Domenicali traccia la rotta verso la nuova era della Formula 1: tra regole innovative, accordi chiave e sfide tecniche e d’approccio all’orizzonte del 2026.
Siamo ancora nella prima parte della stagione 2025 ma il mondo della Formula 1 guarda già al futuro, con il prossimo cambio di regolamento che segnerà una novità importante; monoposto profondamente rivoluzionate, modifiche tecniche e tanto altro. Il 2026 segnerà quindi un grande passaggio e di questo Stefano Domenicali ne è sicuro.
L’italiano, che di recente è stato confermato alla guida di Formula 1 Group per i prossimi cinque anni, è pronto a rimodellare il sistema e le strutture che caratterizzano il Circus.
Modalità d’approccio:
In un’intervista esclusiva rilasciata nelle ultime ore a Motorsport.com, Domenicali ha raccontato le novità che vorrebbe apportare nel Circus.
Inoltre, dopo solo due giorni dall’ufficialità del prolungamento di contratto con Liberty Media, il CEO ha firmato un altro accordo importante: quello con Concorde Agreement. Si tratta della piattaforma commerciale che definisce il futuro normativo finanziario della Formula 1 e, soprattutto, è un contratto tra Formula 1, la FIA ed i team. Il regolamento contiene le norme che governano il funzionamento del campionato.

Tra gli aspetti più importanti regolati dall’accordo ci sono: il valore economico delle posizioni in classifica finale del campionato (bonus costruttori), il bonus speciale a favore di Ferrari (ammontare extra), la tassa d’iscrizione alla F1, il budget cap e l’obbligo di partecipazione a tutte le gare del campionato.
Domenicali ha quindi spiegato: “Gli aspetti economici sono definiti, ora manca la parte di governance nella quale, oltre alle squadre, è coinvolta anche la FIA. È un altro passaggio chiave in ottica futura perché garantisce la stabilità regolamentare. Uno degli aspetti che vogliamo cambiare è quello di avere un approccio più strategico e meno tattico sui temi che riguardano il nostro mondo della Formula 1, quindi ci vuole il coinvolgimento della FIA e delle squadre”.
Dilemma power unit:
Durante l’intervista, l’amministratore delegato si è anche soffermato sulle tante criticità emerse nelle ultime settimane circa i motori 2026 e sulle diverse motorizzazioni.
“Due anni fa avevo espresso (in un’intervista concessa a Motorsport.com) quella che era la mia visione strategica del futuro della Formula 1, ed è ciò che sta emergendo ora. In Bahrain abbiamo avuto un incontro con la FIA e tutti i Costruttori di motori presenti oggi ed anche in futuro, visto che era presente anche la GM”.
“Credo che ci siano state delle forzature. Poiché sul tavolo c’erano delle discussioni sul futuro, qualcuno ha provato a proporre un’estensione del regolamento attualmente in vigore. Sarebbe stato assolutamente sbagliato, bisogna avere rispetto nei confronti di chi ha investito cifre ingenti in un progetto complesso e costoso, cambiare le carte in tavola sarebbe stato un messaggio sbagliato. Se avessimo messo in discussione le scelte fatte in precedenza (in materia di PU) avremmo commesso un errore gigantesco”.

“Credo che tutti dobbiamo ragionare in un’ottica strategica. Avere una squadra dominante per troppo tempo non fa bene a nessuno, il nostro sport sta vivendo un momento di crescita straordinaria, a livello di piattaforma internazionale è diventato un riferimento, di questo dobbiamo essere da un lato orgogliosi e dall’altro molto prudenti”.
Le ali flessibili:
Infine, il CEO della Formula 1 si è focalizzato su uno delle polemiche tecniche più accesa e dibattuta della scorsa stagione: le ali flessibili. Tutto era nato a causa della posizione delle ali posteriori del team McLaren viste in modo particolare a Baku, che funzionavano come se fossero un ulteriore piccolo DRS nelle alte velocità.
Per arginare nuove polemiche tecniche, la FIA ha aumentato i controlli e Domenicali ne ha ricordate alcune del passato.

“Ne ho vissute parecchie in prima persona, ricordo il caso che ci coinvolse (nelle vesti di direttore sportivo della Ferrari) in Malesia nel 1999, così come il doppio diffusore, il frick, il mass dumper, l’f-duct, sono storie che hanno sempre fatto parte della Formula 1. Posso dire che anni fa c’erano aree grigie ben più ampie rispetto ad oggi, ma resta sempre una grande capacità intellettuale da parte di chi lavora in Formula 1 di saper sfruttare tutto al limite. Personalmente ho la sensazione che oggi le polemiche tecniche siano davvero poca cosa rispetto al passato, anzi, sarebbe bello tornare ad avere un po’ più di discussioni, sono il pepe di questo sport”.
Tra scetticismo e alcuni aspetti ancora da perfezionare, il 2026 sarà comunque uno degli anni più attesi per la storia e l’evoluzione della Formula 1.

