Nessuno se lo aspetterebbe, ma la downfall che Red Bull ha avuto non è cominciata da metà 2024. Ed è molto più profonda di quanto si pensi…
Indice Articolo
- Da prima forza a quarta forza per una zona grigia? Impossibile, o almeno si crede…
- Tutto risale a prima del 2024. Tutto nasce mentre il dominio si afferma
- Red Bull e quel nemico segreto chiamato McLaren
- I problemi della macchina si iniziano a sentire con Perez
- Quando non ci sono dei rivali, è difficile capire i tuoi limiti…
- Le apparenze ingannano, e Red Bull lo ha capito nel passaggio dal 2023 al 2024
- Una delle molteplici cause della downfall Red Bull…è anche una delle strutture più importanti per un team di Formula 1
- Ed è quindi una serie di fattori che hanno portato all’enorme downgrade del team austriaco
Uno dei temi che più di tutti nel corso di questa stagione ha dominato la scena pubblica degli appassionati della massima categoria del motorsport, ovvero la Formula 1, è come la Red Bull Racing sia passata dal dominare e rompere record di ogni tipo, all’essere in difficoltà nel Costruttori, ma anche nel Mondiale Piloti.
Le risposte possono essere molteplici: c’è chi ha parlato di zona grigia riguardo le sospensioni, citandone una, con il terzo elemento ad azoto, oppure chi per tempo ha parlato di una zona grigia riguardo il sistema frenante, permettendo alla vettura del team austriaco, la RB20, una migliore rotazione a centro curva. Sono tutte molteplici ipotesi, che però vanno realmente contro a ciò che la Formula 1 è.
Da prima forza a quarta forza per una zona grigia? Impossibile, o almeno si crede…

Mi spiego meglio, un auto che ha usufruito di moltissimi buchi nel regolamento anche nella precedente generazione di vetture a fondo piatto, è difficile che basi tutto il progetto vincente su delle falle del regolamento.
Sarebbe da folli progettare la tua monoposto su una frenata asimmetrica o su un qualsiasi congegno aerodinamico (o meccanico) al fine di massimizzare ciò che è la prestazione in una determinata pista.
Non solo, è molto raro vedere una monoposto passare dall’essere prima forza incontrastata all’essere a tratti quarta forza, tutto nell’arco di una stagione.
Ci sarebbero molti casi passati, come la Brawn GP o la stessa Red Bull del periodo Vettel, ma in quel caso non passavi dall’essere 1 secondo davanti all’essere mezzo secondo dietro. Qualcosa allora è evidentemente successa.
Tutto risale a prima del 2024. Tutto nasce mentre il dominio si afferma
Le colpa della downfall Red Bull vanno analizzate ancora prima della stagione 2024. Ebbene si, se è vero ciò che dice Horner sul Gran Premio di Spagna 2023, allora possiamo effettivamente trarne qualche conclusione. Ma andiamo per passi. Incominciamo andando a confrontare le due vetture soggette ad analisi: la RB19, ovvero il monstre delle monoposto a effetto suolo, a sua volta una delle macchine più dominanti della storia di questo sport, e la RB20, la sua sorella minore e gemella.

