Nonostante una sessione di qualifica molto complessa, Isack Hadjar è riuscito a conquistare la settima posizione in griglia, piazzandosi davanti a Hamilton, Lawson e Tsunoda.

Le Prove Libere
Dopo le PL2 molto incoraggianti, in cui il francese ha ottenuto la terza posizione, già dalla terza sessione di prove libere Hadjar ha iniziato ad avere le prime difficoltà a causa di un problema alle cinture di sicurezza. Il primo team radio a riguardo è stato molto ambiguo, con Isack che ha avvisato il muretto di avere “un problema nell’abitacolo” e senza entrare nei dettagli ha sottolineato essere “abbastanza negativo”. Una volta riportata la macchina al box, sembra che gli ingegneri sono riusciti a sistemare il problema e il pilota ha concluso la sessione in decima posizione.

Le qualifiche
Dopo le prove libere il team aveva dichiarato che il problema riguardava le cinture di sicurezza e che era stato risolto in tempo per le qualifiche. Tuttavia, già nel Q1 Hadjar si è aperto in radio per comunicare al team di avere nuovamente lo stesso problema. Appare subito evidente che non c’è tempo per rientrare al box e il francese è costretto a concludere il giro in queste condizioni: anche se Hadjar via radio sostiene che la macchina sia “inguidabile” e di non riuscire a concentrarsi per estrarre il massimo potenziale, alla fine il pilota riesce comunque a entrare in Q2.
Non appena concluso il giro cronometrato, dunque, gli è stato chiesto di spingere per rientrare ai box nella speranza di risolvere la situazione tra il Q1 e il Q2. Così è stato e il francese è riuscito a concludere la sua qualifica in Q3 conquistando la settima posizione. Domani, dunque, Hadjar partirà in quarta fila vicino a Lewis Hamilton, che ha segnato l’ottavo tempo. Ma non solo. Dopo una settimana di discussioni sul secondo pilota Red Bull e di confronti tra Tsunoda e Lawson, Hadjar si è qualificato davanti ad entrambi, che si sono fermati al Q2.

Le dichiarazioni
Intervistato dai media dopo le qualifiche, Hadjar ha spiegato meglio cosa era successo durante la sessione: nonostante una situazione ‘incredibile’ e ‘da incubo’, ha deciso di stringere i denti e provare a passare il Q2.
“Ho avuto un problema con le cintura di sicurezza, quindi sono uscito dalla macchina, sono rientrato e tutto si è risolto. Sicuramente il problema ha compromesso il mio primo stinto in Q1, ma per fortuna è stata ‘guidabile’ in quel giro che mi ha permesso di entrare in Q2.”
“Onestamente il primo giro è stato un incubo. Me ne sono accorto sul rettilineo del terzo settore ed ero lì tipo ‘okay, questo non andrà affatto bene’ e in realtà sono quasi finito a muro. Per fortuna sto bene, sono andato avanti e sono molto fiero di me stesso per il giro che ho fatto in una situazione incredibile, davvero.”
“Ovviamente in Q1 non hai il tempo di uscire dalla macchina quindi ho dovuto farmene una ragione e cercare di passare in Q2. Mi hanno fatto male per un po’ ma per il resto della sessione ho avuto l’opportunità di ricominciare da zero e focalizzarmi solo sull’essere veloce. Quando sono tornato in macchina e ho rimesso le cinture andava tutto bene. Mi ha solo fatto un po’ male.”

Isack si è poi soffermato sull’ultimo giro “fantastico” che gli è valso la settima posizione.
“In generale non ero molto soddisfatto. Ogni giro che facevamo avevamo un piccolo miglioramento con il bilanciamento, con il set up, e onestamente la macchina ha ripreso vita nell’ultimo giro. È stato fantastico, non sarei potuto essere più veloce di così.”
“Senti qualcosa di diverso quando sai che è l’ultimo giro del Q3. Sei lì, pensi ‘devo solo aggiungere qualcosina un po’ ovunque’ e speri che vada bene. Richiede molta concentrazione ma io ero al 100%, anche se prima non lo ero. Ho semplicemente cercato di essere abbastanza coraggioso da fare quello step in più”.
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