Hamilton e Leclerc con le nuove tute Ferrari

Ferrari: lo stile di guida di Hamilton potrebbe favorire lo sviluppo della SF-25?

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La presenza di Hamilton nel box Ferrari dal 2025 curerebbe un aspetto che negli scorsi anni ha sempre affossato Ferrari

Bollito. Questo è l’aggettivo che molti dei fan sui media hanno attribuito al 7 volte campione del mondo Lewis Hamilton, risultando parecchio aggressivi e molto critici, aggiungendo pure come Ferrari abbia sbagliato ad appiedare Carlos Sainz, ritenendolo un perno quasi all’interno della Scuderia di Maranello. È così “giusto” definirlo un pilota bollito, che non può più dare contributo alla squadra?

Baggianate. Ricordiamo che stiamo pur sempre parlando di un pilota con 356 gare disputate, 18 stagioni (con la prossima 19) e innumerevoli record infranti. Non è che l’età sia un limite importante per il britannico di Stevenage, che nelle ultime stagioni con la Mercedes ha faticato e non poco nel trovare il corretto feeling con la monoposto di Brackley, specialmente nel 2022 e nel 2024.

Ci sono da considerare più fattori, che oggi andremo ad analizzare, specialmente tendendo conto della prossima stagione, dove andrà ad affiancare Charles Leclerc, affinando la sua crescita a livello sportivo e di guida, per quanto già sia a livello per diventare campione del mondo.

Situazione interna con Mercedes e mancato approccio alle auto Venturi

Hamilton e Toto

Partiamo da un fattore, che più si addice a essere considerato psicologico rispetto all’essere tecnico. L’essere separati in casa Mercedes ha sicuramente fatto tanto. Un po’ come la situazione Vettel-Ferrari 2020, dove il tedesco ha vissuto un matrimonio “separato” con la Rossa, facendo vedere le conseguenze in pista di un difficile rapporto con la Ferrari.

Con Hamilton si è visto questo stesso approccio alla stagione: svogliato e più concentrato alla nuova esperienza ferrarista dell’anno dopo, affrontando nel mentre le problematiche con la W15, che a onor del vero ha avuto parecchi grattacapi tecnici.

E su questo parliamo del secondo fattore più “tecnico”, il mancato approccio del suo driving style all’effetto Venturi, e più in particolare alla Mercedes del 2024. Una problematica che ha frenato, e non di poco, l’adattarsi del britannico di Stevenage alla W15 è l’overheating dell’asse posteriore, dato da un’eccessiva gradazione dello slip angle al posteriore, che causa maggiore attrito con l’asfalto in fase di trasferimento laterale del carico.

Un problema che ha limitato Hamilton nel know how della macchina, essendo il britannico un pilota che preferisce avere un approccio più “pulito” in entrata, sfruttando maggiore rotazione in frenata e stabilizzando il corpo vettura a centro curva, con l’uso di trail braking, utilizzando il carico prodotto dal retrotreno per avere maggiore uso massimizzato del gas.

In poche parole, necessita di un importante connessione tra i 2 assali per avere una migliore transizione in curva. Questo spiega i problemi avuto con la W15 in qualifica. Essendo meno propensa ad avere carico sufficiente al posteriore per ruotare meglio l’auto in uscita, il 7 volte campione del mondo ha sofferto e non poco con la monoposto 2024 di Mercedes, arrivando a essere battuto più volte da Russell, che invece si è trovato molto ma molto più a suo agio con la W15

Un mancato approccio che ha pesato nel confronto con Russell

Hamilton alla guida della W15 a Marina Bay
Hamilton alla guida della W15 a Marina Bay

Parliamo quindi di un mancato approccio dell’inglese alla Mercedes, e probabilmente al come guidare queste vetture a effetto suolo. Probabilmente per le loro caratteristiche congenite: essendo auto pesanti, hanno meno grip meccanico, e ciò vuol dire più sottosterzo a basse velocità.

Ricordiamo come le wing car di questa generazione siano maggiormente sensibili ai cambi di velocità (il carico aerodinamico generato è uguale alla velocità al quadrato. Più vai veloce più aumenta il carico, proprio per caratteristiche fisiche della macchina).

Hamilton, ha fondato il suo stile di guida sulle vecchie auto a fondo piatto e bargeboards, vetture con carico costante a velocità diverse. Il britannico, necessita di un carico aerodinamico distribuito “linearmente“, e questa situazione di variazione di carico al variare della velocità rende molto difficile al campione di Stevenage l’approccio alle auto a effetto suolo.

C’è pure da considerare un altro fattore: Hamilton ha sofferto rispetto a Russell anche per capacità di saper gestire un posteriore più instabile. Un po’ come successe a Vettel nel 2020 con la SF1000. Russell, per questo motivo, tende a essere più simile a Verstappen sullo stile di guida, dove effettivamente entrambi condividono un approccio alla curva con una linea a V, gestendo maggiormente il retrotreno (entrambi condividono la necessita di un’anteriore forte). Quindi, in sintesi, il declino di Lewis Hamilton, almeno a livello di velocità, è anche dovuto alle caratteristiche di queste monoposto.

Il binomio Hamilton-Leclerc condivide stili simili per una SF25 più completa

Perché la Ferrari potrebbe trarre vantaggio dall’avere Hamilton in squadra riguardo lo sviluppo? Sicuramente il britannico condivide molte caratteristiche di guida con il suo nuovo compagno di squadra, Charles Leclerc. Entrambi amano portare la staccata in profondità, specialmente in fase di entrata-centro curva, e condividono pure il modo in cui viene interpretata la linea di percorrenza, una linea a U, che rende più scorrevole la macchina con l’uso del trail braking.

Hamilton e Leclerc
Hamilton e Leclerc

Avere due piloti che possono lavorare in due direzioni simili è un enorme vantaggio, sia per la macchina che per i piloti. Prendiamo McLaren, ad esempio. Il team di Woking ha 2 piloti, Norris e Piastri, che condividono uno stile di guida pulito e fluido, adattandosi a qualunque situazione della macchina. McLaren, con questi 2 piloti, ci ha vinto, seppur in maniera molto sudata, il Costruttori.

Ferrari, con due piloti aventi due stili di guida agli antipodi, ha sempre faticato nello sviluppare in due direzioni diverse, in base anche all’ampliare la finestra di utilizzo degli pneumatici Pirelli. Perciò la situazione che si verrà a formare tra Hamilton e Leclerc non può che essere vantaggiosa, anche per i piloti, che adesso lavoreranno in maggiore sintonia per trovare un problema comune.

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