Perché gemella? In molti potrebbero essere in disaccordo, ma la RB20 assomiglia alla RB19 più di quanto realmente si pensi. Entrambe, infatti, sono nate sullo stesso obiettivo: il massimizzare l’effetto del fondo, che ricordiamo essere uno degli elementi clou di questo regolamento tecnico. Entrambe condividono la stessa idea di monoposto: l’efficienza aerodinamica e la stabilità ad altezze diverse.
In più la RB20 ha solo la necessità di far lavorare meglio il bodywork assieme al fondo, andando a massimizzare la depressione presente tra i sidepods e la zona dei cannoni, al fine di aumentare il lavoro del diffusore, e massimizzare il picco di carico, di cui la monoposto non ha mai spiccato. Realmente per questo motivo, la RB20 e la RB19 si “assomigliano”. L’una è la gemella dell’altra.
Red Bull e quel nemico segreto chiamato McLaren
Infatti, a inizio 2024, la Red Bull ha continuato sullo stesso trend del 2023: in qualifica più umana, in gara una macchina che domina. Ed è qui che iniziano i primi dubbi. Si vede, infatti, che a livello prestazionale il miglioramento di Red Bull non differisce troppo da quello di Ferrari, ed è solo leggermente superiore a quello di Mercedes.
Arriva la “batosta“, e per il team di Milton Keynes si chiama McLaren. La scuderia di Woking ha tratto in super inganno la squadra austriaca, andando ad aspettare molto e molto tempo prima di sviluppare in maniera “macro”, senza invece fare come gli altri competitor e portare pacchetti che voltano al sbloccare il carico puro (vedi Ferrari in Spagna).

I problemi della macchina si iniziano a sentire con Perez
Una dinamica che ha iniziato a preoccupare il team austriaco, e in particolare i suoi piloti Verstappen e Perez, è stato l’accentuarsi del sottosterzo a centro curva. Come già spiegato in un altro articolo, dopo il GP di Olanda, la Red Bull dell’effetto suolo nasce con questa tendenza sottosterzante. Nel 2024 la RB20 ha iniziato ad accentuare questo fenomeno, perdendo maggiormente in rotazione e settings.
Questa situazione, però, è realmente iniziata già a metà 2023, con un Sergio Perez molto in difficoltà da Barcellona in poi, come se non riuscisse a guidare più da metà curva in poi. Ed è qui che Red Bull ha incontrato un nemico/amico: Max Verstappen.

L’olandese, infatti, pare essere stato talmente tanto versatile, stile Fernando Alonso 2010-2012, da aver nascosto quelli che erano dei problemi già nati a metà 2023. Questo era però abbastanza notabile in Perez, che può essere considerato un Felipe Massa odierno della Red Bull.
Non è solo la capacità di Verstappen nell’essere camaleontico alla Fernando Alonso, che ha effettivamente coperto e dato sicurezza a Red Bull riguardo all’inesistenza dei problemi. Bensì vi è un altro fattore da considerare: la mancanza di competitors.
Quando non ci sono dei rivali, è difficile capire i tuoi limiti…
Se pensiamo che nel 2023 Ferrari e Mercedes si sono sparate sui piedi da sole, e pensiamo a come McLaren abbia posticipato gli aggiornamenti invernali al GP di Austria dello stesso anno, l’unica che pare aver lavorato correttamente e sulla stessa linea del 2023 è stata Red Bull.
La RB19 può essere considerata una F2004 moderna. Non solo per l’estrema competitività, ma anche e soprattutto per la mancanza di competitors nella stagione in cui hanno corso. Ferrari nel 2004, infatti, sfruttò la debacle di McLaren e Williams, nonché la poca competitività di Renault ai tempi, per dominare quella che fu una delle stagioni più a senso unico della Formula 1.

Bellissimo si, ma sono queste situazioni che ti portano a non scoprire i limiti della tua monoposto, e prepararti poi all’inferno negli anni dopo. Nel caso di Red Bull ha pure peccato di presunzione, poi rivelatasi fatale.
Nel 2023, infatti, la scuderia di Milton Keynes ha deciso di interrompere lo sviluppo della monoposto a Singapore, mentre nello stesso GP McLaren porterà un consistente pacchetto di sviluppi (che si dimostrerà effettivamente una delle chiavi all’ascesa della loro attuale situazione) e nell’weekend successivo, in Giappone, Ferrari porterà un fondo volto al migliorare il centro di pressione, e massimizzare l’equilibrio tra i due assali. Ciò ha poi permesso alla Rossa, di avere una base migliore nel 2024.

