Dopo la peggiore stagione del decennio, la McLaren punta a tornare ai vertici con una vettura che promette di avere il potenziale per tornare in alto: la MP4-20
Corre l’anno 2004. La Ferrari con Michael Schumacher conquista il suo sesto Titolo Costruttori di fila, mentre per il tedesco è il quinto Titolo Piloti di fila con il Cavallino Rampante, e il settimo nel suo Palmares. Negli anni 2000 il dominio era puramente Rosso, nessuno degli altri team in griglia poteva fermare la squadra di Maranello.
Per questo ci pensò la FIA, stravolgendo completamente il regolamento tecnico, colpendo proprio nelle aree in cui la Ferrari basava il suo immenso dominio, ovvero la capacità di gestire la mescola Bridgestone, e il suo motore V10. Ma di questo ne parleremo dopo.
Intanto a Woking, quartiere generale della McLaren F1 Team, si lavora per pensare a come migliorare, anche in funzione dei nuovi regolamenti, il rendimento generale della squadra, specialmente dopo la stagione 2004, considerata probabilmente una delle stagioni meno competitive e felici per la squadra inglese.
In questo, Adrian Newey sarà considerato uno dei fautori più importanti, specialmente per la nuova auto della McLaren, la MP4-20, che come vedremo dopo, presenterà parecchie soluzioni interessanti.
I nuovi regolamenti riportano l’ordine e l’equilibrio nella massima categoria
Andiamo con ordine. Con il dominio Ferrari dal 2000 al 2004, molti dei team hanno deciso di “mettersi contro” il Cavallino Rampante, cercando di trovare e/o appoggiare una soluzione per ovviare all’estrema competitività della Ferrari. Ed è qui che la FIA decide di introdurre i nuovi regolamenti per la stagione 2005: questi erano strutturati principalmente in tre punti chiave: aerodinamica, motore e pneumatici

L’aerodinamica cambiò sensibilmente, ad esempio, perché si passò a un’ala anteriore rialzata di 50 millimetri, oppure l’ala posteriore fu spostata di 100 millimetri davanti. Anche il diffusore subì diversi cambiamenti alla forma, riducendone la funzionalità di produrre carico aerodinamico.
Questo ridusse l’efficienza aerodinamica di oltre il 20%. Per il motore, invece, dal lato tecnico non ci furono cambiamenti, se non per la durata, che passò dai 700 km della precedente stagione a 1400 km, praticamente il doppio. Questo perché i propulsori dovevano fare due weekend GP di fila, il che sarebbe stato pesante per un motore (come successivamente vedremo nel caso della McLaren MP4-20).
Dulcis in fundo, la questione degli pneumatici. In questo caso, la FIA fu particolarmente severa con Ferrari, poiché usava pneumatici Bridgestone, ai tempi i migliori per quanto concerne le prestazioni. Infatti, furono progettati dalla casa nipponica con maggiore ricerca sulle fibre tessili di nylon, così da migliorare l’aderenza e l’elasticità della carcassa, pur riducendone la durata.
Discorso diverso per Michelin, che invece puntava a tecnologie in acciaio nella carcassa, così da migliorare la durata effettiva dello pneumatico. Cosa divideva questi 2 produttori di gomme? I regolamenti che prevedevano la durata di un intero treno di gomme tra qualifica e gara. Questo, quindi, colpì profondamente Ferrari, e favorì team come la Renault e la stessa McLaren.
Viene presentata la MP4-20
Presentata il 24 Gennaio 2005 a Montmelò, la McLaren MP4-20 segna un ritorno nei vertici della classifica di McLaren, che dopo stagioni non troppo positive torna a contendersi entrambi i Titoli. La vettura presenta linee estremamente affascinanti, tanto da essere ricordata come una delle monoposto più belle della storia della Formula 1, anche se spesso bella non vuol dire veloce (cari Ferraristi, lo sapete con la SF1000).
Questa, però, va veloce, molto veloce. Già ai test i feedback sono postivi da parte di Kimi Raikkonen, ai tempi pilota di punta nel team di Woking prima di prendere l’eredità del Kaiser in Ferrari. Buoni anche i commenti di Juan Pablo Montoya, l’altro alfiere del team, che parlerà di una vettura stabile, veloce e molto guidabile, oltre che molto bella. Cosa aveva di particolare questa macchina? Perché era così aggressiva?

