Gli errori di Norris nella stagione 2024 sono stati bollati da tutti come “debolezza mentale”. Un termine con cui Gerhard Berger non è d’accordo
Lo abbiamo visto tutti: l’anno scorso uno dei protagonisti del mondiale è di certo stato Lando Norris, che per una parte di stagione è stato definito da molti il rivale di Max Verstappen nella lotta Mondiale. Peccato che le sue prestazioni in pista si siano rivelate parecchio deludenti rispetto alle aspettative.
Sole 4 vittorie con una McLaren MCL38 considerata la monoposto più versatile di tutte da metà stagione in poi, hanno messo sotto cattiva luce il prodigio di Bristol
Il 25enne della scuderia Papaya ha sofferto, secondo molti, di un calo dato da una debolezza mentale che ha frenato più volte il britannico nel rendimento in pista. Molti gli errori fatti, da delle partenze poco efficaci (è il pilota che ha perso più posizioni in partenza, ben 22) ad alcuni sbagli sotto pressione nei corpo a corpo.
Insomma, nonostante l’immancabile velocità (vista soprattutto in qualifica) del talento della McLaren, pare esserci un’assenza di cattiveria nella guida in gara, e anzi si è visto pure una mancanza di carattere in alcune decisioni in pista, come se si spaventasse.
In molti degli appassionati della massima categoria hanno catalogato questa assenza di carisma come “fragilità mentale” di Lando Norris, il che non fa proprio bene al ragazzo, viste le voci sui dubbi che lui possa essere pronto o meno a lottare per il campionato nel 2025 (specialmente vedendo la concorrenza)
Un blocco mentale che però potrebbe sciogliersi proprio nel 2025
Gerhard Berger ha difeso Lando Norris da quella che viene percepita come una fragilità psicologica del pilota della McLaren. Il 65enne, che ha corso in F1 dal 1984 al 1997, vantando un carriera di tutto rispetto (nel quale ha guidato pure per Ferrari per ben 2 volte), ritiene che gli errori commessi dal pilota britannico l’anno scorso siano stati solo il culmine del fatto che non fosse “pronto” a lottare con Max Verstappen per il campionato piloti di F1.

Al fine di rendere maggiormente chiara la sua idea, il 65enne vincitore di 10 Gran Premi ha fatto un paragone tra Norris e l’olandese, evidenziando un percorso di carriera iniziale simile da parte del pilota della Red Bull, che è cresciuto fino a diventare la forza che è oggi.
Dopo aver perso di 63 punti rispetto a Verstappen lo scorso anno, Berger ha suggerito che l’ascesa della McLaren alla ribalta del titolo costruttori è arrivata troppo tardi per Norris, che ha avuto modo di “assaporare” una lotta contro Max Verstappen nel mondiale Piloti, senza però avvicinarsi troppo al 4 volte campione del mondo della Red Bull.
Effettivamente, la RB20 fino al Gran Premio di Spagna è stata la monoposto da battere, nonostante McLaren già da Miami si stesse avvicinando potenzialmente, quindi non è stato di certo facile per Norris recuperare su Verstappen. Il problema è che non è mai successo.
Norris, infatti, da Miami fino ad Abu Dhabi, non ha mai guadagnato punti nei confronti di Max, anzi ne ha persi pure 10 (se pensiamo che il distacco dopo il GP di Miami era di 53 punti, mentre a fine stagione gli è finito dietro di 63 punti)
Nel corso dell’anno, Norris non è stato in grado di sfruttare al massimo le opportunità, mentre Verstappen ha continuato ad accumulare punti con una costanza metronomica, nonostante la RB20 si sia dimostrata una pallida imitazione dei suoi predecessori.
È stata la chiave di volta della sua quarto Mondiale Piloti consecutivo. Per Norris, invece, è stato parecchio difficile anche solo abituarsi a lottare lì davanti nelle posizioni che contano, specialmente se pensiamo alle difficoltà avute nel partire dalla Pole: difatti, nelle sue prime 7 Pole Position in carriera, il pilota di Bristol non ha mai concluso il primo giro in P1.
Questo “blocco”, però, è finito in occasione del GP di Singapore, dove il 25enne britannico ha vinto con un vantaggio di 21 secondi su Max Verstappen, arrivato P2, dalla pole position (nonostante abbia rischiato più volte di metterla a muro per delle distrazioni)
Gli errori si fanno per imparare. Berger spinge Norris a migliorare

Per Berger, tuttavia, le occasioni mancate e gli incidenti sfiorati da Norris diventeranno sempre meno frequenti, man mano che il pilota sarà in grado di lottare per il titolo e non avere cali di motivazione, o comunque di mettere fine ai “freni inibitori” che tanto l’hanno tormentato nel corso della stagione 2024 di Formula 1.
Anche perché la velocità c’è, e lo dimostrano le sue 8 pole position e 4 vittorie l’anno scorso, di cui quella ad Abu Dhabi sicuramente una delle migliori gare della sua carriera, sia per importanza e sia per come ha guidato
“Non credo che Norris fosse pronto per il titolo nel duello con Verstappen”, ha dichiarato Gerhard Berger ad Auto Motor und Sport. “Forse la McLaren e la sua vettura sono diventate una squadra vincente un po’ troppo tardi. In sostanza, Norris sta facendo un ottimo lavoro. È un pilota di grande velocità e talento.”
“La gente cerca di interpretare i suoi errori come una debolezza mentale. Ma diamo uno sguardo al passato. Anche Verstappen ha commesso errori all’inizio della sua carriera. Con l’esperienza, pure lui ha iniziato a farne di meno. Questo accadrà anche con Norris”
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