Le apparenze ingannano, e Red Bull lo ha capito nel passaggio dal 2023 al 2024
Riprendendo il discorso per quanto concerne Red Bull, la scuderia si è trovata ad affrontare un grosso problema in silenzio per tutto il 2023. Il fatto di avere migliorato a livello prestazionale la monoposto, quindi dal lato teorico, senza però riuscire a sbloccare quella prestazione, quindi restringendo lo sweetspot ideale della macchina.
Tale punto è stato azzeccato sicuramente da un Max Verstappen capace di entrare nella finestra ideale della monoposto. Talento assoluto. Ma è proprio l’avere questi piloti che ti induce maggiormente all’errore, poiché ti danno quella sicurezza che non ti fa pensare a dove migliorare.
A tutto questo vanno aggiunti due fattori: l’esigenza di spingere sull’efficienza aerodinamica, infatti per questo sono state apportate più modifiche a livello di raffreddamento, proprio per massimizzare l’efficienza aerodinamica, che però ti fa avere maggiori problemi alla PU (Monza), e la galleria del vento obsoleta di Red Bull.
Una delle molteplici cause della downfall Red Bull…è anche una delle strutture più importanti per un team di Formula 1

La galleria del vento di Red Bull merita di essere menzionata, poiché è probabilmente una delle cause della “fuga di ingegneri” che il team di Milton Keynes ha sofferto nell’ultimo anno e mezzo.
Premettiamo che la galleria del vento Red Bull è risalente alla Seconda Guerra Mondiale: qui venivano progettati e sviluppati i caccia militari, prima per la sopracitata guerra, poi per la Guerra Fredda.
Nel 2003 fu acquistata dal team Jaguar, il quale progettò qui la Jaguar R7, la prima e vera auto a essere stata sviluppata nell’attuale galleria della Red Bull. Dopo ci che, Mateschiz acquistò il team Jaguar, e cercò di apportare modifiche riguardo al funzionamento della galleria del vento. Pare però che strutturalmente vi sia un problema di fondo.
Red Bull, infatti, ha utilizzato da 1 decennio a questa parte la propria galleria del vento al fine di calibrarla, non di cercare soluzioni. Ecco spiegato il perché per 4 anni di fila, la scuderia austriaca ha faticato nel trovare l’assetto giusto in vista delle Prove Libere, salvo poi ricalibrare il tutto in pista. Un po’ l’opposto di Ferrari.
Negli ultimi anni, però, pare essere diventata scalibrata, andando a complicare il lavoro dei tecnici. A questo si aggiungono le meno ore a disposizione di Red Bull per quanto riguarda la calibrazione e lo sviluppo della struttura. Ed ecco spiegato il perché la macchina non ha mai funzionato bene in galleria.
Ed è quindi una serie di fattori che hanno portato all’enorme downgrade del team austriaco

Per tutta la metà del 2023 abbiamo sentito la storiella sul fatto che Red Bull avesse meno margine di miglioramento e sviluppo. Balle. Mercedes, per prenderne una, non ha mai fatto passi falsi dal 2014 al 2020, anzi…A differenza di Mercedes, Red Bull ha semplicemente più difetti a livello strutturale. Ciò fa capire molto sull’importanza delle strutture e delle fabbriche di ogni team di F1. E quanto è vero che le apparenze ingannano…
Leggi anche:
Pausa autunnale della Formula 1: a cosa è dovuta questa attesa?
Liam Lawson ed il numero 30: Un omaggio al suo eroe dei Kart
Austin rifà il look in vista del prossimo Gp: ecco tutti i cambiamenti
Seguici sui nostri social
🔥 Sei un vero fan della Formula 1? Allora non perderti neanche una news! 🚀 Seguici su Instagram,Telegram e Youtube per rimanere sempre aggiornato, senza perderti analisi, curiosità e retroscena dal paddock! 🏎️💨
📲 Tutto gratis, zero costi, solo passione per la F1!
Se i nostri articoli ti piacciono, condividili con i tuoi amici e aiutaci a far crescere la community! 🙌
Buona lettura su Fuori Pista! 🏁🔎

