Torniamo con una nuova analisi degli incidenti accaduti durante il Gran Premio del Messico, con Max Verstappen di nuovo protagonista in negativo.
In Messico è stato di nuovo scontro tra Verstappen e Norris per ben due volte di seguito, ma questa volta l’inglese ha prevalso guadagnando 10 punti sul pilota Red Bull che ha chiuso solo in sesta posizione dopo una gara caratterizzata da azioni sconsiderate e inutilmente aggressive.
È proprio Verstappen il protagonista in negativo del Gran Premio del Messico assieme alla disastrosa gara di Sergio Perez, ultimo al traguardo davanti al suo pubblico.
Dopo la difesa durissima ad Austin su Lando di cui trovate l’analisi nel nostro sito, Max ha deciso di continuare all’Hermanos Rodriguez con la stessa filosofia: io o nessuno.
Tutto succede al decimo giro tra Curva 4 e Curva 7, dando vita ad uno degli episodi più aggressivi nella carriera dell’olandese, ma andiamo a ripercorrere tutto nella nostra analisi.
La partenza: Perez parte in P17,5 e Tsunoda fa la fionda con Albon
Inizia ancora prima dello spegnimento dei semafori l’incubo di Sergio Perez, che schierandosi in pista per la partenza manca completamente la piazzola e si trova quasi affiancato alla P17 di Oscar Piastri.
Sacrosanti i 5 secondi di penalità seguendo l’Articolo 48 del Regolamento Sportivo al messicano che non si rende conto dell’errore durante tutti i team radio nonostante l’evidente posizionamento fuori misura in griglia.
Poco dopo lo spegnimento dei semafori sono Tsunoda e Albon a portare in pista la Safety Car dopo un importante incidente. Il pilota giapponese della VCARB si mette tutto sulla sinistra della pista per cercare una mossa all’esterno mentre Albon è pressato da entrambi i lati, costretto a tenere la traiettoria completamente rettilinea.

Purtroppo le due linee entrano in collisione e Tsunoda finisce sulla barriera esterna senza la posteriore destra, mentre Albon rompe le sospensioni della anteriore sinistra, fermandosi all’esterno di Curva 3.
Anche qui correttissima la decisione dei commissari che lasciano correre l’episodio come semplice incidente di gara in partenza. Entrambi si ritirano e nessuno ha una vera responsabilità sul fatto, ottimo lavoro FIA.
Verstappen vs Norris: l’ennesima lotta disperata di Max
Che analisi degli incidenti sarebbe se Verstappen non si rendesse protagonista di una manovra al limite del regolamento, o anche oltre come spesso succede?
Questa volta l’olandese ha preso alla lettera il motto “io o nessuno”, cercando di bloccare i sorpassi di Norris in ogni maniera possibile come è d’altronde successo anche in Texas.
Al decimo giro, Lando prova l’attacco su Verstappen che tenta la staccata disperata, portando fuori entrambi dalla pista.
Norris anche questa volta tiene la posizione, inferocendo il #1 che lancia la divebomb in Curva 7 nello snake per prendersi di nuovo quella che doveva essere la seconda posizione.
Con Leclerc dietro il duo a guardare, era inevitabile che la traiettoria larghissima di entrambi i piloti potesse favorire il monegasco, che sfrutta l’occasione per andare in seconda posizione.
Dopo l’attacco, Max si rimette davanti a Norris in terza posizione, ma la penalità sembra talmente scontata che si aspetta solo la comunicazione della FIA, fulminea a notare l’accaduto.

Prima arrivano 10 secondi per aver mandato il pilota #4 della McLaren fuori dai limiti della pista durante la manovra all’interno, poi la Federazione rincara la dose con altri 10 secondi per il sorpasso fuori dal tracciato in Curva 7.
Nei Documenti 44 e 47 riguardo alle due penalità inflitte a Verstappen viene sempre citato l’Articolo 2 del Capitolo IV, appendice L del Regolamento Sportivo Internazionale, riferendosi nello specifico al punto b per la forzatura in Curva 4 e a punto c per il sorpasso oltre i limiti della pista.
In entrambi i casi, oltre a svariate violazioni delle Linee Guida di cui abbiamo parlato nella scorsa analisi, Verstappen è andato completamente contro i due articoli essendo rimasto sempre dietro la linea di Norris al punto di corda delle due curve.
Le decisioni della FIA sono corrette e indiscutibili avendo applicato alla lettera il Regolamento, applicando oltre tutto due punti di penalità sulla Superlicenza di Verstappen che ora si trova a 6 su 12 punti massimi in un arco di 12 mesi.
Perez-Lawson: sempre più un disastro giro dopo giro
Sergio Perez non riesce a tenere un passo gara degno della Red Bull nemmeno per tentare la zona punti, finendo a relegarsi in undicesima posizione al giro 18 dove incontra Liam Lawson.
Il pilota neozelandese è un osso duro e allunga la staccata per difendersi, trovandosi però spinto fuori pista dal messicano. Lawson non ci sta e ripaga Perez con la stessa moneta, con Sergio che riporterà poi dei danni importanti al sidepod destro e probabilmente anche al fondo.
Da lì in poi sarà una gara-incubo per l’idolo di casa che chiuderà al traguardo solo per orgoglio nonostante la disastrosa 17esima posizione.
Anche in questo episodio la Federazione svolge un compito magistrale, lasciando correre il tutto visti i danni importanti di Perez a cui si poteva imputare un attacco all’interno troppo spericolato e al limite.
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