Il Kaiser al termine del triennio in Mercedes decise di ritirarsi definitivamente dalla F1. Ma cosa sarebbe successo se Schumacher avesse deciso di continuare?
Il 4 Ottobre 2012, alla vigilia del Gran Premio del Giappone, Michael Schumacher annunciò il suo definitivo ritiro dalla F1. L’ormai 43enne decise di appendere il casco al chiodo e di terminare una delle più leggendarie carriere della storia della Formula 1 e del Motorsport in generale.
Ma se avesse voluto continuare a correre, quali scenari si sarebbero potuti aprire?
Un futuro lontano da Mercedes
Esattamente 15 anni fa, la Mercedes, che aveva appena rilevato le quote del team Brawn GP, annunciò l’ingaggio di Schumacher per il triennio successivo, il quale ritornava a correre in Formula 1 dopo 4 anni.
La sua esperienza con la casata di Stoccarda non fu eclatante come le aspettative. Il team che era appena ritornato in F1 non fu mai competitivo per lottare al titolo iridato alla pari di Red Bull, Ferrari e McLaren.
Durante il suo triennio con la Mercedes venne ripetutamente battuto dal connazionale Nico Rosberg, ma almeno si tolse la soddisfazione di ottenere l’ultimo podio della carriera a Valencia.

Durante la stagione 2012 stavano circolando diversi rumors riguardanti la Mercedes e la sua line-up per la stagione successiva: Schumacher sembrava essere in trattativa con il team per un possibile rinnovo, mentre era emersa la possibilità di uno scambio Hamilton-Rosberg tra Mercedes e McLaren. Ma non avvenne nulla di tutto questo.
Il contratto di Rosberg venne rinnovato e la Mercedes decise di ingaggiare Lewis Hamilton come prima guida, andando a rimpiazzare il Kaiser. Il britannico, che all’epoca aveva vinto solo un mondiale, stava attraversando un momento di crisi con McLaren. Nel corso della stagione si dovette ritirare molteplici volte, anche quando era in testa, a causa di problemi legati all’affidabilità della MP4-27. La squadra tedesca prese la palla al balzo e lo fece firmare per loro, grazie anche a Niki Lauda, il quale era presidente onorario della frecce d’argento, che lo convinse a trasferirsi.
Dunque Schumacher si doveva rimboccare le maniche e se fosse stato intenzionato a rimanere nel paddock della Formula 1, sarebbe stato costretto a cambiare box.
Un fantascientifico ritorno a casa
Michael Schumacher e la Scuderia Ferrari sono stati uno dei binomi più leggendari e vincenti della storia della Formula 1. Insieme hanno collezionato 72 vittorie, 58 pole positions e ben 5 mondiali piloti. La loro accoppiata ha contraddistinto indubbiamente l’inizio del XXI secolo del Motorsport.
La legacy ebbe inizio nel 1996, con la storica prima vittoria del Kaiser in rosso nel diluvio di Barcellona, e si concluse con l’ultima perla di talento a Shanghai, dove siglò il 91esimo e ultimo successo in F1.
Se si chiede a qualsiasi tifoso della rossa cosa ha rappresentato il Kaiser per loro, ti risponderanno che è una parte del loro cuore. In molti si sono appassionati guardando Schumacher vincere e dominare ogni domenica in qualsiasi parte del globo, canticchiando l’inno di Mameli sul podio. Oppure sono stati i padri che hanno fatto appassionare i propri figli all’automobilismo e alla Ferrari attraverso la narrazione dei successi di Michael.

Un sedile traballante
Felipe Massa, dopo il terrificante incidente a Budapest nel 2009, non aveva più raccolto dei risultati rimarcabili con la Ferrari, e soprattutto da quando Alonso era arrivato a Maranello nel 2010, non era riuscito a tenere il passo dell’asturiano.
Per tali motivi il suo sedile per il 2013 era stato messo in dubbio. Tra i papabili sostituti era emerso il nome di Jenson Button, il quale poi successivamente dichiarò che preferì rimanere in McLaren.

Nel corso della stagione era circolata l’indiscrezione che tra la Ferrari e Michael Schumacher potesse aprirsi una trattativa per riportare il tedesco a Maranello, andando a formare una delle line-up più iconiche della storia della rossa e della F1.
Ancora oggi non sappiamo se c’erano davvero i presupposti per avviare la trattativa oppure, come la maggior parte ritiene, soltanto un rumor campato in aria da tifosi sfegatati che sognavano il ritorno del Kaiser a bordo della rossa.
Nonostante le diverse voci, Massa rinnovò con la Ferrari anche per la stagione successiva.
L’ipotesi più probabile: l’approdo in Sauber
Se il Kaiser avesse voluto rimanere in Formula 1, allora molto probabilmente avrebbe firmato con Sauber, l’unica vera possibilità per lui di correre nel 2013.
Il team svizzero nella stagione seguente avrebbe cambiato completamente line-up: Perez si sarebbe unito a McLaren, andando a sostituire Hamilton, mentre Kobayashi non avrebbe trovato posto in griglia per la stagione successiva.

Sicuramente Hülkenberg avrebbe fatto parte del team, mentre l’ingaggio di Gutiérrez sarebbe probabilmente saltato se il Kaiser avesse scelto di accaparrarsi con la squadra elvetica.
Ad aumentare la possibilità di questa possibilità, precedentemente all’annuncio del ritiro di Schumacher, era stata vista la sua manager personale, Sabine Kehm, a colloquio con il Team Principal Peter Sauber.
Inoltre lo stesso Peter Sauber aveva dichiarato che avrebbe preso immediatamente Michael, sottolineando che nonostante l’età aveva dimostrato di essere ancora competitivo. Dunque con molta probabilità la trattativa Schumacher-Sauber sarebbe andata in porto.
In termini di prestazioni, cosa avrebbe potuto ottenere Michael nel 2013?

Il suo connazionale Hülkenberg durante quella stagione terminò decimo in classifica generale, ottenendo come miglior risultato un quarto posto in Corea del Sud. La Sauber C32 si dimostrò altamente competitiva durante l’arco della stagione, perciò il sette volte iridato avrebbe potuto ottenere gli ultimi risultati onorevoli della sua carriera.
Successivamente diventa difficile pensare cosa avrebbe potuto fare il Kaiser: magari si sarebbe ritirato dopo aver raccolto le ultime soddisfazioni della sua carriera oppure avrebbe potuto continuare con Sauber nel 2014.
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