati per primi e ora siamo tutti al passo o quasi.”
E Christian Horner, Team Principal della Red Bull, non nega la realtà dei fatti.
“Non è un segreto che abbiamo meno tempo di sviluppo rispetto agli altri, siamo in cima alla curva e di conseguenza i nostri rendimenti sono decrescenti”
Tuttavia, questa presa di consapevolezza non piace a Max Verstappen.
“Potremmo dire: ‘Si,è normale’. Io non penso sia normale” ha detto il campione del mondo in carica.
“Dobbiamo continuare a lavorare duramente. Se pensiamo che ciò sia normale, gli altri ci supereranno”.
“Lavoro con gli ingegneri tutti i giorni e cerco di fare in modo che gli aggiornamenti arrivino prima” ha affermato poi Verstappen.
Da non sottovalutare è poi la crisi interna: Adrian Newey in partenza e le discussioni tra Horner, Marko e Jos Verstappen non hanno sicuramente fatto bene alla squadra.
Ma la Red Bull può ancora dare qualcosa?
L’ingegnere Paul Monaghan ha spiegato che il team riscontra progressi sempre minori man mano che la sua curva di sviluppo si appiattisce.
Horner ha inoltre chiarito che gli aggiornamenti non saranno di grande portata ma riguarderanno ormai minimi dettagli, come succede di solito ai team in testa alla classifica. Piccoli dettagli che potranno comunque fare la differenza.
Chissà se riuscirà Max Verstappen a tenere in piedi e far dominare nuovamente una squadra che sembra aver perso la sua capacità di regnare in modo esclusivo.
La seconda metà della stagione è ancora tutta da scrivere, ma è forse questo l’inizio di un declino?