Vettura innovativa quanto veloce
La McLaren MP4-20 si presenta con alcune novità per quanto concerne la sezione anteriore. Con i nuovi regolamenti, l’ala anteriore perde molto del carico frontale. L’ala della McLaren si presenta con un profilo leggermente sinusoidale, con una curva di minimo che viene “rappresentata” nella parte inferiore del mainplane, con le due estremità laterali invece rialzate, come da regolamento.
Questo tipo di ala, molto semplificata, va a sposare una filosofia aerodinamica inwash (un po’ come vedremo nel 2026), cioè spostare il punto di attacco dei flussi verso l’interno, generando carico aerodinamico con il corpo vettura.
Questo, inoltre, favorisce un effetto scia meno potente, poiché il tyre contact patch viene spostato all’interno della della ruota, rendendo meno sporca la scia dell’auto. Interessante, lo slot space tra nosecone e mainplane, che funge da “inlet” per alimentare i canali iniziali del fondo.
Riguardo la sezione centrale, è qui che è stato svolto un lavoro enorme in McLaren. Innanzitutto con dei nuovi bargeboards, che con le fiancate più rastremate generano dei vortici primari in grado di energizzare e indirizzare il flusso esterno sopra la floor edge. La floor edge è qui molto importante, perché deve cercare di aumentare il sigillo affinché non ci siano differenze enormi di pressione all’interno del fondo, il che andrebbe a rovinare la stabilità del centro di pressione.
Per quanto, invece, riguarda la forma delle fiancate sidepods, vengono rastremate maggiormente, quasi a cercare un effetto doppio fondo, cioè un fenomeno che molti team cercano di replicare per favorire un’accelerazione longitudinale del flusso d’aria che scorre nel bordo del fondo, imitando in un certo senso ciò che avviene in un tubo Venturi.

L’intera area del pavimento, infatti, è gestita da vari dispositivi aerodinamici in grado di energizzare continuamente il fluido presente in quella zona. La disposizione delle masse radianti, essendo le fiancate rastremate di più rispetto alla MP4-19, cambia, così come l’uscita e lo smaltimento di calore, attraverso dei camini installati su dei pannelli staccabili. Dietro questi, vi sono altre uscite, implementate nelle carenature degli scarichi.
Una soluzione congeniale per la MP4-20 erano delle “corna”
Una novità, che poche auto a quel tempo avevano installato, sono le “horns” presenti sopra il cockpit del pilota. Ma a cosa servivano queste enormi sporgenze? Essendo l’ala posteriore meno “efficiente” rispetto alla passata stagione, vi era molto meno carico prodotto al retrotreno, anche per via del taglio al diffusore.
Allora, il team di aerodinamici formato da Adrian Newey, Nick Tombazis e Peter Promodrou ebbe l’idea di pensare a come rendere più efficiente il flusso in arrivo all’ala posteriore, così da cercare di ovviare al problema di riduzione deportante. I 2 deviatori di flusso hanno proprio questa funzione, ovvero quella di “ricaricare” di particelle l’aria che viene indirizzata all’ala posteriore.
Più particelle=Più carica atomica, quindi più quantità d’aria se vogliamo dirla tutta. Questo è importante, perché riesce a “simulare” in qualche modo l’aerodinamica ottimale studiata in fase di progettazione, e riesce inoltre ad aumentare i livelli di carico sulla monoposto. In poche parole, si riesce ad avere maggiore energia dei filetti fluidi, ritardando il distacco dal corpo vettura da parte del flusso d’aria.

Il verdetto in pista ci dice di una vettura velocissima, ma troppo fragile per lottare contro Renault
La McLaren MP4-20 si dimostra così una vettura molto competitiva, soprattutto grazie all’aumento esponenziale di potenza e rendimento del propulsore FO110R, un motore Mercedes 3.0 litri V10, da oltre 930 cavalli. Il problema era però sempre nel motore, più precisamente nella sua affidabilità.
6 furono i DNF, tutti di natura meccanica, che colpirono duramente la stagione 2005 del team di Woking, che comunque ebbe la sua migliore stagione dopo molti anni. Una gara da ricordare per McLaren in quell’anno è sicuramente il GP di Giappone 2005, vinto in rimonta da Kimi Raikkonen partendo P17
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